L’arrivo di Omoda e Jaecoo sul mercato italiano (e non solo, arrivando in oltre 60 paesi nel mondo), ha destato non poco scalpore. Questo perchè in poco tempo entrambi i brand appartenenti all”universo Chery hanno proposto modelli sempre più interessanti. L’ultimo, in ordine cronologico, è Omoda 7 SHS-P che ho provato in anteprima. Si tratta di un SUV di medie dimensioni che ha le carte in regola per (continuare a far) crescere il brand.
Come sempre la prova in video dell’auto è già online sul canale YouTube Test Driver e hai la possibilità di guardarlo direttamente qui sotto. Ricorda di iscriverti al canale, così sarai sempre aggiornato e potrai supportare tutto il lavoro che c’è dietro la creazione di ogni video!
Design ricercato: il diavolo è nei dettagli
Il tratto di penna che ha disegnato la nuova Omoda 7 SHS-P di questa prova non è stato assolutamente banale. Ci sono diversi dettagli che fanno capire la qualità costruttiva e la volontà di distinguersi, a partire dalla calandra anteriore completamente integrata nel paraurti. Non avrebbero potuto fare altrimenti, considerando la complessa trama esagonale che le hanno riservato. In parte novità ed in parte family feeling Omoda, fatto sta che un paraurti in blocco unico è sempre incredibilmente elegante da vedere.

Tra le maniglie a filo carrozzeria e le “spalle” sull’asse posteriore allargate, così da avere una notevole presenza su strada, si dice che il diavolo sia nei dettagli. Questi, sparsi qua e là, fanno parlare di sè nei modi più disparati. A prescindere da tutto, però, ciò che incuriosisce di più è tutta la firma luminosa posteriore. Un design completamente fuori dagli schemi, così come lo è il tono del colore rosso degli stop. Si chiama Ultra RED ed hanno pensato ad un colore con una lunghezza d’onda differente dal rosso canonico, che ha l’effetto di essere maggiormente visibile a distanza. Questo gruppi ottici hanno rinunciato all’illuminazione da lato a lato quindi, a favore di una linea molto più anticonformista.

In fatto di dimensioni, invece, la nuova Omoda 7 SHS-P ha una lunghezza di 4.66 metri. Nel listino della firma cinese è la “scelta di mezzo”: tra Omoda 5 (4,45 metri) e Omoda 9 (4,78 metri).
Interni a prova di Europa per la Omoda 7 SHS-P
Senza mezzi termini lo dico subito: la percezione di qualità degli interni che ho avuto durante la prova di Omoda 7 SHS-P è elevatissima. Nella parte alta della plancia c’è una sorta di vellutino sparso, mentre l’ecopelle e gli inserti riservati alle zone più basse ed all’interno delle porte hanno fatto il resto. Piacevoli sia alla vista che al tatto, non lasciano scadere la vista nella classica plastica nero lucido che vedo spesso in giro. Certo l’abitacolo non ne è del tutto privo, ma i cinesi hanno voluto reservare questo tipo di inserto solo al volante.

Lo spazio a bordo è organizzato in modo intelligente, con diversi portaoggetti sparsi tra la zona centrale e quelle laterali. Sul tunnel centrale c’è spazio per due telefoni – uno dei quali con la possibilità di ricarica a induzione da 50 W e refrigerazione -, le bibite ed altri oggetti che è possibile posizionare anche sotto al bracciolo divisibile a metà. Il resto dello spazio è nella parte inferiore, poichè il tunnel e si articola su due livelli. In quello inferiore c’è una zona nella quale non è difficile andare a riporre anche una borsa, oltre a trovare le classiche prese di ricarica per i dispositivi.
Lo spazio vitale per i passeggeri è sufficiente, siano essi in prima o seconda fila. Chi siede dietro, su sedili che anche posteriormente hanno il poggiatesta integrato, è leggermente inclinato all’indietro con lo schienale, ma la distanza delle ginocchia dallo schienale dei sedili anteriori è sufficiente anche per i più alti. L’imbottitura è forse un po’ più rigida, di quanto mi aspettassi, ma è comunque piacevole.

Un infotainment…particolare
Omoda fin dal lancio della sua prima auto non si è certo risparmiata in fatto di tecnologia. Sia dal punto di vista degli ADAS (se non sai cosa sono ne parlo qui: Sistemi ADAS: cosa significano le sigle e come funzionano?) che per la sicurezza passiva e gli 8 airbag a disposizione. Ma la tecnologia passa anche dalla comunicazione con gli occupanti. Il conducente ha allora a disposizione un doppio display, uno reale in forma di strumentazione ed uno “virtuale” in quanto Head-Up Display. Le informazioni di guida sono complete, anche se sullo schermo dietro al volante qualche dato sembra essere posizionato in modo un po’ confusionario.
La chicca molto particolare – suppongo unica nel mercato automotive, almeno europeo – è il display infotainment. Non tanto per la diagonale da 15,6 pollici e nemmeno per la buona fattura dello schermo, che è a sbalzo, quanto per la sua…mobilità. Ebbene l’infotainment ha un display che trasla, potendosi muovere dal centro della plancia fino ad arrivare avanti al passeggero. Un sistema piuttosto atipico, che però mette il passeggero al centro dell’attenzione, dandogli la possibilità di usare quasi in esclusiva il display. Può sfruttare la multimedialità, la radio o gestire il navigatore senza essere d’impiccio o distrazione al conducente. Nel caso in cui dovessero attivarsi le telecamere dell’auto, però, torna subito in posizione disponibile per il conducente.

