Quando si entra nel mondo dei pickup si comincia ad attraversare un territorio strano per diversi motivi. Da un lato c’è una normativa italiana che non permette di godere appieno ed in totale serenità di questi modelli, se non in alcune eccezioni; dall’altro c’è l’interesse personale che si può spingere o meno a capire se ci sia o meno la necessità di portarsene uno a casa, in virtù anche di dimensioni impegnative. Una prova del Ford Ranger Raptor 2026 è però la dimostrazione che alcuni preconcetti verso questi mezzi siano ormai relegati al passato e che, a dirla tutta, si potrebbe avere la possibilità di divertirsi quotidianamente molto.
Di questo inarrestabile aggeggio c’è anche la prova in video direttamente su YouTube se preferisci vederla in video, così da godertelo appieno. Il player qui sotto ti facilita la visione e, ricorda: iscrivendoti al canale avrai la possibilità di essere sempre aggiornato su tutte le novità, le prove e le guide, oltre a supportare tutto il lavoro di produzione che c’è dietro ogni singolo video.
Dimensioni importanti e design imponente
Di tutta la linea Ford Ranger bisogna ammettere che il Raptor come quello in prova, in versione 2026, sia quello con il maggior carico di “ignoranza”. Ovviamente da buon pickup le dimensioni non sono affatto trascurabili, considerando la lunghezza complessiva di 5,38 metri, così come i 2,02 metri di larghezza e 1.93 metri di altezza. D’altronde questo non è un veicolo che si acquista per girare nei vicoletti dei centri storici, in contesti urbani dove trovare parcheggio anche per una smart potrebbe risultare difficile. Si acquista per avere la possibilità di poter trasportare materiali, macinare chilometri e affrontare sfide impervie senza fermarsi.
Il design è stato volutamente pensato come mastodontico, con un cofano anteriore quasi piatto e che, naturalmente, risulta essere molto alto da terra. Ovviamente tutte le linee partecipano alla definizione di un mezzo imponente, compresa la linea di cintura alta degli sportelli fino a rollbar e cassone posteriore. A tal proposito diamo un taglio sullo spazio, perchè a differenza dei “fratelli” con sospensioni posteriori a balestra, il Raptor ha una capacità di carico inferiore avendo sospensioni indipendenti. 652 kg massimo riesce a trasportare, con un cassone che ha sì una tendina a movimento elettrico ma che il rullo rosicchia chiaramente un po’ di spazio verso la cabina.

Una volta aperta la sponda questa è retta da cavetti d’acciaio piuttosto che da pistoncini, che restano optional originale Ford per chi ne sentisse la necessità, mentre i punti di ancoraggio all’interno del vano sono nella parte bassa in formato di occhielli. Nella parte alta dovete prendere in esame il mancorrente superiore, ma con il rischio di graffiarlo. Bene poi la presenza anche di una presa alimentata a 220 V, così da poter far funzionare qualche attrezzo quando necessario.
Personalizzazioni del Raptor ed occhio al fuoristrada
Il Raptor ha tutta una serie di personalizzazioni estetiche rispetto ad altri pickup della famiglia Ranger, che quindi gli danno una maggiore identità ed un carattere molto più marcato. Si parte dalle pedane in alluminio pressofuso, tra l’altro fondamentali per accedere perchè – almeno per me che sono alto 1,74 metri – fungono da supporto stabile per “lanciarsi” all’interno. Impossibile non notare l’enorme scritta Ford sulla calandra anteriore, che è larga e quasi minacciosa, con ai lati fari ad alte prestazioni a matrice di LED che, preannuncio, hanno un ottimo funzionamento nel proteggere dagli abbaglianti tutte le auto che arrivano dal senso di marcia opposto.

