Per quanto una auto singolarmente non produca una grande quantità di sostanze inquinanti, se il conto passa a tutta la flotta di veicoli circolanti la situazione cambia decisamente. Nell’ultimo ventennio si è cercato di abbattere l’inquinamento dovuto alle auto con l’introduzione dei FAP (filtro antiparticolato) e del DPF (Diesel Particulate Filter). Questo perché a risentire maggiormente del particolato sono proprio i motori diesel, che ne producono decisamente di più rispetto alla controparte benzina. Il FAP riesce a ridurre le particelle inquinanti anche fino al 99%, ma ha bisogno di una certa manutenzione poiché può arrivare ad intasarsi con le polveri della combustione. Ecco che interviene il processo di rigenerazione del FAP. Andiamo a vedere di cosa si tratta!
Come è fatto un FAP?
Il filtro antiparticolato è costituito da un corpo ceramico, più precisamente carburo di silicio, ed ha una disposizione a nido d’ape. Qui passano tutti i gas di scarico che vengono privati delle micro-polveri, che però a lungo andare tendono ad intasare il filtro.
C’è poi da fare una precisazione. Esistono tendenzialmente 2 tipi di filtri antiparticolato. In Italia indentifichiamo entrambi come “FAP”, ma di fatto quelli che ricadono sotto questo nome sono quelli dell’ex gruppo PSA (adesso fuso con FCA per dare vita a Stellantis). Tutti gli altri filtri prendono il nome di DPF, acronimo che abbiamo definito prima.
Come funziona la rigenerazione di FAP e DPF?
Abbiamo detto che FAP e DPF non sono la stessa cosa e infatti hanno anche una diversa rigenerazione. Per entrambi arriva un momento nel quale risultano intasati dalle polveri e devono essere rigenerati.
Per i FAP viene usata la cerina, un additivo come ossidante. Contemporaneamente il filtro si chiude e fa sì che si alzi la temperatura fino a 450 °C. In questo modo le particelle vengono eliminate e il filtro pulito.
Per i DPF il procedimento è molto simile. In questo caso non vene utilizzato un additivo. Infatti, la temperatura è più alta e può arrivare a superare i 600 °C.
Per quello che riguarda la procedura da seguire quando avviene la rigenerazione, le due procedure, per quanto diverse, hanno delle similitudini. Tendenzialmente quando si accende la spia per la rigenerazione del FAP sul cruscotto viene chiesto al guidatore di mantenere una velocità costate che si aggira sui 60 km/h. Per questo motivo il guidatore deve accettare ed iniziare la procedura. In questa fase il motore perde un po’ di potenza e aumentano i consumi.
E voi? Sapevate queste cose sul FAP? Condividete l’articolo sui social e non dimenticate di seguirci per rimanere sempre aggiornati!


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