La transizione elettrica di Porsche, che fino a poco tempo fa sembrava una marcia sicura e irreversibile, oggi appare improvvisamente più incerta. E al centro di questa esitazione ci sono proprio loro: le future 718 Boxster e Cayman elettriche, al terzo posto fra Le 5 auto più belle e attese del 2026. Modelli chiamati a raccogliere un’eredità pesante, fatta di equilibrio, leggerezza e piacere di guida.

Secondo indiscrezioni riportate da Bloomberg, il nuovo amministratore delegato Michael Leiters starebbe valutando seriamente l’ipotesi di cancellare del tutto il progetto. Una decisione che, se confermata, segnerebbe una svolta profonda nella strategia della casa di Zuffenhausen.

Porsche 718 (Boxster e Cayman)
Porche 718 Boxster e Cayman.

Costi fuori controllo e tempi che scappano di mano

Alla base del possibile stop non ci sarebbe un singolo problema, ma una somma di criticità. I costi di sviluppo delle 718 elettriche sarebbero cresciuti ben oltre le stime iniziali, mentre i ritardi tecnici continuano ad accumularsi. Il debutto, inizialmente previsto per il 2024, è slittato prima al 2026 e oggi non ha più una data certa.

Lo sviluppo software, l’ingegnerizzazione della piattaforma e l’approvvigionamento delle batterie si sono rivelati più complessi del previsto. A questo si sono aggiunte discussioni interne sull’eventuale introduzione di una variante plug-in hybrid, che avrebbe richiesto piattaforme parallele e ulteriori investimenti, con il rischio concreto di arrivare sul mercato con soluzioni già superate.

Un contesto finanziario sempre più delicato

Il dossier delle 718 elettriche non può essere separato dal momento complesso che Porsche sta attraversando sul piano finanziario. Nel terzo trimestre del 2025, il gruppo ha registrato una perdita operativa di 967 milioni di euro, ribaltando completamente l’utile di 974 milioni dello stesso periodo dell’anno precedente.

Le svalutazioni legate ai progetti elettrici e alle batterie hanno inciso per 1,7 miliardi di euro, mentre la revisione complessiva del piano di elettrificazione potrebbe ridurre l’utile operativo fino a 1,8 miliardi. Numeri che spiegano perché, oggi, ogni progetto venga passato al setaccio.

Cina in frenata e pressione dai dazi USA

A complicare il quadro c’è anche il contesto globale. Il mercato cinese, da sempre fondamentale per Porsche, ha mostrato segnali di forte rallentamento. Nel 2025 le vendite sono calate del 26%, scendendo a poco meno di 42.000 unità.

La concorrenza dei costruttori locali, sempre più aggressivi e tecnologicamente maturi, si è sommata a un raffreddamento generale della domanda di auto di lusso. Negli Stati Uniti, primo mercato per il marchio, i dazi all’importazione, arrivati inizialmente fino al 27,5% e poi ridotti al 15%, hanno pesato per circa 500 milioni di euro nei primi nove mesi del 2025.

Il paradosso delle 718: vendono, ma non abbastanza

Eppure, c’è un dato che fa riflettere. Le Boxster e Cayman termiche, nell’ultimo anno completo di produzione, hanno registrato una crescita delle vendite del 15%, raggiungendo quota 23.670 unità. Numeri che confermano quanto queste sportive rappresentino ancora una porta d’accesso fondamentale al mondo Porsche.

Un successo che rende ancora più delicata la scelta sul loro futuro. Eliminare le 718 senza un’erede credibile significherebbe rinunciare a un modello identitario, non solo a una voce di listino.

Il possibile stop alle 718 elettriche si inserisce in un ripensamento più generale. L’obiettivo dichiarato di arrivare all’80% di vendite elettriche entro il 2030 appare oggi meno rigido. Porsche sta tornando a investire con maggiore convinzione su motori termici e soluzioni ibride, pur sapendo che questo comporta costi elevati e complessità industriale.

Leiters, tra pragmatismo e identità

Michael Leiters non è un nome nuovo a Zuffenhausen. Ha lavorato in Porsche per oltre 13 anni, contribuendo allo sviluppo di modelli chiave come Macan e Cayenne, prima di passare in Ferrari come CTO e poi guidare McLaren Automotive fino al 2025.

Ora si trova davanti a una delle scelte più difficili: seguire una strategia elettrica coerente ma rischiosa, oppure adottare un approccio più pragmatico, vicino alle reali richieste del mercato e dei clienti storici. Sullo sfondo, anche un confronto delicato con i sindacati e la consapevolezza, confermata dal CFO Jochen Breckner, che il ritorno a margini operativi a doppia cifra non avverrà prima del 2027.

Il destino delle Porsche 718 elettriche non riguarda solo Boxster e Cayman. È un segnale. Una cartina di tornasole su come uno dei marchi più iconici al mondo intenda affrontare la transizione più complessa della sua storia.

La domanda, a questo punto, non è solo se le 718 elettriche vedranno mai la luce. Ma che tipo di Porsche nascerà da questa fase di incertezza? Cosa pensi sia più conveniente fare per il marchio tedesco? Fammelo sapere sui social e non dimenticare di lasciare un like!

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