Da quando è stata lanciata la prima generazione di Volkswagen T-Roc, sembra che in VW abbiano fatto centro per una serie di motivi. Le dimensioni, il suo aspetto, l’offerta. Tutti parametri che hanno decretato un successo commerciale buono fin dal principio. E cambiare un’auto che potrebbe risultare così “sensibile” è sempre complicato. Con la nuova Volkaswgen T-Roc 2026 l’hanno fatto ed io ho voluto organizzare questa prova per capire in che direzione si siano spinti.
Sul canale YouTube Test Driver è già online il video della nuova T-Roc, che lascio come sempre nel player qui sotto. Ricorda di iscriverti al canale, così da essere sempre aggiornato su tutti i contenuti e supportare il grande lavoro che c’è dietro ogni video!
Dimensioni diverse: la nuova T-Roc è più grande
Rispetto alla generazione di T-Roc che conosciamo e che ha lasciato il passo, la nuova sembra completamente un’altra auto. Non si tratta infatti di un restyling ma di una generazione completamente nuova, che ha portato con sè anche canoni estetici differenti, ovviamente inclini all’attuale family feeling che sta proponendo VW su diversi fronti. Anche le dimensioni però sono cambiate, poichè è più lunga, più larga e più alta rispetto al modello scorso. Guardando già solo la lunghezza, che solitamente è il dato che interessa maggiormente in virtù di parcheggi, spazio nei box e chi più ne ha più ne metta, si vede un aumento di 12,2 cm. La lunghezza complessiva della T-Roc 2026 come questa in prova è dunque di 4,373 metri, ed assieme a questi il passi si è allungato si 2,8 centimetri per favorire lo spazio interno.
Il frontale è evidentemente diverso, con la calandra a maglie molto larghe nella parte bassa e mediata, mentre superiormente ci sono le luci di posizione coast-to-coast. Un’unica fascia luminosa che passa anche attraverso il logo VW e gli da un tocco luminoso, sempre bianco. Il tutto in uno spazio anche molto rastremato, poichè i gruppi ottici principali ai lati sono sottili. Ottimo dettaglio di stile.

Resta comunque distintivo il padiglione del montante C anche su questa generazione, perchè richiama molto la T-Roc “originale”. Esattamente più in basso si allargano le spalle ed i muscoli, che evidenziano anche una linea di cintura decisamente alta per questo SUV. Al posteriore come non trovare, anche in questo caso, una illuminazione da lato a lato? Richiama sicuramente l’anteriore, considerando che anche in questo caso il logo VW è retroilluminato (rosso) e tutto offre un taglio molto geometrico. Lettering T-Roc in posizione centrale e messo in evidenza, sotto al lunotto che però è – come ormai vediamo sempre sulle auto – piccolo e posizionato molto in alto. Attenzione in retromarcia!
Sul piano delle dimensioni novità anche per il bagagliaio, che ha guadagnato 20 litri rispetto al passato ed ora tocca quota 465 litri, con tanto di vano per ruotino di scorta nella parte inferiore.
Interni razionali e schematici, a prova di quotidianità su T-Roc 2026

L’attenzione, una volta all’interno, è subito puntata verso i tasti fisici sul volante, che permettono così di utilizzare senza distrazioni sia alcuni sistemi ADAS (se non sai cosa sono e ti confondono le sigle, trovi qui una guida: Sistemi ADAS: cosa significano le sigle e come funzionano?) che la parte multimediale. Li preferisco sicuramente rispetto a varianti che possano essere a sfioramento. A proposito di volante anche Volkswagen passa al cambio con la leva dietro al volante, che bisogna ruotare per selezionare l’innesto della marcia giusta. Un qualcosa che libera davvero tanto spazio sul tunnel centrale, che infatti è gestito bene ed in modo teutonicamente schematico.
Nella parte anteriore si trova infatti il pad per la ricarica a induzione, con l’easter egg delle intercapedini che servono per il raffreddamento del device durante la ricarica che richiamano una piscina olimpionica. Buono lo spazio per riporre degli oggetti e ci sono anche due prese USB-C per la ricarica (ma manca la presa accendisigari da 12V). Lo spazio non manca anche sotto al bracciolo, che – cosa non scontata e che trovo comodissima – si può regolare in altezza e profondità. Questa porzione di volume è modulabile sulle proprie esigenze grazie a piccole paratie che si spostano, ora per permettere di mettere delle bottigliette ora per lasciare spazio anche a piccole borse.

Buono poi lo spazio a bordo per chi siede avanti e chi siede dietro. Merito sicuramente del passo allungato, che offre un volume abitabile maggiore alla seconda fila. Il passeggero centrale ha però un tunnel davvero alto tra i piedi, oltre ad una conformazione del sedile che sicuramente premia chi è seduto a lato. Bene per spostamenti brevi, più scomodo se dovete lanciarvi in viaggi da 800 km.
Tecnologia di bordo: tanto “touch”, ma c’è una novità
Sotto il profilo tecnologico la novità più evidente, che non passa inosservataì, è sul tunnel centrale. Una rotellina illuminata che aiuta a velocizzare alcune funzioni. Ha la possibilità di essere ruotata e premuta, oltre ad avere al suo interno un display touch. In base alla voce selezionata con il menù – modalità di guida o “mood” degli interni – la rotella cambia poi selezione e si preme fisicamente il bottone per confermare. Serve poi anche come regolazione del volume multimediale, quindi concentra un po’ di funzioni al proprio interno.

