Se c’è un brand che negli ultimi anni ha fatto molto parlare di sè, quello è smart. Una firma che, in anticipo rispetto a tanti, è prima passata a vendere solo motorizzazioni elettriche e poi a cambiare totalmente target di riferimento. Ricordate la smart fortwo? Adesso è solo un lontano ricordo considerando il nuovo corso che ha intrapreso. La prova della nuova smart #3 vuole toccare proprio con mano le terre inesplorate lungo le sponde delle quali è voluta approdare una casa ormai consolidata dai successi nel tempo.
Sul canale YouTube Test Driver c’è anche la prova in video della nuova smart #3, che ti consigliamo di vedere. Ricorda di iscriverti al canale, così da non perdere un aggiornamento e supportare tutto il lavoro che c’è dietro la produzione di ogni video!
Dimensioni smart #3 in prova: al via segmenti inesplorati
Con la sua lunghezza di 4.40 metri e le fattezze da SUV, la nuova smart #3 si configura come un qualcosa di inedito per la firma che adesso ruota nell’universo di Geely. 5 posti a bordo ed un’altezza di 1.56 metri che però – complice la volontà di essere sì un SUV ma dall’aspetto più filante – è 8 cm più bassa della smart #1. I 2.78 metri di passo cercano chiaramente di offrire uno spazio interno notevole, da buona auto elettrica, mentre i 370 litri del bagagliaio sono una capienza media, non il massimo per una vettura di questo segmento. Abbattendo i sedili, comunque, arriva a circa 1.160 litri di volume. Il tutto, chiaramente, considerando che il tetto plana verso il basso data la connotazione da coupé.

Per i più appassionati di numeri e pesi segnaliamo che il peso a vuoto di smart #3 è di 1.810 kg. Le auto elettriche ormai ci stanno facendo abituare a standard di pesi chiaramente differenti, seppur la “hashtag tre” non sia assolutamente tra le più pesanti.
Un SUV coupé morbido e longilineo
Per chiara definizione di SUV coupé le linee sono marcatamente morbide e longilinee, altrimenti non avrebbe senso. O meglio il tratto caratteristico è chiaramente il posteriore, con un lunotto particolarmente inclinato e che punta solido verso la coda. Un po’ come visto ultimamente su altre proposte (qui trovi ad esempio la prova di Renault Rafale), seppur poi ognuna abbia puntato verso la propria “contaminazione di stile“.


smart #3 ha scelto una pulizia del design molto marcato. Questo ha due effetti evidenti anche all’occhio meno esperto: da un lato l’ottimizzazione aerodinamica, vitale per le auto elettriche, dall’altro la pulizia. Non ci sono praticamente angoli vivi, spigoli, tutt’intorno all’auto. Tutte le superfici sono ben raccordate anche con superfici accessorie come quelle dei fari o, addirittura, la firma luminosa. Nei proiettori anteriori ci sono infatti luci di posizione a forma di A, ma allo stesso tempo al posteriore si sviluppa anche un impianto luminoso che punta da lato a lato. Insomma un mix tra un trend ormai noto al mercato, poichè di luci di posizioni “continue” ormai ne vediamo a bizzeffe, con qualcosa di personale.
Ci sono più punti dai quali è riconducibile una buona attenzione verso i dettagli su questa smart. Le maniglie a filo sono uno di questi, che rientrano per dare un tocco di pulizia ancora superiore a tutti gli sportelli. Ma anche il logo dietro ai passaruota anteriori non è assolutamente da meno. Comunque, gioco di design, segnaliamo che l’arco dei montanti è molto curvo, guardando l’auto di profilo, ma al posteriore si sviluppa anche un padiglione accessorio con un piccolo spoiler. Il tutto, poi, sembra sospeso.

Interni studiati nel dettaglio
Basta passare qualche minuto a bordo di smart #3 come quella in prova per capire che gli interni sono stati studiati nel dettaglio. ne sono un esempio palese i bottoncini con logo smart sui sedili, ma non scherza anche la forma della plancia, che virtualmente si fonde con il tunnel centrale per creare una struttura a “T”. Certo questa elaborazione stilistica preclude un po’ di spazio per gli oggetti (a vista, perchè sotto al tunnel c’è un bel vano capiente, aperto), ma nulla di trascendentale. C’è plastica e questo non si discute, ma il colpo d’occhio che regala quando gli sportellini sono tutti chiusi è notevole. Ora, bello o brutto dipende dal gusto personale, ma sicuramente è originale.
Da smart non ci saremmo poi aspettati altro che un’illuminazione ambiente molto marcata, ed infatti è così. I led dal colore personalizzabile sono ovunque, permeando l’abitacolo della luce del proprio colore preferito. Anche dietro ai poggiatesta dei sedili anteriori c’è l’illuminazione, visibile perlopiù dai passeggeri seduti sul divanetto.

