Da quando smart è stata completamente stravolta, lasciandosi alle spalle il passato fatto di una vincente fortwo che ha conquistato paesi tattici, è arrivata una declinazione decisamente differente. Seppur io abbia provato prima la smart #3 e “solo” adesso la #1, cronologicamente l’arrivo sul mercato è stato inverso. Allora, visto che la più piccola delle due è già disponibile da un po’, ho voluto esagerare e portare qualcosa di veramente nuovo. La mia prova è infatti della smart #1 Brabus sì, ma con in più il kit aggiuntivo Brabus Kit.
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Dimensioni da segmento C
Rispetto la versione tradizionale, che misura in lunghezza 4,27 metri, la versione Brabus di smart #1, soprattutto con il Brabus kit in prova, guadagna 3 centimetri per arrivare a 4,30 metri tondi. Ovviamente centimetri dovuti alla connotazione estetica, con il paraurti anteriore decisamente più appuntito nella parte dello splitter ed il posteriore con un estrattore decisamente più vistoso. La “Uno” è così che si presenta, con dimensioni ben lontane da quella delle ormai vetuste fortwo e forfour, sottolineando quanto il corso di smart sia radicalmente cambiato.

Sapete cosa ho apprezzato davvero in modo marcato di questa piccola elettrica pepata? Che non vedevo da un po’ di tempo in giro delle auto con un taglio stilistico così accattivante, incisivo e sbarazzino. Vero che c’è da fare una precisazione in merito al Brabus Kit, perchè sicuramente un po’ di carattere lo aggiunge a sua volta, ma anche chi dovesse optare per l’assenza di questo kit può apprezzare una linea davvero ben fatta. Infatti le (finte) prese d’aria sul cofano, un accenno di spoiler ed il taglio da hot hatch sono prerequisito intoccabile.
Si crea quindi un mix di linee morbide, come quelle dei fari che sia avanti che dietro hanno luci di posizione continue da lato a lato, con tagli vivi come le minigonne e le appendici aerodinamiche. Le prese d’aria aggiuntive ai lati di un paraurti anteriore che poi lascia molto spazio pieno nella parte superiore, da buona auto elettrica, danno una buona impronta visiva. Insomma la #1 Brabus ha tutte le carte in regola per piacere, ed infatti i numeri già fanno registrare un certo interesse.
Cosa offre il kit Brabus aggiuntivo e dove acquistarlo?
Come specificato più sopra il kit Brabus aggiuntivo per la smart #1 aggiunge un po’ di particolari dall’animo ancora più sportivo. Questo è il caso dello spoiler posteriore maggiormente pronunciato, esattamente come lo splitter anteriore con tanto di alette laterali. Poi ci sono le minigonne, l’estrattore posteriore, il logo Brabus smaltato ed i cerchi da 19 pollici dedicati che si fanno ammirare per l’ottima fattura, esattamente la stessa riservata per i battitacco retroilluminati interni, i tappetini dedicati così come i sedili.

Solo un dettaglio di questo kit arriva a toccare la dinamica dell’auto: le molle. Questo pacchetto comprende molle ribassate di 3,5 cm – ovviamente brandizzate Brabus – ed è l’unico dettaglio che, a conti fatti, ha un riscontro non esclusivamente estetico.
Questo kit è acquistabile direttamente sul sito Brabus e non sul sito di smart. Si può optare anche per singoli componenti, senza necessariamente fare all in.
Prova interni della smart #1 Brabus 2025
Lo stesso mood apprezzato per la carrozzeria l’ho trovato uguale all’interno. Il volante in Alcantara è un dettaglio da non sottovalutare, così come la conformazione ed i materiali utilizzati per i sedili, che fieri mostrano la B di Brabus sul poggiatesta. Il dualismo nero/rosso è stato esteso anche in questo ambiente dove possibile – complici le cinture di sicurezza completamente rosse – mentre altre zone sono state trattate con inserti e colori differenti. È il caso del tunnel centrale, che mantiene la stessa caratteristica forma a T che ho trovato sulla smart #3 (qui trovi la prova completa: Prova smart #3 Premium: ora è un SUV elettrico coupé…ma non troppo). Chiuso, con diversi portaoggetti e piuttosto alto, tanto da farti sentire “all’interno” dell’abitacolo una volta seduto.

Non male lo spazio a bordo per chi siede in prima fila, mentre chi siede dietro resta in parte sacrificato. La slitta dei sedili posteriori prova ad ovviare a questo dettaglio, portando ora più avanti ed ora più dietro il divanetto. In questo caso però si decide di favorire lo spazio per i passeggeri sacrificando il bagagliaio, oppure il contrario. Bagagliaio che, preciso, è da 313 litri – non il massimo considerando la grandezza dell’auto – ed è supportato da un frunk anteriore da 15 litri. Specifico poi che i sedili sono un po’ duri, anche in questo caso molto…racing.

