In Italia l’alimentazione GPL è estremamente diffusa, ed oserei dire anche apprezzata, visti non solo i numeri di vendita ma anche l’interesse di diversi marchi nel proporre auto con questa alimentazione. Kia si è spinta oltre ed ha proposto non solo una alimentazione GPL ma l’ha fatto assieme ad una motorizzazione full hybrid. Nasce la Kia Sportage Trifuel, che ho portato in prova in anteprima, che arriva dopo la sorella più piccola Niro Trifuel che ha aperto la strada.
Il video della Sportage Trifuel è già disponibile sul canale YouTube Test Driver e lo integro nel player qui sotto. Ti ricordo che puoi iscriverti al canale, così da essere sempre aggiornato e supportare tutto il lavoro dietro la produzione di ogni video!
Arriva la Black Edition
In concomitanza con l’arrivo della motorizzazione trifuel, Kia Sportage introduce anche l’allestimento Black Edition. Le dimensioni non cambiano e la Sportage misura sempre 4.54 metri di lunghezza, rientrando nel pieno del segmento C SUV, ma le hanno dedicato dei tocchi di stile.

I dettagli neri sono ovviamente diffusi a profusione tutti attorno all’auto. Si parte dal frontale, con dettagli nel paraurti e nella calandra, dove ai lati sono confermati i gruppi ottici con luci dip posizione a LED con design spigoloso e proiettori principali impilati in verticale. Lateralmente il giro porta e le minigonne sono state toccate dal nero lucido, mentre i cerchi guadagnano un decisa dimensione da 19 pollici. Curioso il fatto che all’interno del passaruota non si ha la sensazione che siano particolarmente grandi, probabilmente a causa di un effetto ottico con il nero – colore che notoriamente lascia percepire volumi meno ampi – ed un passaruota ben dimensionato.
Al posteriore svettano, tra i gruppi ottici che terminano a spigolo vivo in modo molto personale, logo e lettering neri. Figli dell’allestimento e, onestamente, molto graditi. Nella parte bassa c’è invece una sorta di skid plate nera. Nessuna variazione è visibile all’esterno rispetto la Sportage full hybrid tradizionale. Se vogliamo vedere qualcosa di diverso bisogna aprire lo sportello di rifornimento, così da notare l’innesto per il GPL.

Interni spaziosi e tecnologici
Devo ammettere che nei commenti del video YouTube sulla Sportage full hybrid in molti hanno mostrato perplessità sul design del volante. Doppia razza, piuttosto rigonfio ma con tutti i tasti al posto giusto e facilmente raggiungibili. A me non è dispiaciuto, ma ovviamente sul gusto estetico tutti hanno ragione, come uso dire.
Lo spazio interno è buono sia per chi siede avanti che per chi siede dietro, con il divanetto in seconda fila che tra l’altro mi ha garantito anche più spazio di quello che immaginassi per un’auto di questo segmento. I sedili anteriori sono sufficientemente larghi per accomodare chiunque ed imbottiti il giusto.

Menzione a parte per il tunnel centrale, che sviluppa sia spazio per gli oggetti che un certo design. Da un lato c’è il vano con ricarica wireless per telefono nella parte anteriore, seguito da un portaoggetti centrale con portabibite a scomparsa e dal vano sotto al bracciolo; dall’altro una buona serie di tasti per le funzioni di bordo ed il rotellone del cambio automatico. Che tra l’altro a me non dispiace per nulla, anzi piace perché elegante e sportivo allo stesso tempo. E proprio su questo tunnel c’è il tasto di commutazione GPL, che indica con quattro piccoli LED anche il livello di carburante presente nel serbatoio. Seppur continui ad essere del pensiero che l’avrebbero potuto fare molto più bello da vedere, ammetto che è meglio integrato rispetto quello trovato sulla Niro.

Prova del nove per la tecnologia di Kia Sportage Trifuel
La tecnologia di bordo della Kia Sportage Trifuel in prova è praticamente la stessa, buona, della variante ibrida. Doppio display da 12,3 pollici che sovrintende dunque sia la strumentazione che l’infotainment. La strumentazione non ha tantissimi temi tra cui scegliere ed anche le modalità di guida – disponibili solo Eco e Sport – cambiano in pratica solo il colore. Questa scelta mette comunque avanti ad una disposizione delle informazioni di guida che però non cambia di pagina in pagina, garantendo un certo ordine e senza generare confusione.
Sarei quasi tentato di dire che l’infotainment di Kia non ha poi bisogno di presentazioni, perchè in effetti è così. L’ho trovato e provato più volte su modelli anche differenti tra loro, come ad esempio l’ultima Kia EV2 (trovi qui la prova: Prova su strada nuova Kia EV2: la piccola elettrica ha davvero TUTTO), e la sensazione è sempre buona. Non ci sono lag nelle animazioni o scorrendo velocemente il dito, garantisce ottime possibilità di connessione a internet (integrati anche YouTube e servizi di gaming) e di integrazione con gli smartphone grazie ad Android Auto ed Apple CarPlay wireless. Non ha preintegrato, ad esempio, Google Maps ma si può risolvere facile con la proiezione del telefono, magari mentre è in ricarica wireless o con cavo USB-C.

