Correva l’anno 2012 quando la prima generazione di Mazda CX-5 venne presentata al pubblico per la prima volta. Ne è passata di acqua sotto i ponti ed oggi Mazda ha presentato la terza generazione, completamente rinnovata e rivista. E ho avuto l’occasione di volare direttamente fino a Barcellona, per la prova in anteprima europea di questa Mazda CX-5 2026, di fatto un modello che vuole raccogliere un testimone sicuramente non facile, ma che – vi preannuncio – ha tutte le carte in regola per poterlo portare avanti bene.
La prova di questo nuovo SUV Mazda è già anche sul canale YouTube Test Driver, per chi ha voglia di vederla in video. Qui sotto c’è il link diretto, ma ovviamente consiglio sempre di iscriversi al canale, così da essere sempre aggiornati ma soprattutto supportare tutto il lavoro di produzione che c’è dietro ogni video.
Dimensioni maggiori, proporzioni (leggermente) diverse
La nuova Mazda CX-5 2026 come questa che vi ho portato in prova è cambiata completamente. Basti pensare che, a prescindere dalla lunghezza complessiva che si attesta a quota 4,69 metri, cambia radicalmente il passo. Adesso CX-5 ha un passo di 2,815 metri, che significa quindi una importante presa di posizione da parte della firma di Hiroshima: ha voluto dedicare uno spazio importante ai passeggeri, com’è giusto che sia. D’altronde un passo maggiore ha proprio questo effetto.

C’è però un contraltare che su questo nuovo SUV giapponese è visibile da chi ha un occhio allenato ed abituato ai prodotti Mazda: le proporzioni sono cambiate. Adesso non è più il cofano anteriore ad avere un volume molto lungo e “spingere” l’abitacolo posteriormente, bensì è stato leggermente rivisto ed accorciato, mentre l’abitacolo ha guadagnato un volume preponderante. Scelta di stile sicuramente non facile per Mazda, che ha firmato tante delle sue auto con questa caratteristica, ma comunque il leitmotiv resta chiaro e visibile.
Design semplice ed elegante

Così come dissi tempo addietro durante la prova di Mazda CX-60 (la trovi qui: Prova Mazda CX-60 diesel: Mazda si distingue ancora!) la casa giapponese sceglie sempre un design molto elegante. Non si lascia affascinare da linee articolare e luci sparse, optando per una linea molto più tradizionale. I gruppi ottici anteriori sono ora diagonali, con proiettori interni sdoppiati. Da una vista frontale praticamente la loro estensione fin oltre gli angoli del paraurti crea idealmente una grande ala Mazda su tutto il frontale, chiaramente con la calandra come fulcro, con al suo interno ovviamente il grande logo.
Diverso il discorso al posteriore, dove invece hanno preferito un lettering esteso sul portellone del bagagliaio. Portellone che, per inciso, vede i gruppi ottici ai lati molto più appuntiti che in passato e lascia accedere ad un bagagliaio che va da 583 a 2019 litri di volume, in base a se siano o meno in uso gli schienali posteriori. Volumi rispettivamente di 61 e 381 litri maggiori della precedente generazione.

Nonostante abbia molto apprezzato la presenza degli scarichi veri al posteriore, una firma quasi irrinunciabile per Mazda, se ci avessero lavorato di più non sarebbe stato male. Inglobarli nel paraurti, o magari farli abbracciare meglio da un supporto piuttosto che lasciarli molto libero nella parte inferiore della carrozzeria avrebbe avuto senza dubbio più stile.
Interni a prova del tempo per Mazda CX-5 2026

Con Mazda CX-5 è stato piuttosto divertente vedere quanto la casa giapponese sia capace di rendere i propri prodotti riconoscibili. Cosa non da poco, intendiamoci, perchè avere la capacità di far associare un modello al proprio brand anche qualora dovessero essere volutamente nascosti i riferimenti al marchio è un valore ineguagliabile. Sì, perchè se avessero tolto la scritta “Mazda” sul volante – perchè adesso hanno preferito un lettering esteso piuttosto che il logo – non avrei avuto dubbi nell’associare l’auto al marchio.

La disposizione dei comandi, l’alternanza della pelletteria e degli inserti, la distribuzione e la forma delle plastiche. Chi è abituato a vedere prodotti Mazda percepisce una continuità stilistica forte. A partire dal volante, di stampo tradizionale e con corona ampia e sottile, al quale però hanno rivisto del tutto i tasti sulle razze. Ora sono pannellini a pressione, con tutta una serie di comandi per strumentazione, ADAS ed infotainment. Completi, ma l’estetica non mi ha entusiasmato, poichè li ho trovati poco coordinati con il resto del volante.
Portaoggetti vari e tunnel centrale con doppio supporto per il telefono o per alti oggetti, uno anteriore sotto la plancia e l’altro, con ricarica a induzione, avanti al bracciolo. Al centro, invece, la leva del cambio tradizionale, meccanica. Non un’unghia o una rotella, non una leva sul volante, ma un qualcosa che fa ancora un piacevolissimo “clang” quando si innesta la marcia. Ed attorno il nulla, giusto qualche tasto ed un inserto in plastica opaca. Tipico di Mazda, su questo non ci piove, l’ho vista praticamente su tutta la gamma questa impostazione di design.
Buon salto tecnologico