L’abitacolo comunque è molto curato. Ci sono inserti morbidi sul tunnel centrale per poggiare le ginocchia, le bocchette climatizzatore hanno forme differenti tra la zona centrale e quelle laterali, mentre la parte mediana della plancia è percorsa da una striscia nera a contrasto. Effetto ottico garantito, aiutato anche dalla sensazione che si ha di “affondare” nell’auto, dovuta al tunnel alto.
Prova della tecnologia di bordo di smart #3: c’è il ghepardo!
Dietro al volante, che per inciso ha pochi tasti ma funge lo stesso da centrale di comando anche di apparati insospettabili, come la regolazione degli specchietti laterali, c’è una display da 9.2 pollici che funge da strumentazione. Un pannello basso ed allungato, con sfondo bianco che risalta anche in condizioni di luce intensa. A meno che il sole non ci batta sopra in modo obliquo si leggono sempre tutte le informazioni, in modo chiaro e con caratteri ben dimensionati. Poi c’è una sorta di aletta parasole nella parte superiore. Chiaramente questo va contestualizzato con l’Head-Up Display, che integra ed aggiunge ulteriori informazioni di guida.

Il display al centro della plancia è invece un 12,8 pollici. Al netto dell’assistente virtuale, un ghepardo che vi fa compagnia praticamente in ogni schermata, muovendosi e facendosi notare, il software deve essere “digerito” bene prima di poterci navigare in modo fluido. Sono tanti i sottomenù e le animazioni, così come lo stesso tema anticonformista. In alcuni casi ricorda anche un po’ l’impostazione delle MINI (qui trovi anche la prova della nuova MINI Countryman), ma con una cifra stilistica differente.

Tra i vari sistemi comandati dal tocco delle dita sul display centrale c’è il climatizzatore. Bocciato, perchè non immediato soprattutto qualora ci dovesse essere la finestra popup delle telecamere a 360°. Questa compare e sovrasta tutto, costringendo a chiuderla manualmente o spostarla rispetto ai tasti che interessa premere. Da rivedere questa finestra che compare anche nel traffico, ma magari con un aggiornamento software la renderanno meglio fruibile.
Prova su strada nuova smart #3
Grazie al sensore di pressione sotto al sedile la smart #3 si accende appena ti siedi e premi il pedale freno. Questa procedura arma un motore singolo posizionato sull’asse posteriore da 272 cavalli e con 343 Nm di coppia massima. Fosse stata la versione Brabus – spoiler – ne avrebbe avuti molti di più e divisi su due motori, ma in prova la smart #3 è la Premium e quindi è una trazione posteriore pura. Un motore davvero indicato per quest’auto, che cambia carattere in base alla modalità di guida selezionata, per ovvi motivi. Bene mantenere Eco e Comfort in città, così da avere un motore molto più morbido rispetto all’impostazione Sport, che invece lasciano sprizzare molto più brio al SUV coupé.

Il motore è ben interfacciato con il resto dell’auto, al punto da permettere di vivere la quotidianità senza grossi problemi, con una velocità massima di 180 km/h (per quel che possa servire, dati i limiti di velocità!). Presente per ovvi motivi la frenata rigenerativa e, per fortuna, la guida a pedale singolo. Qui prende il nome di S-Pedal ed è calibrata bene, a differenza dei livelli prestabiliti di recupero, che hanno un intervento sempre piuttosto brusco quando si lascia l’acceleratore.
Nonostante le sospensioni ribassate, la #3 ci prova ad essere scomoda, aggiungendo anche i cerchi da 19 pollici. Ma non ci riesce. Il setup sospensivo è morbido e permette di superare agevolmente gli ostacoli senza trasferire stimoli troppo marcati all’abitacolo. D’altronde con un passo così ce lo aspettavamo. Chiudiamo poi con una specifica: il raggio di sterzo avrebbe potuto fare di meglio. Serve qualche manovra in più per parcheggiare.
Batteria, ricarica e autonomia. Come si comporta la smart #3?
Imbullonata sotto al pianale della smart #3 c’è una batteria da 66 kWh lordi, 62 netti. Una batteria nemmeno grandissima se ci andiamo a pensare, considerando che alcune elettriche sul mercato superano di slancio i 70 netti. Questa aiuta il SUV a promettere 470 km di autonomia. Abbiamo provato a fare una sorta di eco-race e rimanendo con il 6% di carica abbiamo percorso circa 400 km. Il consumo medio registrato è stato di circa 15,1 kWh/100 km. Con una guida esclusivamente cittadina siamo scesi a 14.3 kWh/100 km, quindi nettamente meglio. L’autostrada si conferma la bestia nera, con consumi che in alcuni casi sono arrivati anche a 20 kWh/100 km.

In termini di ricarica il tratto distintivo è la possibilità di caricare a 22 kW in corrente alternata. Ormai dovrebbe essere uno standard, ma nella realtà è raro trovare dei caricatori di bordo che accettino i 22 kW, preferendo gli 11. In corrente continua, invece, la potenza massima accettata è di 150 kW, che però non abbiamo toccato mai. Ammettiamo di non aver fatto preriscaldare la batteria prima di attaccarci alla colonnina fast, quindi abbiamo penalizzato le prestazioni in tal senso, ma siamo arrivati massimo a 85 kW.
Prezzo nuova smart #3
La versione Premium della smart #3 come quella in prova costa, chiavi in mano, 46,500 euro circa. 43.500 euro servono per l’allestimento Pro Plus, che è l’ingresso in gamma con questo taglio di batteria (la Pro ha una batteria più piccola).












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Io ce l’ho da marzo 2024 (PRO+) e ne sono assolutamente soddisfatto.
Grande! E come autonomia ti ci trovi d’accordo con l’articolo? 😁