Negli ultimi anni Kia si è poi sempre distinta per la parte di ADAS, i sistemi di assistenza alla guida attivi e passivi (se non sai di che si tratta li trovi qui: Sistemi ADAS: cosa significano le sigle e come funzionano?). Confermati di ottimo livello anche sulla Sportage GPL, che integra così sistemi come il mantenimento di corsia e l’avviso superamento limite di velocità. Certo i “bip” sono tanti e quasi onnipresenti, ma qualcosa direi anche di disattivarlo…
Prova su strada nuova Kia Sportage Trifuel 2026
Indubbiamente la parte del leone di questa prova della Kia Sportage Trifuel la fa il sistema GPL, allora preferisco iniziare a dare qualche notizia sul funzionamento meramente pratico. Di base il sistema è il canonico full hybrid che si trova anche sulla Sportage HEV tradizionale, che alterna il funzionamento del motore elettrico e del propulsore 1.6 litri turbo da 177 cavalli. La potenza di sistema è di 239 cavalli, anche se per la variante Trifuel è stata riassestata a 237 cavalli e 380 Nm di coppia massima. Un’inezia, soprattutto in virtù del quantitativo totale di potenza, ma è bene specificarlo per evitare incongruenze nel caso in cui andiate a guardare entrambe le schede tecniche. Il sistema è sviluppato da Westport Fuel System, per giunta partner storico di Kia da 30 anni.

Il motore, da freddo, parte in elettrico da buona motorizzazione HEV, ma alla prima accensione del propulsore termico sfrutta la benzina. Questo perchè il GPL ha bisogno di una temperatura minima di funzionamento, che quindi è necessario raggiungere. Certo in estate impiegherà molto meno tempo rispetto l’inverno, ma si tratta in ogni caso di un paio di minuti al massimo. Da lì in poi non ci si accorge minimamente del fatto che si stia procedendo alimentati a GPL. L’auto procede come un full hybrid sfruttando quanto più possibile la batteria da 1,49 kWh, che si ricarica anche con il recupero dell’energia in frenata (settabile su tre livelli con le palette dietro al volante), ma quando si accende il motore termico ecco che procede direttamente a GPL.
Vado a benzina o vado a GPL?

Avendo un commutatore in abitacolo c’è la possibilità di scegliere anche il carburante da utilizzare, così come il passaggio a benzina è automatico e senza interruzioni quando il GPL termina nel serbatoio toroidale da 52 litri netti – 65 litri lordi – posto sotto al ripiano del bagagliaio. Ho però provato a stressare questo passaggio manualmente ed in varie condizioni, anche a gas completamente schiacciato. Il risultato è stato sorprendente, perchè nonostante il carico motore elevato, il passaggio è del tutto inavvertibile, sia nel passaggio da benzina a GPL che viceversa. Notevole, considerando come in passato ci fosse una minima interruzione nell’alimentazione.
L’integrazione del livello di GPL nel serbatoio con la strumentazione originale non è presente, questo lo avrei sicuramente preferito ma magari arriverà in futuro. L’unico modo per capire quanti litri di GPL ci sono è affidarsi ai LED sul tastierino BRC dedicato, al solito. Il mio consiglio, comunque, è anche di procedere a circolare a benzina, utilizzando circa metà serbatoio, dopo quattro o cinque pieni di GPL. Questo, se non altro, per un’attenzione verso le componenti meccaniche esposte al gas, che è più secco della benzina. Non una necessità perchè il motore è progettato ad hoc, ma un’attenzione in più ed un eccesso di zelo che non guasta mai.

Anche la Kia Sportage Trifuel GPL è a prova di quotidianità
Senza ombra di dubbio la Kia Sportage Trifuel come questa in prova si guida in modo naturale e piacevole. Ha una dinamica di marcia che è sostenuta, non “crolla” sulle asperità. Certo i cerchi da 19 pollici aiutano tanto dal punto di vista del sostegno, però come funzionano quando la strada comincia a non essere perfettamente liscia? Non male, lo preannuncio. Questo merito comunque della spalla generosa. Certo non pensate di avere un cuscino sotto le ruote, ma fin quando si tratta di disturbi ad alta frequenza tutto viene assorbito al meglio. Quando la frequenza si abbassa e si hanno degli avvallamenti la sospensione comprime bene e la cassa dell’abitacolo non si muove eccessivamente, mentre se beccate la più classica delle buche ovviamente si avverte.

Il volante è gustoso da gestire ed ha un carico discreto, paradossalmente me lo sarei aspettato più leggero ma anzi sono stato piacevolmente colpito dal feeling. Immancabile una certa zona morta esattamente al centro, ma a dirla tutta non è che sia così importante escluderla su un segmento del genere, che non serve a fare cronoscalate amatoriali sui passi di montagna. Rende la guida rilassata e comunque divertente. Ammetto però che, nel caso vogliate impugnare le palette e dare sfogo alle velleità sportive, il cambio automatico a 6 rapporti non è esattamente il più veloce del mondo nel passaggio da una marcia all’altra.
Quanto cosa ed a chi può servire

Per portare a casa la Kia Sportage Trifuel c’è bisogno di partire da 40.000 euro per l’allestimento base, che sono 2.000 euro in più della versione HEV a parità di allestimento. C’è la Black Edition che è il nuovo allestimento di Kia Sportage Trifuel in prova che ha un listino di 44.750 euro. Ora la domanda è: vale 2.000 euro di differenza? La risposta, come sempre, è che dipende dall’uso. Certo chi compra un’auto a GPL ha intenzione di fare molti km, così da raggiungere presto il punto di pareggio tra l’esborso iniziale maggiore e la manutenzione superiore, rispetto al risparmio ottenuto con i costi vivi. Tendenzialmente se si percorrono 15-20.000 km annui è sicuramente una motorizzazione che può essere valida.

Tu cosa ne pensi di questa scelta di Kia? Pensi possa pagare sul lungo periodo oppure no? Fammelo sapere direttamente sui social e non dimenticare di lasciare un like!