27 cm di altezza da terra caratterizzano il Ford Ranger Raptor 2026 in prova. Si tratta di un’altezza che aiuta a superare qualsiasi ostacolo, com’è giusto in virtù di questo allestimento. Per ovviare ad eventuali problemi è stato piazzato uno skid plate inferiore in acciaio spesso 2,3 mm, così da evitare impatti potenzialmente dannosi. Ed a proposito di vocazione fuoristradistica, segnalo che di serie monta pneumatici BF Goodrich All Terrain ad alte prestazioni, montate su cerchi da 17 pollici.
Il logo Raptor non poteva mancare al posteriore, di fianco alle decal che però sono un optional da 400 euro. In Ford hanno poi dato spazio sì ad una balla trasversale posteriore in acciaio, ma posizionata molto in alto. Ovviamente lo scopo è non intaccare l’angolo di uscita del Raptor, ma allo stesso tempo garantire occhielli per agganciare la qualunque ed anche il supporto per il gancio traino. Leggermente più sopra, invece, ci sono tre supporti sui quali poter salire in piedi per accedere facilmente al vano di carico.

Interni che non ti fanno dimenticare le auto
Devo ammettere che una delle cose che mi hanno più stupito di questo Raptor è che all’interno non manca nulla. Se ancora da qualche parte aleggia l’idea che i pickup come questo siano mezzi scarni, scomodi ed adatti solo al lavoro, qui tutto cambia. In primis i sedili sportivi del Raptor accolgono bene, sono belli da vedere ed adatti a tutte le corporature. Hanno una base sportiva, quindi i fianchetti sono pronunciati per sostenere meglio il corpo, il tutto con inserti in Code Orange, lo stesso che troviamo sparso un po’ ovunque nell’abitacolo. Chiaramente con il logo Raptor, rigido.

La personalizzazione Raptor passa dallo stesso logo sul volante e dalla presenza del mirino nella parte superiore, o dal Code Orange delle bocchette climatizzatore. Nemmeno a dirlo lo spazio a bordo è l’ultimo dei problemi sia per chi siede avanti che per chi siede dietro, per i quali passeggeri sono a disposizione le maniglie verticali vicino ai montanti di ogni porta, così da accedere più agevolmente all’interno. Solo bisogna fare i conti con il bagagliaio, che di fatto non c’è. Eventuali valigie oppure oggetti da trasportare sono da mettere nel cassone, ma magari meglio dotarsi di una rete così da poterli bloccare se sono piccoli, altrimenti rischiano di slittare e subire scossoni.
Dov’è che il Raptor prende le distanze da un’auto di tipo tradizionale e fa vedere il suo spirito? Nella presenza di un portaoggetti ad apertura sopra la plancia, avanti al passeggero, e nella presenza di due portabicchieri a scomparsa vicino le porte anteriori. A questo poi si associano anche sei tastini sull’imperiale. Sono sei switch per sistemi ausiliari che c’è possibilità di montare. Il Raptor ha infatti già la predisposizione al montaggio di accessori aftermarket che vanno alimentati, come un verricello oppure dei fari supplementari o barre LED, e c’è già un precablaggio lì nelle zone maggiormente utilizzate. Queste si possono collegare ai tasti che vi ho anticipato poco fa, così da poter gestire tutto dall’interno dell’abitacolo.

Tecnologia a prova dei tempi anche su Ford Ranger Raptor 2026
Se da un lato c’è la natura e l’essenza del pickup, ho evidenziato anche che questo non ha nulla da invidiare alle auto tradizionali. Anche la tecnologia è decisamente al passo con i tempi, una roba che non penseresti mai su un Ranger. Al di là del pad per la ricarica ad induzione del telefono sul tunnel centrale, tutto passa anche da due grandi display.
Avanti al conducente il pannello da 12,4 pollici permette di avere sotto controllo una tale molteplicità di informazioni che c’è l’imbarazzo della scelta. Ci sono scorciatoie per dati come la temperatura motore, olio o trasmissione nella parte superiore, mentre al centro ci sono una valanga di opzioni tra cui scegliere. Si spazia dai dati utili per il fuoristrada fino alla guida oppure alla parte multimediale. Certo non tutto si può vedere in simultanea ma bisogna navigare nel menù, ma si possono comunque scegliere i preferiti.

