Da quando è stata lanciata sul mercato la Jeep Avenger, molti automobilisti si sono affacciati per la prima volta al brand Jeep. Perchè in effetti Avenger ha segnato una linea di demarcazione importante per la firma appartenente a Stellantis, poichè è stata la prima full electric di Jeep e contestualmente anche la più piccola Jeep prodotta. E così noi abbiamo pensato di portarla su strada. Ma la prova di Jeep Avenger ha puntato sulla variante ibrida, la e-Hybrid 2024.
Abbiamo anche un video dedicato alla prova, direttamente sul canale Youtube. Dagli uno sguardo direttamente dal player qui sotto, ma non dimenticare di iscriverti, così avrai modo di essere sempre aggiornato e supportare il nostro lavoro!
La più piccola Jeep in assoluto
Per un’auto le dimensioni sono estremamente importanti ed in Jeep l’hanno capito bene, altrimenti non avrebbero sfornato la Avenger. Questo perchè non solo aiutano a districarsi meglio, ma perchè individuano un segmento di appartenenza. Jeep Avenger è lunga 4,08 metri in totale, una dimensione che le permette di trovarsi completamente a proprio agio in città senza troppi problemi. E poi in questo modo ha guadagnato il titolo di Jeep più piccola prodotta, avvicinando tutta una serie di automobilisti che non vedevano in Jeep Renegade – prima di Avenger la Jeep più piccola a listino – un’auto compatibile con le proprie abitudini in fatto di dimensioni. Nonostante tutto mantiene però qualche tratto tipico di un brand che fa dell’offroad il suo pane quotidiano. Tra tutti, l’altezza da terra di 20 cm.

Quando si parla di dimensioni, al netto di lunghezza, larghezza ed altezza, è poi fondamentale il dato sul bagagliaio. Sulla Jeep Avenger e-Hybrid il bagagliaio è da 380 litri complessivi. Un po’ alto da terra, che quindi chiede di alzare le valigie, ma la forma interna è regolare per sistemare tutto al meglio.
Inconfondibilmente Jeep, sorella di Compass
L’estetica di Jeep Avenger come quella in prova è un mix di correnti stilistiche che negli anni ha proposto Jeep. Da un lato l’inconfondibile stilema delle sette feritoie verticali all’anteriore, una firma storica di Jeep. Ma allo stesso tempo non vengono richiamate da fari tondi ai lati, come su Renegade tanto per capirci, ma da gruppi ottici affusolati e di design. Sono figli in parte della linea proposta con la più grande Jeep Compass, dalla quale Avenger attinge un po’ di stile. Ma richiami a parte la personalizzazione e l’identità del modello fanno tutto il resto. Arriva una forma squadrata, con anche una bombatura evidente sul cofano anteriore che fa un po’ made in USA. Al contempo tratti come il montante C appuntito e con la maniglia integrata, piuttosto che sulla porta, fanno un evidente effetto scenico.

Jeep Avenger non poteva non avere le protezioni in plastica nera perimetrali, che corrono lungo tutto il sottoscocca. Si affiancano alle protezioni sotto i paraurti anteriore e posteriore, tipiche di auto votate al fuoristrada. Magari su Avenger non sono marcatissime poichè non c’è da spingersi su sentieri impervi, data la sua natura perlopiù cittadina, ma l’effetto complessivo è molto gradevole. L’allestimento Summit prevede poi anche i cerchi da 18 pollici, che si inseriscono bene nel passaruota e sfoggiano il simbolo delle feritoie con pallini che troviamo sparso un po’ in tutta l’auto, assieme a numerosi altri Easter Eggs.
Avendo noi in prova la versione e-Hybrid di Jeep Avenger al posteriore fa la sua comparsa lo scarico, che non ha una cornice posticcia e fasulla nel paraurti come ormai sembra essere tanto di moda. Il lunotto è discreto per la dimensione dell’auto anche se, nemmeno a dirlo, è posizionato piuttosto in alto.
Interni con portaoggetti da record
Se c’è un dettaglio sul quale hanno fatto molta attenzione in fase di progetto di Avenger, quello è lo spazio interno per gli oggetti. Ancor più che per i passeggeri, poichè chi siede avanti ha a disposizione un sedile largo ed accomodante, regolabile elettricamente sull’allestimento Summit, ma chi sta seduto dietro è un po’ costretto (beh, da un’auto di 4.08 metri ce lo aspettiamo, tutto sommato…). Già sulla plancia prende vita una vera e propria mensola sulla quale riporre un po’ di oggetti e facendo attenzione a non farli scivolare. Poi sul tunnel centrale c’è una vasca al post del selettore del cambio, poichè l’automatico prevede semplicemente dei tasti e non una cloche di comando. Insomma c’è spazio per molte cose di utilizzo quotidiano nei 34 litri di portaoggetti.

