Seppur sia ormai passato qualche anno dalla sua comparsa sul mercato, non possiamo assolutamente negare che Ford Puma sia stata una bestseller. Questo non perchè richiami di suo il passato di Ford, per giunta con il quale non condivide praticamente nulla (basta fare una ricerca per scoprire a che segmento appartenesse la Ford Puma degli anni ’90), ma perchè è un’auto valida. La Ford Puma già l’abbiamo avuta in prova in passato, ma in configurazione leggermente differente. Abbiamo pensato allora di sfruttare l’edizione speciale Vivid Ruby per riportarla sotto la lente d’ingrandimento.

Abbiamo pubblicato, come sempre, anche un bel video della prova di questa Ford Puma direttamente su Youtube. Il player qui sotto lo riproduce, ma ricorda di iscriverti al canale per essere sempre aggiornato e supportare il nostro lavoro!

Allestimento Vivid Ruby: cosa porta?

Partendo dal concetto che la sostanza alla base di Ford Puma come quella in prova non cambi, anche in allestimento speciale Vivid Ruby (che richiama l’ST-Line), cosa cambia allora? La parte più visibile è ovviamente il colore, evoluzione dell’apprezzato Hot Magenta. Bello da vedere perchè cambia tanto in base alla luce, diventando ora più chiaro ed ora più scuro. Allo stesso tempo però prendono vita una serie di dettagli neri a contrasto. Le cornici fendinebbia, la calandra lucida, il tetto a contrasto così come le calotte degli specchietti. Sono tutti dettagli in colorazione nera, infatti creano un’alternanza di riflessi che si sposa molto bene con le linee della Puma, dato che in alcuni casi tendono anche ad essere spigolose.

Calandra dedicata Ford Puma
La calandra nero lucido è dedicata a questo allestimento

Le dimensioni di poco più di 4.18 metri in lunghezza per Ford Puma sono una chiave di lettura fondamentale. Le permettono di divincolarsi senza problemi nella giungla cittadina, sentendosi a proprio agio, ma allo stesso tempo affrontare qualche gira fuori porta. Proprio a tal proposito viene da sottolineare quando il Megabox posteriori si confermi eccellente.

Sappiamo che tutti preferiscono la ruota di scorta, perchè ti permette di concludere un viaggio in caso di problemi, ma in sua assenza il fatto di avere una “vasca” in più nel bagagliaio non è una cattiva idea. Il bagagliaio è da 376 litri, ai quali però si aggiungono ulteriori 80 litri di una vasca sotto al ripiano bagagli – il Megabox per l’appunto – che sono un bonus da game changer. In più la vasca è in plastica ed ha un tappo di scolo, quindi potete trasportare cose sporche, lavando poi il tutto anche con acqua corrente.

Interni sagomati, ma occhio allo spazio

Se da un lato il vano bagagli è tra i più vantaggiosi della categoria, una volta a bordo di Ford Puma l’abitacolo è più piccolo di quanto ci si immagini. Questo perche la conformazione di plancia e sedili occupa un notevole spazio, lasciando poca “aria”. In compenso ci si sente un corpo unico con l’auto, soprattutto grazie ai sedili anteriori con fianchetti pronunciati. Sostengono nelle curve più complesse ma, più in generale, si modellano sul corpo degli occupanti anteriori.

Posto di guida Ford Puma
La posizione di guida si trova velocemente grazie alla triangolazione volante/pedali/sedile

Tutto il tunnel centrale ha comandi che si trovano in basso, che siano la leva – meccanica – del cambio automatico oppure la leva del freno a mano, che non è elettronico. Anche la selezione delle modalità di guida si trova nella parte bassa, ma immaginiamo che non siate ogni 5 minuti a cambiare impostazione e, quindi, non dovrebbe essere un problema.

Compatta la triangolazione dei comandi per la guida, quindi pedali/sedile/volante, che anticipa un’agilità che ritroveremo parlando della prova su strada. Non è difficile trovare la propria posizione di guida ottimale e questo permette di essere sempre ergonomicamente corretti. Tutto a vantaggio della comodità, chiaramente.

Prova tecnologia Ford Puma Vivid Ruby, aspettando l’aggiornamento

Nonostante la generazione in prova di Ford Puma, declinata solo successivamente in Vivid Ruby, abbia qualche anno sul groppone, la parte di tecnologia vive di luci ed ombre. Da un lato troviamo la strumentazione digitale da 12.3 pollici. Un display che se la gioca ancora con auto approdate successivamente sul mercato, anche se dovrebbe garantire un po’ di personalizzazione in più. Questo perchè è luminoso e piuttosto definito, quindi si legge bene in qualsiasi condizione anche di luce.

Ford SYNC 3
Il sistema Ford SYNC 3 si basa su un display 8 pollici

Allo stesso tempo al centro della plancia c’è il display touch da 8 pollici. Ecco, Ford non è preparatissima dal punto di vista del software infotainment, se non altro per la veste grafica. Il SYNC 3 è spoglio e meriterebbe un design più accattivante, così come il display potrebbe offrire qualcosa in più. Il grande vantaggio è quello di avere dei grandi riquadri per la selezione delle macroaree, utili soprattutto durante la guida per evitare di distrarsi troppo.

