La scelta di voler ridurre le emissioni di CO2 entro il 2035 non deve comportare necessariamente l’abbandono dei motori a combustione interna. Molti ricercatori infatti stanno lavorando allo sviluppo di nuove tecnologie o carburanti alternativi per dare nuova vita agli ICE. Un esempio arriva da un gruppo di ricercatori della University of New South Wales, in Australia, che negli ultimi 18 mesi ha lavorato allo sviluppo di un motore ibrido che utilizza sia diesel che idrogeno.

Motore ibrido diesel-idrogeno: come funziona?

Lo studio ha riguardato un motore diesel monocilindrico. Gli ingegneri australiani hanno mantenuto il sistema di iniezione originale, hanno però aggiunto un secondo sistema di alimentazione a idrogeno direttamente nel cilindro. Il problema principale era legato al miscelamento dell’idrogeno con il gasolio, in quanto dal miscelamento non controllato può derivare un notevole incremento dello sviluppo di ossidi di azoto NOx. La strategia è stata quella di adottare un’alimentazione stratificata, ovvero far sì che avessero aree a differenti concentrazioni di idrogeno. Ci sono riusciti variando la fasatura di iniezione dell’idrogeno a 40° di angolo di manovella prima del punto morto superiore. 

Risultati ottenuti

Con questo motore ibrido diesel-idrogeno si è raggiunta un’efficienza massima del 57.2% utilizzando un’iniezione al 90% di idrogeno. I dati sperimentali hanno mostrato che si è avuta una riduzione delle emissioni di CO2 di circa 90 g/kWh. Si tratta di una riduzione di circa l’86% rispetto al motore diesel tradizionale da cui sono partiti. Uno dei punti di forza è la possibilità di utilizzare idrogeno non puro. Infatti nelle celle a combustibile, per evitare di compromettere la reazione elettrochimica e per evitare la corrosione dei componenti, c’è la necessità di utilizzare idrogeno molto puro.

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Il team, guidato dal professor Kook, ha già brevettato questa invenzione e sperano di poter commercializzare la loro idea entro i prossimi due anni. Se volete leggere l’articolo pubblicato dai ricercatori dell’università potete trovarlo qui.

Motore ibrido diesel idrogeno
Professor Kook e il suo team di ricercatori

Per molti scienziati l’idrogeno non rappresenta solo il vettore energetico per la decarbonizzazione della filiera industriale. Questo elemento infatti incarna la possibilità di poter dare nuova vita a impianti e tecnologie già esistenti, che altrimenti verrebbero accantonati per le nuove imposizioni sulle riduzioni delle emissioni locali. Quello del team della University of New South Wales ne è stato un esempio calzante.

Voi cosa ne pensate di questa idea avuta del team Australiano? Siete convinti anche voi che l’idrogeno possa riqualificare le tecnologie attuali? Fateci sapere la vostra opinione sui nostri canali social e non dimenticate di lasciarci un like!

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