In generale l’abitacolo offre comunque molta aria, poichè è alto proprio sulla verticale e quindi dona una sensazione di spazio. Il volante si conferma con una corona spessa ed ampia, una conferma in quanto a design anche se le ultime Compass e Renegade hanno visto qualche aggiornamento con il logo al centro, che ci aspetteremo in un futuro restyling anche di Avenger.
Elettronica di bordo, figlia del nostro tempo

Un’auto arrivata nel 2023 e che ha vinto anche il premio di Auto dell’Anno (qui il nostro articolo: Auto dell’anno 2023: il trionfo della Jeep Avenger) non poteva che incarnare lo stile di vita attuale in tempo di elettronica e connettività. Su Jeep Avenger e-Hybrid in prova la strumentazione è completamente digitale, un pannello da 10,25 pollici che provvede a dare tutte le informazioni di guida. Il tema cambia colore in base alla modalità di guida selezionata e si può personalizzare attraverso il menù sull’infotainment.
A proposito di quest’ultimo, poi, tutto ruota attorno ad un secondo display da 10,25 pollici, stavolta con comandi a sfioramento, per gestire gli apparati multimediali. La connettività è completa così come la possibilità di personalizzare anche il menù, un po’ come viene fatto sugli smartphone e che rende possibile il richiamare le categorie che utilizziamo maggiormente. Tecnicamente sono dei Widget, per chi è pratico del termine.

Con la buona risoluzione di entrambi i pannelli non c’è nulla da invidiare ad altre auto, mentre sul fronte connettività fanno la loro figura Android Auto ed Apple Car Play. Quindi nessun problema nell’andare a replicare sull’infotainment le applicazioni del nostro telefono. Questi display fanno poi da cornice anche ai comandi del climatizzatore, che sono completamente manuali ed hanno una forma a pianoforte nella parte bassa della plancia. Questi, assieme ai tasti del selettore cambio, contribuiscono ad un tripudio di linee orizzontali, che rendono la plancia di Avenger ordinata ed “a livelli”.
Prova su strada Jeep Avenger e-Hybrid 2024
Per cominciare a contestualizzare la parte dinamica di questa prova bisogna subito specificare due cose riguardanti il motore della piccola Jeep. Da un lato l’aggiornamento del motore, che resta sempre l’1.2 tre cilindri da 100 cavalli che in tanti hanno bestemmiato per la presenza della cinghia a bagno d’olio, ma che in questo aggiornamento ha visto l’adozione della catena; dall’altro lato la presenza di una batteria da 0.9 kWh ed un motore elettrico da 21 kW sul cambio (con impianto 48V), che riesce a far viaggiare l’auto anche per brevi tratti esclusivamente in elettrico, controtendenza completa rispetto al concetto di “mild hybrid”.

In questa configurazione il motore elettrico è capace di assolvere alle necessità quotidiane. Nel traffico, durante le manovre ed a basse velocità si procede serenamente in elettrico, che è un valore aggiunto notevole. In realtà il motore riesce a reggere anche velocità più alte, fino a 70-80 km/h se la richiesta di coppia non è eccessiva, ed ovviamente la batteria si ricarica con il recupero in frenata (che però non ha alcuna modalità “Brake”) e con il motore. L’autonomia in elettrico è merito anche di una batteria non trascurabile per un ibrido del genere. 0.9 kWh, seppur con impianto 48V, hanno un bel peso sull’autonomia elettrica. Basti pensare che alcuni full hybrid hanno batterie da 1.2 kWh (come la Renault Clio che abbiamo provato qui: Prova su strada Renault Clio E-Tech Hybrid 2024: a tutto Esprit Alpine!)
Quando poi si accende il motore termico il discorso ovviamente cambia e tutto diventa più “tradizionale”. La spinta della combo benzina/elettrico è buona per la tipologia di auto, soprattutto perchè la Jeep Avenger come questa in prova pesa meno di 1.300 kg, mentre il cambio doppia frizione a sei marce non fa sentire il passaggio da un rapporto all’altro.
Una regina della città?
Guidare la Avenger in città è molto piacevole, bisogna ammetterlo. Il raggio di sterzata è buono da potersi divincolare nel traffico o parcheggiare senza troppe manovre, ma resta un’auto dal passo corto. Questo significa che in presenza di asperità più importanti è chiaro che tutto venga trasferito all’abitacolo. Non significa questo che le sospensioni non lavorino bene, anzi assorbono bene le irregolarità, ma che la sconnessione presa da una ruota si ripercuote per tutta l’auto e si tende a “ballare” di più. Pro e contro delle auto di queste dimensioni, ovviamente.

Nei vari punti che vogliamo analizzare nella fase dinamica della prova c’è l’impianto frenante che merita una menzione a parte. Ben dimensionato data l’auto sulla quale viene equipaggiato e con un buon mordente. Mentre invece l’isolamento dell’abitacolo dai rumori esterni non è il massimo, quindi si percepisce un po’ di caos. Dato il segmento lo si può in parte perdonare, ma avrebbero comunque potuto fare di meglio. Tra questi c’è da segnalare il ronzio del motore elettrico, avvertibilissimo soprattutto quando si è fermi e che in alcuni momenti risulta addirittura fastidioso.
Consumi e prezzo della Jeep Avenger in prova
Visto che la parte elettrica di Jeep Avenger e-Hybrid 2024 è abbastanza spinta, i consumi in alcune condizioni ne beneficiano notevolmente. Negli oltre 1.000 km di test durante i quali ci siamo lanciati, la media è stata di 4.8 litri/100 km, ma se si impara a sfruttare per bene il motore elettrico ci sono tratti lungo i quali diventa addirittura preponderante, con utilizzi anche sul 60-70% della tratta totale.
La Avenger con questo sistema ibrido parte da circa 26.000 euro in termini di prezzo. Ovviamente non con l’allestimento Summit con il quale l’abbiamo provata, ma con l’allestimento base Longitude.










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