Una scelta coraggiosa di Omoda quella di dotare la 7 SHS-P di un sistema del genere, soprattutto perchè l’allestimento che lo prevede perde il classico vano portaoggetti nella plancia. Non posso dire che non sia originale, poi tanto la risoluzione dello schermo è elevata così come la velocità di risposta ai comandi.
Prova su strada Omoda 7 SHS-P
Quando leggete SHS nell’ecosistema di Omoda e Jaecoo dovete immaginare una specie di brand a sè, riferito all’ibrido. Si tratta infatti del Super Hybrid System, declinato sia nelle versioni full hybrid (H) che Plug-In Hybrid (P). La Omoda 7 SHS-P di questa prova è, come anticipato, una ibrida plug-in.
Da un lato il motore 1.5 litri a ciclo Miller da 143 cv e 215 Nm serve come parte “calda”, come cuore alimentato dal serbatoio benzina da 60 litri. Dall’altro lato ci sono due motori elettrici. Anche questa è una particolarità del sistema di Omoda Jaecoo, che vede un motore elettrico – in questo da 204 cv e 315 Nm di coppia massima – servire per la trazione, mentre il secondo, che comunque i suoi 82 cv li ha, serve solo per la ricarica del pacco batterie. Viene in pratica sfruttato come generatore dal motore o durante le fasi di decelerazione. Questo aiuta a incamerare molta energia per evitare che la batteria si scarichi del tutto.

Chiaramente l’auto viene sfruttata molto in elettrico, essendo una PHEV, considerando che la batteria da 18,4 kWh permette di percorrere tra 90 e 128 km di autonomia in base alla strada che state percorrendo. D’altronde con un motore elettrico da 204 cv non servirebbe altro, ed infatti non si accusa alcuna mancanza in nessuna condizione di marcia. In caso di sorpassi più spinti o se c’è bisogno di maggiore potenza si può sfruttar ela combinazione dei due motori, per arrivare ad un complessivo di 279 cv e 375 Nm di coppia.
Si guida bene e decide lei come muoversi
Messo alla guida di quest’auto ed innestata la modalità D non c’è più bisogno di pensare a nulla. La gestione energetica funziona in completa autonomia, complice anche un cambio che permette un funzionamento della parte ibrida sia in parallelo che in serie. Importante questo dettaglio, perchè amplia la capacità di adattamento dell’auto alle condizioni di guida, facendole scegliere in autonomia la modalità corretta.
Al conducente è lasciata la scelta delle modalità di guida, tra le tre disponibili: Eco, Normal e Sport. Di fatto con la Sport si tende a sfruttare tutta la carica della batteria, prosciugandola fino a dove possibile, cosa che nelle altre modalità viene impedita da una rigenerazione abbondante. Non c’è un controllo elettronico delle sospensioni, quindi le modalità di guida intervengono sul piano dell’erogazione e del funzionamento dei motori, rendendo l’auto ancora più scattante o più morigerata.

Ma le sospensioni, allora? Sicuramente sono più morbide della media, ma non al punto da innescare un rollio troppo amplificato. Questo non significa che non rolli l’auto, sia chiaro, ma è decisamente più sostenuta rispetto ad altri prodotti di analoga provenienza. Un tassello chiave per avvicinarsi ancora di più ai gusti di guida degli automobilisti europei, soprattutto perchè non viene penalizzato il confort sul pavè. Diverso il discorso sul volante, poichè seppur il carico sia leggermente più alto, resta comunque poco sensibile alle vibrazioni ed a trasmettere ciò che succede sotto le ruote.
Ricarica e prezzi Omoda 7 SHS-P
Da buona ibrida plug-in la nuova Omoda 7 SHS-P della prova ha la possibilità di ricaricare il pacco batterie con una colonnina o una presa di corrente. 6.6 kW è la potenza accettata in corrente alternata, ma c’è anche l’opzione della ricarica veloce in corrente continua. In quest’ultimo caso con la CCS-Combo accetta fino a 40 kW di potenza, notevole per una PHEV. Ovviamente la ricarica casalinga resta comunque l’opzione più conveniente, ed a tal proposito qui sotto trovate un video nel quale spiego costi e convenienza delle auto PHEV.
La struttura di prezzo di Omoda 7 SHS-P è divisa in due allestimenti già disponibili al lancio ed uno in arrivo. La base di partenza è l’allestimento Pure, con un prezzo di listino di 38.900 euro, seguito dal Business con listino di 41.900 euro. Arriverà in secondo momento l’allestimento Business Plus, con un listino di 43.400 euro.
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