Tecnologia a bordo: di Brabus c’è “poco”
In fatto di tecnologia la smart #1 Brabus 2025 in prova non cambia rispetto le versioni tradizionali, sia in fatto di strumentazione che infotainment. Il pannello strumenti è da 9,2 pollici, ben visibile in tutte le sue informazioni e ben contrastato, anche con una dimensione scelta per i caratteri decisamente idonea. Quando il sole diretto punta sullo schermo il film protettivo riflette e diventa parzialmente difficoltoso leggerlo, ma in questo lo sfondo bianco aiuta.
Al di là delle due razze del volante l’abitacolo è quasi completamente privo di tasti, poichè tutto si basa sull’infotainment. Il display al centro della plancia è da 12,8 pollici, ben visibile e ben posizionato. Strano a primo impatto il software, con animazioni grafiche che bisogna imparare ad utilizzare per evitare di perdersi qualche funzione fondamentale. Fatta l’abitudine sia a queste transizioni che alla volpe come animale da compagnia – sì, è un avatar che vi segue in tutto e per tutto – fila liscio ogni tassello, soprattutto considerando la grande possibilità di personalizzazione che ha questa #1.

Se pensate ci sia una grande personalizzazione Brabus in termini di infotainment vi devo dare picche. Solo la B in alto a sinistra del display, che richiama la homepage, e la modalità di guida Brabus sono i dettagli per i quali ho notato una differenza.
Prova su strada smart #1 Brabus 2025: scarica a terra oltre 400 cv!
Se siete arrivati fin qui è perchè vi interessa sicuramente sapere cos’ha di speciale da offrire questa variante ad alte prestazioni della smart #1. Fiore all’occhiello è il doppio motore, uno per asse così da permettere anche di avere una trazione integrale, per una potenza massima di 428 cv e 543 Nm di coppia. Valori che rendono in assoluto la piccola Brabus una bombetta capace di far divertire e, soprattutto, di attaccare al sedile senza mezzi termini. Un dato su tutti: 3.9 secondi per raggiungere i 100 km/h da ferma.

Ci sono chiaramente differenti modalità di guida come anticipato, la più “appuntita” delle quali è proprio la Brabus. Selezionandola si da il via ad un vortice di emozioni fatto di reazioni immediate, repentine, quasi spaventose. Una dinamica di guida piacevole se si cerca quel piglio un po’ “old school”. Per giunta con uno sterzo ben tarato in fatto di pesantezza quando lo lasciate sulle impostazioni automatiche. Si regola in base alla modalità di guida selezionata e l’ho trovato sempre giusto, risparmiando così la noia di doverlo impostare manualmente di volta in volta.
Merito della prestazione generale è comunque dovuto anche alla trazione integrale, che tutto sommato è calibrata benone. Non ha velleità pistaiole, anche perchè in effetti questa Brabus, nonostante la potenza, non è un’auto pensata per la pista. In ottica di utilizzo urbano, a zonzo per i passi di montagna o per godersi una guida dinamica si difende davvero bene.

Ma la smart Brabus è scomoda?
Nonostante l’assetto ribassato ed i cerchi da 19 pollici, ammetto che mi ci sono trovato molto bene anche sul pavè. Certo non è l’auto che ti crea quel cuscinetto d’aria tale da farti sentire ad un metro da terra, ma la regolazione dell’assetto è capace di assorbire un fondo stradale non propriamente dei migliori. Anche a velocità fuori dalla portata delle lumache, il che non è da sottovalutare.
Si sente un po’ di rollio in curva, poichè tutto sommato il peso c’è e, soprattutto, bisogna pagare una sorta di scotto di un’auto che diventa a tutti gli effetti una sorta di tuttofare. Impegnandola in curva le sospensioni schiacciano senza dubbio e se sotto le ruote arriva una sconnessione l’auto sobbalza in parte. Nulla di critico tanto che non vengono nemmeno chiamati in causa i controlli di stabilità e trazione, ma un ondeggiamento è avvertibile.
Caratteristica bonus è infine il raggio di sterzata. Non malvagio per fare manovre ed inversioni a U, è nella media.
Prova dei consumi e della ricarica di smart #1 Brabus 2025

Parto a gamba tesa con la situazione peggiore per un’auto elettrica, l’autostrada. A velocità compresa tra i 120 ed i 130 km/h in autostrada mi ha consumato una media di 19,7 kWh/100 km, che in città diventano 16,3 kWh/100 km. In un utilizzo misto tra città e statale ho visto i 17,3 kWh/100 km circa. In ogni caso vi dico anche che, con un piede leggero, si riesce anche a scendere sotto i 14 kWh/100 km in una condizione di utilizzo quotidiana.
La batteria è da 66 kWh e con una carica al di sotto del 20% io ho visto toccare anche 153 kW di potenza in ricarica in corrente continua (la casa dichiara max 150 kW). Dal 35% circa si scende a circa 138 kW di potenza fino al 60%, poi si passa a circa 90 kW fino al 90% di SOC e poi si scende fino a 35 kW. In corrente alternata mirabolanti 22 kW di potenza in ricarica. La casa dichiara circa 400 km di autonomia con una singola carica.

Prezzo e conclusioni
Indubbiamente un’auto da tenere d’occhio questa piccola smart #1 Brabus 2025 così come l’ho avuta in prova. Ha rispolverato un po’ quel piacere tipico delle piccole compatte sportive, seppur reinterpretato in una chiave decisamente differente. Raccoglie un po’ il testimone di quelle auto che, purtroppo, oggi gli appassionati non hanno più modo di apprezzare, essendo il mercato votato decisamente ad altro.
Per portare a casa la smart #1 Brabus il pezzo è di 43.660 euro, ma senza il kit Brabus aggiuntivo che è da acquistare a parte.

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