Il salto tecnologico della terza generazione è evidente anche rispetto al modello che ha lasciato il passo. Da un lato il display da 10.25 pollici per la strumentazione, che a dirla tutta ha tre schermate da visualizzare e poca possibilità di personalizzazione. Al centro della plancia, invece, lo schermo dell’infotainment è in doppia diagonale in base all’allestimento: 12.9 pollici per l’ingresso in gamma, 15.6 pollici per chi vuole salire di livello. Chiaramente la Mazda CX-5 2026 in prova ha la diagonale maggiore, essendo un allestimento Homura top di gamma.
Il software ha Google integrato e non stordisce con troppe informazioni o pagine strapiene di opzioni. Si naviga bene nei menù e si trova sempre agevolmente l’informazione che serve. Si può poi personalizzare la home, come se fosse uno smartphone, e si sfrutta l’integrazione con la suite Google con tanto di Google Maps, Play Store e, soprattutto, l’Assistente Google (arriverà anche Gemini con un aggiornamento).

Tecnologicamente parlando, poi, la suite di sistemi ADAS disponibili è ampia e variegata, che parte dal monitoraggio attenzione conducente con telecamere sul piantone sterzo, fino ai più classici Cruise Control Adattivo e centraggio di corsia. D’altronde su un’auto di questo segmento sarebbe un autogol non offrire soluzioni all’avanguardia.
Prova su strada Mazda CX-5 2026

Mi rendo conto che il motore sotto al cofano della nuova Mazda CX-5 2026 in prova susciti curiosità. D’altronde l’ho provato già su diverse auto del brand come la CX-30 (trovi qui la prova: Prova Mazda CX-30 2025: il SUV che stupisce tutti). Si tratta di un quattro cilindri da 2.5 litri, con 141 cv di potenza massima e 238 Nm di coppia. Un motore che scoraggia molti, soprattutto in Italia, pensando bollo ed assicurazione siano un salasso. Fermo restando che non è così, perchè il bollo si paga sulla potenza e non sulla cilindrata e l’assicurazione ha una variabilità quasi insignificante, il vantaggio di questo motore è, come sempre, la corposità.

Vero che la CX-5, con i suoi 1.620 kg circa di peso, chiede qualcosa in più al propulsore, ma è anche vero che la sua risposta ai bassi e medi è comunque gradevole e “piena”. Non ti attacca al sedile, questo lo dimostra anche lo scatto 0-100 km/h in oltre 10 secondi, ma non è questo il punto. L’auto non vuole essere una sportiva, non vuole offrire un riferimento sulla prestazione quanto si affidabilità e piacere di guida. E ci riesce, perchè la linearità di questo aspirato è pressochè indiscutibile.
Comfort di guida? Si!
Quel che salta subito all’occhio, o meglio all’orecchio, appena ci si mette alla guida è l’ottima insonorizzazione complessiva dell’abitacolo. Mentre guidi prendi le distanze dal mondo esterno, dai rumori che provengono dalla strada o dal motore, a meno che non saliate di giri. Questo è un dettaglio chave per capire l’attenzione che in Mazda hanno voluto riservare in fase di progetto alla parte di NVH. Ed infatti anche le vibrazioni sono ridotte al minimo, ma tanto i motori di Mazda mi hanno sempre stupito sul fronte del bilanciamento.

Ma “disturbi” a parte CX-5 ha un telaio che la segue nel suo esplorare le strade che ci si trova avanti. Lo sterzo è comunicativo e riesce a trasmettere l’appoggio dinamico delle ruote anteriori, mentre le sospensioni filtrano le asperità. Ecco, qui andiamo nel dettaglio. La CX-5 ha il suo rollio, non ci piove, ma è smorzato bene e soprattutto è molto isolato a determinati scenari. Lungo un curvone autostradale in appoggio è stabile, piantata ed offre anche una forte sensazione di sicurezza. Al contempo mettermi a giocare con il volante e fare dei sinistra-destra veloci innesca qualche ondeggiamento. Non eccessivi come mi è capitato di percepire altrove, ma è lo “scotto” da pagare per avere un buon assorbimento delle asperità, nonostante i cerchi da 19 pollici.
Solo cambio automatico

Nonostante i cambi manuali di Mazda siano tra i sistemi meglio concepiti e più piacevoli da guidare in circolazione, c’è da specificare che la versione manuale non c’è. Dubito ci sarà in futuro, nonostante le “sorelle” più piccole lo prevedano, dato il posizionamento di questo SUV. Solo un cambio automatico 6 marce a convertitore di coppia. Alcuni hanno lamentato un po’ di lentezza nel corso del tempo, allora Mazda è corsa ai ripari e l’ha leggermente aggiornato. I tempi di cambiata si sono un po’ ridotti ma, in fin dei conti, c’è da realizzare anche che questa non è un’auto che fa della prestazione il suo focus principale. Si tratta di un sistema piacevole e che sembra mantenga anche per il giusto tempo ogni marcia, che in fin dei conti è tutto ciò che serve per un utilizzo quotidiano senza aggravi.
Conclusioni e prezzo dopo la prova di Mazda CX-5 2026

Certo la terza generazione di Mazda CX-5 è un’auto con ambizioni elevate, che ha messo sul piatto della bilancia caratteristiche interessanti, soprattutto in relazione al prezzo: parte da 35.900 euro nell’allestimento Prime-Line, che arriva a 45.150 euro con il top di gamma Homura a trazione anteriore. Disponibile anche a trazione integrale ma, per ora, solo con la motorizzazione 2.5 mild hybrid e-Skyactiv G che ho provato. Ma arriverà in futuro anche una variante full hybrid.
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