Di SUV coupé oggi c’è qualche interessante esemplare sul mercato, che idealizza una categoria praticamente inesistente fino a non molti anni fa. Una sorta di ibrido – non nel senso motoristico del termine – tra il gusto e la praticità d’uso. O almeno questo in alcuni casi, come con la Renault Rafale oggetto di questa prova. Un SUV che ha assolutamente le carte in regola per fare bene e che non cede a troppi compromessi.
Di Renault Rafale abbiamo anche la prova in video, direttamente sul canale Youtube “Test Driver”, al quale ovviamente chiediamo di iscrivervi. In questo modo sarete sempre aggiornati e potrete supportare il grande lavoro che c’è dietro ogni singola prova!
Dimensioni importanti, design azzeccato
Con una lunghezza totale di 4.71 metri Renault Rafale non è certo l’auto alla quale aspirare per una vita esclusivamente cittadina. Assolutamente no. Si tratta di un’auto importante dal punto di vista del design e delle proporzioni, perchè Renault ha voluto sì dare un tocco di design sportivo, ma allo stesso tempo non ha ceduto alla tendenza del rosicchiare spazio all’interno. Questo ha portato ovviamente a preferire delle dimensioni maggiori, per buona pace dell’occhio di chiunque se la trovi avanti.

L’imponenza delle linee lascia ugualmente passo ad accessori ed appendici che garantiscono uno stile che potremmo definire al passo con i tempi. Messo da parte l’arco dei montanti, che è assolutamente il tratto caratteristico di Rafale soprattutto nella parte posteriore che plana dolcemente, due dettagli stuzzicano molto alla vista. Da un lato lo spoiler sdoppiato, dall’altro una calandra che ricorda un po’ delle squame. In realtà sono tante losanghe con sfondo azzurro, essendo questa Rafale in allestimento Esprit Alpine. Colpo d’occhio ben riuscito e piacevole e, curiosità, segnaliamo che la calandra è stata disegnata con l’ausilio dell’intelligenza artificiale.
Rafale ha avuto anche il compito di essere tra le prime ad aprire un corso stilistico nuovo per Renault in termini di firma luminosa. I proiettori anteriori e gli stop posteriori sono sottili e segmentati, si sviluppano in orizzontale ed aiutano a dare una sensazione di larghezza. Soprattutto la coda è aiutata da una sorta di duck tail al termine del portellone, che alzandosi lascia accedere ad un bagagliaio da 630 litri.
Prova interni Renault Rafale Esprit Alpine
Ci sono ovviamente tutta una serie di dettagli all’interno di Renault Rafale che sono indice dell’allestimento Esprit Alpine. Tra questi spiccano le cuciture a contrasto e la materializzazione della bandiera francese con i colori. Allo stesso tempo anche il logo di Alpine sui sedili non passa inosservato, anche perchè è retroilluminato. Sì, se velo state chiedendo questa grande A sullo schienale si illumina dello stesso colore delle luci ambiente. E no, non è scomodo perchè non si sente dietro la schiena. In compenso i sedili sono microforati ed hanno dei fianchetti davvero molto avvolgenti, quasi troppo per un’auto di questo tipo.

L’Alcantara è un altro dei materiali di pregio di questo allestimento, che avvolge ad esempio la parte bassa di un volante piuttosto squadrato. Allo stesso tempo quello che piace davvero tanto di Rafale è la cura nella metà bassa dell’abitacolo, solitamente lasciata in balìa della plastica economica. Le tasche negli sportelli, ad esempio, sono rivestite (e di colore blu).

Luci e ombre in generale, come per ogni auto, internamente alla Rafale. Da un lato lo spazio per chi siede dietro è buono e non costringe i più alti a stare piegati così come succede su altri SUV coupé. L’attenzione ai dettagli è altissima e lo si vede dal bracciolo, molto funzionale perchè include supporti per tablet e smartphone, portabibite e portaoggetti. D’altro canto però ci sono dettagli meno funzionali, come i tasti sul volante. Non che non facciano il loro lavoro, ma per asservire l’estetica con questo effetto vetro patiscono le impronte e vanno puliti di tanto in tanto. Chiudiamo il quadro con una specifica: sul tunnel centrale c’è il pannello mobile con grande maniglia come visto su Renault Austral (qui trovi la prova: Prova su strada Renault Austral 160 cv 2023: SUV elegante e mild hybrid).
Tecnologia di bordo: da OpenR Link ad Android Automotive al Solarbay

La piattaforma OpenR Link che troviamo sulla Renault Rafale in prova è già stata vista, tanto per dirne una, sulla Renault Megane E Tech Electric (trovi la prova qui: Prova Renault Megane E-Tech electric 2023: l’auto che non ti aspetti!). Classica forma di L rovesciata con strumentazione da 12.3 pollici e infotainment verticale da 12 pollici. Come sempre Renault cerca di dare un tocco colorato e glamour alle grafiche della strumentazione e Rafale non è da meno, seppur bisogna fare l’abitudine a cercare le informazioni e non farsi distrarre. Al contempo l’infotainment basato su Android Automotive è, tutto sommato, la svolta giusta. Già in passato l’abbiamo detto che l’utilizzo di un software su questa base integra funzionalità avanzate come l’Assistente Google (attivabile con “Ok, Google“), le applicazioni di Google e, soprattutto, limita la frammentazione dei software in auto. Veramente notevole e, soprattutto, utile.