Su strada la Ford Puma si conferma a prova di divertimento

Perchè abbiamo parlato di divertimento nel titolo di questo paragrafo? Semplicemente perchè la Ford Puma conferma ancora una volta la tendenza ad avere un’ottima dinamica di guida. Superiore – per chi ama “sentire l’auto” – rispetto alle competitor del segmento. Partendo dal presupposto che Ford ha tra i migliori sistemi sterzanti in circolazione, prima ancora del motore 1.0 EcoBoost tre cilindri da 125 cavalli è proprio il feeling volante a catturare l’attenzione. Solido il giusto, direzionale, che rende la Puma reattiva nei cambi di direzione. Insomma un piacere impugnare un volante dalle giuste dimensioni e che crea un collegamento diretto con l’asse anteriore.

Scarico motore 1.0 ecoboost
Lo scarico del motore 1.0 Ecoboost da 125 cavalli dietro la Ford Puma

Nonostante il motore sia offerto in diversi tagli di potenza, la versione da 125 cavalli sembra essere l’ideale. Non troppi, non troppo pochi. Si tratta di un compromesso accettabile in considerazione del peso dell’auto, che quindi aiuta a supportare ogni necessità: dal viaggio alla gitarella domenicale, dallo shopping in città fino alle vacanze. D’altronde l’EcoBoost di Ford è stato pluripremiato, alla faccia dei detrattori dei tre cilindri. Qui la Puma dice assolutamente la sua, con anche un piccolo spunto in elettrico – che quando lavora o recupera energia accende due indicatori direttamente sulla strumentazione – che aiuta nelle ripartenze. D’altronde la Ford Puma come quella in prova è di fatto un’auto mild hybrid.

Un cambio che fa tutto da sè

Cambio automatico Ford
Il cambio automatico 7 marce ha una leva meccanica

Una grande differenza rispetto la Puma che abbiamo già provato in passato risiede nel cambio automatico. Unica opzione disponibile per l’allestimento Vivid Ruby, ha 7 marce e la leva meccanica per innestare la modalità di guida desiderata. Qui arriva una perplessità: non puoi cambiare marcia in autonomia. Questo sistema non prevede in alcun modo un settaggio manuale, poichè non ha paddle dietro al volante e non ha una posizione per il sequenziale vicino la leva. Deve fare tutto da sè, quindi bisogna affidarsi completamente. Ok che il bello dell’automatico è proprio il non doversi preoccupare, va bene anche che effettivamente il funzionamento del software sembra settato bene, ma noi un po’ di controllo l’avremmo preferito.

Tra le varie posizioni possibili per la leva scompare la M di “Manuale” per aggiungere la L, che sta per “Low”. In questo caso si allerta il cambio della necessità di avere marce basse. Utile come idea, soprattutto in salite a pieno carico o discese lungo le quali poter sfruttare il freno motore. In questo caso un automobilista distratto potrebbe dimenticare che in discesa è bene usare una marcia più bassa per sfruttare meglio il freno motore e limitare l’affaticamento dei freni, ma quella L salva i dischi dal surriscaldamento.

Dinamica piacevole, sterzata un po’ meno

Colore Vivid Ruby
Il colore Vivid Ruby di Ford Puma

Siamo arrivati dunque alla conclusione che guidare la Puma è davvero piacevole. Si tratta di un crossover che unisce doti di dinamica che scappano dal concetto di “filtrato” tipico delle auto moderne. Si rifanno quasi ad un’impostazione passata, quando erano più importante le sensazioni corporee piuttosto che far mantenere da sè la corsia all’auto. Anche i cerchi da 18″ non creano troppi problemi sul pavè. La misura è chiaramente grande per la città e bisogna in ogni caso stare attenti, ma il setup sospensivo digerisce con una certa accondiscendenza la sconnessioni. Ciò che avremmo preferito migliore è il raggio di sterzata. In effetti chiede qualche manovra in più nel parcheggio, soprattutto in spazi stretti, ma in ogni caso è un dilemma superabile e che non scardina il piacere di guida.

Alla prova dei consumi di Ford Puma

L’occhio e l’orecchio di tutti sono ovviamente puntati sui consumi, considerando anche la grande fascia d’utenza alla quale si è rivolta e si rivolge ancora oggi la Puma. Il motore EcoBoost di per sè non è un motore molto assetato, figlio del concetto di downsizing ormai dilagante sul mercato. Anzi, ricordiamo che Ford è stata tra le prime a tirar fuori i motori “con un cilindro in meno”. Offre il meglio sui percorsi statali, lungo i quali si arrivano a raggiungere anche i 24-25 km al litro. In città o autostrada ovviamente il tutto aumenta, com’è giusto che sia per un motore termico. Non in modo irrecuperabile però, perchè noi abbiamo viaggiato su medie di 17-17.5 km al litro in città e 19 km al litro in autostrada.

Interni Puma
Gli interi di Ford Puma

Ne vale la pena?

Se la Puma ha avuto un grande successo nel tempo un motivo doveva pur esserci. In sostanza è un crossover tuttofare che riesce ad abbracciare le necessità di tutti, che siano della coppia giovane, della famiglia, del single e chi più ne ha più ne metta.

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