La plancia accoglie un display da 12 pollici che, invece, serve come centrale di comando per l’infotainment. Ha il sistema operativo SYNC 4 e permette un’alta connettività con smartphone, anche con protocolli come Android Auto e Apple Carplay, ma al solito conferma anche riquadri molto grandi da premere. Questi sono comodi ma soprattutto sicuri, perchè non richiedono attenzioni particolari per essere selezionati con le dita durante la guida. Non bisogna distrarsi troppo insomma. Peccato solo che il display sia posizionato completamente in verticale. In pratica la parte bassa è difficilmente raggiungibile con le dita stando con le spalle al sedile e, soprattutto, le informazioni in quella zona potrebbero vedersi meglio. Una specie di scotto da pagare per lo spazio sul tunnel, ma sarebbe bastato inclinarlo leggermente in avanti. Un esempio, per intenderci, è l’uso della tastiera virtuale quando si inserisce un indirizzo per il navigatore.
Alla prova dei fatti, come va su strada il Ford Ranger Raptor 2026?

Delle due motorizzazioni disponibili per il nuovo Raptor 2026 io ho provato la diesel. Si tratta di un propulsore 2.0 litri, un quattro cilindri da 205 cv e 500 Nm di coppia massima. Un quantitativo di coppia davvero interessante e che permette di trainare praticamente ciò che si vuole. Il motore risponde bene e non si lascia troppo desiderare, seppur chiaramente il peso è decisamente avvertibile.
In abbinamento alla parte di propulsore c’è l’ormai conosciuto cambio 10 marce di Ford. Un cambio che per alcuni è davvero denso di rapporti, ma nella realtà offre un buon adattamento. Da un lato i rapporti corti permettono trazione, traino e accelerazione, dall’altra invece i rapporti lunghi aiutano in caso di percorrenze autostradali, così da abbassare i giri motore e consumare il meno possibile (a 130 km/h in decima marcia si è a 1.950 giri). Chiaramente da buon automatico non richiede di dover cambiare marcia e quindi non si avverte la “stanchezza” delle troppe cambiate, a meno che non si vogliano usare i paddle in magnesio dietro al volante. Cosa che, onestamente, io sconsiglio per una questione di rilassamento alla guida.

Su strada il Raptor mi ha stupito perchè sembra di guidare un’auto a tutti gli effetti. Fatta amicizia con l’altezza (sia da terra che della cabina) ed un po’ di ingombri, è stranamente semplice da manovrare. Il pavè non è rigorosamente un problema così come tutte le asperità che si possono trovare quotidianamente in zone più “civilizzate” e cittadine, anche se, ovviamente, il contraltare di avere delle gomme tassellate è l’autostrada. Avendo i tasselli e meno superficie di contatto non è di certo il mezzo con il quale impegnarsi in curve ad alta velocità. Le sostiene, senza problemi, ma chiaramente l’aderenza potrebbe essere meno solida rispetto a pneumatici tradizionali.
Ho raccontato come si viaggia con il Ranger Raptor direttamente in video. Ho voluto offrire uno spaccato interessante di pro, contro e soprattutto costi. Il video è qui sotto, ma come fatto sopra ricordo che ci si può iscrivere al canale per non perdere gli aggiornamenti
Trazione selezionabile e controlli elettronici
Il Ford Ranger Raptor 2026 come quello in prova nasce con un’architettura con telaio a longheroni, sintomatico dei veicoli che puntano al fuoristrada. Ho però accennato all’assenza delle sospensioni a balestre, perchè al loro posto ci sono degli ammortizzatori Fox sopraffini, che aiutano a sviluppare prestazioni decisamente superiori quando ci si lascia l’asfalto alle spalle. L’obiettivo del Raptor, in effetti, è quello di spingersi davvero oltre sia in termini di prestazioni che di capacità offroad.

