Quando si pensa al mercato attuale si immagina una demonizzazione delle motorizzazioni diesel a spada tratta. A dire il vero questa alimentazione continua ad abbracciare una fetta di clientela molto interessata e modelli di successo si tengono ben lontani dall’escluderla dai listini. Basti pensare a Mazda, che nel suo essere sempre la canonica voce fuori dal coro ha strutturato un motore 3.3 diesel per il suo SUV grande CX-60. Un motore che alcuni potrebbero definire d’altri tempi, ma che ho apprezzato molto nel corso del test. Non potevo infatti farmi sfuggire l’opportunità di carpire tutti segreti di questa Mazda CX-60 diesel con una prova dedicata!
Sul canale YouTube è già online, come sempre, il video completo di questa prova. Puoi trovarlo direttamente nel player qui sotto, così da guardarlo comodamente. Ricorda che puoi iscriverti al canale YouTube, così da essere sempre aggiornato e supportare tutto il lavoro che c’è dietro la produzione di ogni video.
Dimensioni importanti per CX-60
Parlare di nuovo Mazda CX-60 diesel come quello in prova significa prendere in esame un SUV di generose dimensioni. La lunghezza è di 4,74 metri, ma con le fattezze di un’auto a tratti filante ed a tratti mastodontica. Immancabilmente rispettate le proporzioni di Mazda, che come al solito mettono in evidenza un cofano anteriore molto lungo ed un abitacolo arretrato verso l’asse posteriore. Un tratto molto piacevole e che ricorda un’impostazione classica, con un piglio sportiveggiante.
Il lungo cofano anteriore apre il campo ad una calandra di generose dimensioni ma, soprattutto, ad un frontale che cade in modo quasi verticale. Guardare CX-60 frontalmente significa infatti guardare un’auto possente, con un taglio dei gruppi ottici lineare e le luci di posizione che prendono spazio anche in parte della calandra.

Al posteriore il discorso è più o meno analogo. Mazda non vuole abbagliare con luci e lucine sparse qua e là, con gruppi ottici dalla forma strana e firme luminose molto complesse. Al contrario vuole offrire un taglio semplice, con i gruppi ottici posizionati ai lati del portellone bagagliaio. Non luci di posizione coast to coast, non fascioni monocromatici che complicano il design. A dare la sensazione di possenza, oltre alle dimensioni stesse, ci pensano le linee orizzontali degli stop e della carrozzeria, che ha poi un lunotto alto e – ahinoi – relativamente piccolo. Fortuna che le retrocamere di Mazda siano da riferimento in quanto a risoluzione delle immagini!

Termino poi questo paragrafo dando un dato nudo e crudo, che è la capienza del bagagliaio di Mazda CX-60: 570 litri, che diventano 1726 litri con gli schienali della seconda fila abbattuti.
Prova interni Mazda CX-60 diesel

Senza ombra di dubbio gli interni che caratterizzano la Mazda CX-60 diesel come questa che ho avuto in prova sono semplici, senza delle complicazioni che potrebbero addirittura stordire. Non ci sono luci ambiente da 16 milioni di colori o display da 20 pollici al centro della plancia. Tutto questo viene lasciato ad altri modelli (come la nuova Mazda CX-6e, l’ho vista in anteprima al salone di Bruxelles e ve ne parlo qui: Anteprima Mazda CX-6e al salone di Bruxelles 2026: che stile questo SUV!) o brand, mentre con CX-60 hanno badato al sodo, senza la necessità di dover impressionare.
Ho ritrovato il volante tipico di Mazda, una vecchia conoscenza condivisa ormai con molte auto a listino del costruttore nipponico. Non ha zone piatte la corona, che in compenso è piuttosto sottile da impugnare e con una circonferenza ampia. Un mix di colori e trattamenti rende il volante elegante, con un numero di tasti giusto sulle razze del volante per comandare tutti gli apparati di bordo.
Chi è entrato a contatto con una Mazda anche solo una volta nella vita ricorda la qualità degli inserti. In effetti sono un tratto distintivo di Mazda e basta guardare le cuciture e gli inserti morbidi non solo sulla parte superiore della plancia ma anche nella zona degli sportelli. Coccole visive e tattili che fanno piacere e che, una volta provate, ti portano a chiederti come mai non siano adottate da tutti i brand.

Bene la zona centrale del tunnel – che di suo è anche piuttosto largo – che non ha inserti in plastica nera lucida. Sono plastiche opache piacevoli a vista e tatto, che per giunta riescono a distribuire in modo piuttosto omogeneo i comandi vari, dal selettore del cambio alla gestione infotainment.
Non dice di no alla tecnologia
A discapito di quanto le linee possano far pensare, Mazda CX-60 non è assolutamente un modello che denigra la tecnologia, anzi. Tralasciando la parte di ergonomia, con sedili ampi (riscaldati e refrigerati) ed un bracciolo doppio per accedere meglio al vano nella parte inferiore, la strumentazione è completamente digitale. Si tratta di un display TFT che si può personalizzare in qualche dato da visualizzare ma che, soprattutto, è affiancato dall’immancabile Head-Up Display proiettato direttamente sul parabrezza. Bene la luminosità di questo proiettore, che permette la visibilità dei dati di guida anche in condizioni di luce forte.