Renault Rafale porta con sè un dettaglio di stile non indifferente, mix tra tecnologia e design: il tetto Solarbay. In sostanza è un tetto in vetro con pannelli a cristalli liquidi, che diventano trasparenti oppure opachi in base alla necessità. Ottima soluzione per avere un vetro senza tendina, ma che non sia esclusivamente oscurato. Quando è tutto opaco, infatti, l’abitacolo è sì luminoso ma la luce non arriva fastidiosamente addosso. Da trasparente, invece, gode di tutti i vantaggi di un vetro limpido. Poi la transizione da opaco a trasparente e viceversa è bella da vedere e si può anche optare per dividere il tetto a metà: metà resta opaco e metà diventa trasparente.
Prova su strada Renault Rafale: come va?

Cominciamo come di consueto a contestualizzare la prova con la motorizzazione della Renault Rafale. Si tratta della versione E-Tech Hybrid con motore 1.2 turbo tre cilindri ed un paio di motori elettrici associati, il tutto per 200 cavalli di potenza massima. A discapito di quanto un motore 1.2 litri si possa pensare insufficiente su un’auto da circa 1.700 kg, la realtà è che sembra andare benone. Sale bene di giri in associazione al motore elettrico ed al lavoro del cambio Multimode, un cambio a 4 marce molto particolare che Renault ha da anni sviluppato per le sue motorizzazioni full hybrid. Il motore in sè quando è sottocoppia lo si avverte, ma il bello di avere un motore elettrico a supporto è proprio il poter ovviare a queste mancanze con una coppia immediata.
Nonostante i 200 cavalli non aspettatevi un’auto che vi attacchi al sedile, ma questa Rafale è più una compagna della vita quotidiana. Permette di fare tutto, dalla percorrenza autostradale ai sorpassi, con una certa scioltezza. Ma d’altronde, nonostante quello che possa suggerire l’aspetto, resta comunque un SUV, con le dovute dinamiche del caso.

A differenza di quanto ci si immaginasse, il setup delle sospensioni l’abbiamo trovato più rigido della media. Bene da un lato, perchè aiuta Rafale a digerire curve con appoggi solidi, ma allo stesso tempo avverti di più lo sconnesso. Poca roba comunque, considerando che i terreni di battaglia giusti per questo SUV sono statali ed autostrade, relegando alla città una minima percentuale del suo utilizzo. Plausibilmente tutto questo effetto è ancora più marcato dall’architettura della sospensione posteriore, che non è McPherson bensì un molto più dinamico Multilink.
4Control, parte ibrida e consumi
Tra le caratteristiche di spicco di Renault Rafale c’è la presenza del 4Control, che per alcuni potrebbe significare qualcosa e per altri magari nulla. Si tratta dell’asse posteriore sterzante, ormai da diversi anni chiamato in questo modo dalla casa francese. Un aiuto enorme nel rendere Rafale estremamente – ed insospettabilmente – agile, tanto da avere quasi lo stesso diametro di volta della Clio: 10,4 metri, contro i 10.2 della Clio, nettamente più corta. Diventa il migliore amico nelle svolte e nei parcheggi, complice anche i 5° che interessano le ruote posteriori, che quindi virtualmente accorciano il passo dell’auto. Per giunta è anche personalizzabile dall’infotainment. Segnaliamo che oltre i 50 km/h le ruote girano di solo 1° e nella stessa direzione delle anteriori (quindi sono in fase), per aiutare la stabilità alle alte velocità.

Sul fronte dell’ibrido, invece, Renault è una garanzia di percorrenza elettrica. Si procede davvero per tanta strada a batteria, complice un ottimo sistema di recupero dell’energia in frenata ed il livello di intervento che si regola con le palette dietro al volante. La velocità raggiungibile in elettrico non è esattamente limitata, tanto che con un piede leggero si raggiungono anche 80 o 90 km/h, quindi su statali e nel traffico il motore termico diventa quasi solo un ricordo. Con i suoi 2 kWh di batteria – più grande di alcune cugine che montano batterie da 1.2 kWh – si percorrono anche 2.5 o 3 km in elettrico.
5.2 litri/100 km è stato il consumo medio di tutta la prova, su oltre 1.100 km percorsi. Valore sceso anche a 4.1 litri/100 km in statali e con un piede leggero, ma che sale anche a 7 litri/100 km in autostrada.













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