Il manettino al centro del tunnel aiuta a selezionare le impostazioni della trasmissione. Il 2WD (posteriore) parte in automatico e lo si può lasciare inserito, magari per trasferimenti autostradali così da limitare i consumi. Si può però inserire il 4WD automatico per lasciar decidere al sistema quando avere solo l’asse posteriore in trazione oppure entrambi gli assali. Ci sono poi le opzioni per bloccare i differenziali ed avere il 4WD fisso, sia con marce lunghe che ridotte. Ovviamente opzioni immancabili, considerando i terreni sui quali si potrebbe utilizzare un mezzo del genere.
A proposito di opzioni c’è anche la possibilità di spaziare tra le modalità di guida disponibili. Sono molte e preparano il Raptor a qualsiasi tipologia di terreno si voglia solcare, dalla sabbia alle rocce al fango. Allertano i sistemi di bordo, la trazione, il motore e l’assetto per riuscire a dare il meglio. In aggiunta a queste una modalità speciale è la Baja, che vuole permettere proprio di correre su superfici come sabbia, dune, terreno e simili. Lo si capisce anche solo guardando l’icona, mix tra un cactus ed una bandiera a scacchi. Probabilmente questa modalità è quella che più di tutte esprime il carattere e gli obiettivi che vuole raggiungere il Ranger Raptor.

La prova anche in fuoristrada di Ford Ranger Raptor 2026
Ovviamente uno degli obiettivi principali del Ranger Raptor è proprio quello di lanciarsi su percorsi impervi. L’altezza da terra e le protezioni sottoscocca aiutano senza dubbio a mantenere protetti organi vitali come la trasmissione ed i differenziali. Certo qualcuno potrebbe voler montare uno snorkel per aumentare l’altezza della presa d’aria del motore, nonostante sua a filo con il cofano anteriore, che di fatto è già piuttosto alto.
Una delle discriminanti principali della dinamica di questo Ford Ranger Raptor 2026 in prova sono gli ammortizzatori Fox. Lo stampo è quello sportivo ed hanno una serie di valvole interne perchè sono a controllo elettronico, così da potersi aprire o chiudere più velocemente in base alle necessità ed alla strada che si sta percorrendo. E questi sono i principali fautori della possibilità di correre fisicamente su terreni sabbiosi con la modalità Baja, tanto per dirne una. Al contempo però il Raptor è incredibile come riesca ad affrontare agevolmente anche situazioni più complesse. Certo su terreni instabili il peso potrebbe non essere dalla sua parte, ma le gomme tassellate si aggrappano ovunque e la trazione è sempre garantita.

In diverse occasioni non è stato necessario innestare le marce ridotte ma è bastato semplicemente il 4×4 tradizionale. Alcuni passaggi hanno invece richiesto la possibilità di trasferire bene a terra la coppia e non forzare troppo la mano, quindi il passaggio al 4x4L è stato graditissimo. Ovviamente con i differenziali bloccati ci si arrampica ovunque, ma al solito bisogna anche fare molta attenzione nel caso in cui si giri troppo il volante, poichè non è una condizione meccanica molto apprezzata in questo campo di utilizzo.
Prezzo, consumi e conclusioni
Ci si chiede poi quanto i consumi possano impattare definitivamente sull’utilizzo di un mezzo del genere. Io ho realizzato circa 10,2 km/litro di media durante tutto il test di quasi 2.000 km. In autostrada a 130 km/h la media è di circa 9.8 litri/100 km a cassone scarico, mentre perdete qualche km al litro se lo caricate. Ovviamente in città consuma parecchio, così come in fuoristrada.
Per portarlo a casa bisogna mettere in conto di spendere a partire da 63.200 euro IVA esclusa.

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