Il display multimediale al centro della plancia è un pannello da 12,3 pollici, con il solito formato orizzontale al quale Mazda è affezionata. Quasi affondato nella plancia, trova il suo posto lontano dal conducente (tanto il software non permette l’uso delle dita sullo schermo se non per gestire Android Auto ed Apple CarPlay) e, così facendo, non limita la visibilità dell’angolo anteriore destro dell’auto durante la guida. Una chicca interessante, che conferma l’attenzione di Mazda all’ergonomia ed ai dettagli. Peccato usi come sempre una grande rotella sul tunnel per la navigazione nei menù: non è scomoda nei vari menù poichè il software è schematico e semplice, ma nell’uso del navigatore, dove ogni lettera di un indirizzo è da ricercare, diventa un po’ scomodo.

Voglio segnalare un vantaggio all’interno di CX-60 ed è il climatizzatore con comandi manuali. Elegantemente posizionato a metà plancia, tutti i tasti sono a portata di mano e permettono di far funzionare il climatizzatore nel migliore dei modi, senza dover passare dall’infotainment come altri brand.
La CX-60 diesel è una prova di forza per Mazda
Ovviamente è la motorizzazione diesel ad attirare di più l’attenzione nel contesto della prova di questa Mazda CX-60. In alternativa c’è la motorizzazione ibrida plug-in offerta a listino, per gli utenti che hanno necessità leggermente differenti (l’ho provata, puoi leggere la prova e guardare il video direttamente qui: Prova Mazda CX-60 PHEV). Non è solo l’alimentazione diesel a destare curiosità rispetto questa motorizzazione, ma anche la cubatura – 3,3 litri – ed il frazionamento scelto: 6 cilindri in linea. Un mix di caratteristiche oggi difficili da trovare in giro, ma che fondano le loro radici nell’epoca d’oro dell’automobilismo internazionale.

Questo motore diesel ha una potenza di 249 cavalli (254 cv negli altri mercati, ma in Italia è stato limitato di qualche cavallo per non incappare nel superbollo) e 550 Nm di coppia massima, con ulteriori 153 Nm che arrivano dal piccolo motorino elettrico. Si tratta infatti di un’architettura mild hybrid, così da avere un piccolo aiuto nei momenti di carico superiore, e si basa su una piccola batteria da 0,33 kWh. Il motore è disposto longitudinalmente per ovvi motivi di ingombro e vorrei ricordare abbia un ottimo bilanciamento intrinseco dovuto al frazionamento. Non si percepiscono infatti sgradevoli vibrazioni durante l’uso, nonostante si tratti di un motore diesel.
Vogliamo poi parlare di sound del motore? Piacevolissimo, lo ammetto. Oggi non siamo più abituati a parlare di timbrica del motore e trattarlo di un motore diesel sembra ancora più strano, ma si fa sentire piacevolmente in virtù anche del suo frazionamento.
Si guida comodamente e senza troppi stress

Sedersi al volante e guidare la CX-60 è rilassante. In primis per l’ergonomia di bordo ed il sostegno dei sedili, ma anche perchè il cambio automatico ad 8 marce ovviamente non ti fa pensare a nulla. Un cambio non a convertitore di coppia, che può essere gestito anche dalle palette al volante. Avere così tanti rapporti aiuta fondamentalmente a garantire una certa ampiezza di utilizzo, avendo le marce basse molto corte per lo spunto, mentre le marce alte molto lunghe per abbassare i giri motore durante i viaggi autostradali.
Devo fare una dovuta parentesi sul sistema sospensivo. In passato non sono state tessute proprio le lodi di come sia stata calibrata la risposta delle sospensioni posteriori. Sono state trovate molto secche nella risposta, rendendo l’auto quasi ballerina. Con l’aggiornamento 2025 hanno quasi del tutto risolto il problema. Perchè dico “quasi”? Perchè il comportamento più rigido della media è rimasto, ma per volontà di Mazda di avere un’auto più sostenuta e meno cedevole. Anche l’anteriore è infatti più frenato in compressione delle sospensioni, risultando in un setup mediamente più rigido. Nulla di trascendentale e men che meno pericoloso, poichè in Mazda hanno lavorato molto su questo aggiornamento.

Nonostante ci siano le modalità di guida, che spaziano dalla Sport alla Off-Road, la risposta delle sospensioni non cambia. Viene interessata l’erogazione del motore, la gestione della trazione integrale ed i sistemi di ausilio alla guida. Basti pensare che con la Off-road, ad esempio, la trazione integrale diventa preponderante, cosa che in realtà l’auto cerca di utilizzare solo quando necessario, sfruttando la trazione posteriore quando non ci sono accelerazioni particolari ed il grip è sufficiente.
Consumi e prezzi di Mazda CX-60 diesel

Ovviamente una motorizzazione diesel va contestualizzata ed utilizzata al meglio, soprattutto con questo frazionamento e questa cilindrata. Impossibile non ammettere che la Mazda CX-60 diesel come questa in prova sia una mangiatrice di chilometri in autostrada, contesto nel quale si trova maggiormente a proprio agio. Il record di consumi l’ho registrato in statale, con 4,7 litri /100 km a velocità di circa 80 km/h. In città è il suo contesto d’uso peggiore, con un consumo che arriva anche a 10 litri/100 km se c’è un po’ di traffico, in autostrada sono stato nel range dei 6.9 litri/100 km a 135 km/h segnati.
Per portare a casa Mazda CX-60 diesel con la trazione integrale, come quella in prova, si parte da un prezzo di 60.350 euro. Questi diventano 70.050 euro esattamente per il modello visto in prova (in foto ed in video), con gli accessori in opzione.
Che ne pensi allora di questa chicca di Mazda? Fammi sapere che ne pensi direttamente sui social e non dimenticare di lasciare un like!


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