La strumentazione è un display da 10 pollici, che però non cambia propriamente tema ma resta piuttosto fissa nella disposizione delle informazioni. Le informazioni principali di guida però si possono piacevolmente suddividere all’interno delle tre sezioni nelle quali è suddiviso il display: due laterali ed una centrale. Questo permette di personalizzare a proprio piacimento la vista, per giunta con dati che sono anche facili da vedere e comprendere.
Al centro della plancia c’è un display da 12,9 pollici per l’infotainment, in dimensione completamente touch. Niente tasti fisici, nemmeno per il climatizzatore, che quindi è gestito tutto nel menù dedicato. Immancabile completezza sul profilo della connettività, con Android Auto e Apple CarPlay wireless, mentre le icone dei menù sono ben studiate e grandi, quindi facili da trovare e “tappare” anche quando siete alla guida, senza troppe distrazioni.

Con la nuova T-Roc 2026 come questa in prova (ma in realtà anche con altre), VW ha aperto anche il mondo alla possibilità di acquistare pacchetti multimediali in secondo momento, in uno shop dedicato. Come il navigatore, che potreste non voler pagare al momento dell’acquisto dell’auto ma magari noleggiare per un periodo limitato o acquistare definitivamente in secondo momento.
Prova Volkswagen T-Roc 2026: come va su strada
Come sempre, tanto per iniziare a contestualizzare la prova, parto dalla motorizzazione. La T-Roc 2026 in prova ha sotto il cofano un motore 1.5 litri da 115 cavalli e 220 Nm di coppia. Una motorizzazione eTSI che può interessare davvero a tantissime persone, poichè non troppo spinta in termini di cavalleria ma nemmeno esigua. E poi è mild hybrid, per giunta a 48V, quindi una ibridazione con una buona efficienza e che permette un supporto discreto dal motore elettrico.

Capisco perfettamente se qualcuno possa pensare che 115 cv non siano sufficienti per un’auto di questo tipo, ma ho provato – ammetto – che forse è un partito preso. In combinazione con il cambio automatico DSG 7 marce il motore pare essere anche piuttosto brillante, oltre a riuscire a gestire bene delle fasi critiche come quella del sorpasso. Si tratta di un propulsore piuttosto rotondo e che, con i suoi 1.5 litri, non manca di cubatura rispetto un omologo 1.0, tanto per dirne uno. Giusto quando si sale di giri si avverte, complice la natura turbo del motore, che ci può essere una piccola limitazione.

Tornando alla questione cambio, le 7 marce sono giuste per una molteplicità di usi, ma il mio consiglio è lasciar fare tutto al software. L’utilizzo della palette lo vedo davvero superfluo, anche perchè T-Roc non vuole essere un’auto sportiva. Possono tornare utili in situazioni davvero particolari come in discesa da un passo di montagna per sfruttare meglio il freno motore, ma per il resto fate finta di non averle a disposizione. Segnalo poi che il cambio assume una certa pigrizia quando si imposta la modalità di guida Eco, tanto che cerca di cambiare meno marce possibili. Magari impostate Eco giusto in autostrada.
Parola d’ordine comodità

Se c’è una parola d’ordine che mi serve per definire la nuova T-Roc 2026 che ho avuto in prova, non ho dubbi nel dire che sia “comodità”. Era davvero tanto che non provavo un’auto di questo segmento con una risposta così confortevole del setup sospensivo. Il funzionamento è molto progressivo e piacevole quando si parla di superare delle sconnessioni, che sia il pavè cittadino o dei rattoppi. Quello che passa sotto le ruote viene filtrato bene, al punto da non far arrivare scomodità a chi è seduto in auto.
Ovviamente se pensate di alzare un po’ il ritmo e cominciate a zigzagare velocemente con l’auto, il rollio c’è. Viene marcato comunque da una risposta delle sospensioni che cerca di raccordare tutto, ma che evidenzia ancora una volta il fatto di non essere in presenza di un’auto sportiva.

L’unico dettaglio che ho trovate un po’ più stonato nel bilanciamento complessivo dell’auto riguarda il pedale freno. La corsa del pedale non è modulabilissima e l’attacco tra parte rigenerativa e parte idraulica a volte è stato un po’ brusco. Il mordente c’è, così come la potenza frenante, qui si parla proprio di modularità.
Consumi T-Roc 2026 115 cv in prova e prezzo
A dirla tutta le variabili classiche del consumo durante una prova le riporto pari pari anche in questo caso. Viaggiando in autostrada a 130 km/h ho toccato medie di 6,9 – 7,0 litri/100 km, che diventano circa 5.6 litri/100 km su percorsi in extraurbano su statali. La variabile qui è chiaramente l’apporto del motore elettrico, della deattivazione dei cilindri e della marcia per inerzia, meglio ottimizzate. 6.5 litri/100 km di media quando si gira in città.

Per portare a casa la Volkswagen T-Roc 2026 si parte da un prezzo di 33.900 euro, IVA inclusa e chiavi in mano. Il prezzo è riferito all’allestimento LIFE, che è l’allestimento di base.
Che ne pensi allora di questo SUV? Credi che la nuova generazione di Volkswagen T-Roc abbia fatto centro come la prima? Fammelo sapere direttamente sui social e non dimenticare di lasciare un like!

