Un milione di auto ferme? Lo scenario possibile

Dal 1° ottobre 2025 entrerà in vigore un provvedimento destinato a cambiare le abitudini di moltissimi automobilisti: nei Comuni con oltre 30.000 abitanti delle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna, le auto diesel Euro 5 non potranno più circolare nei giorni feriali dalle 8:30 alle 18:30, fino al 15 aprile 2026.
Secondo alcune stime, oltre un milione di veicoli rischiano di restare in garage per oltre sei mesi. Il provvedimento punta a ridurre l’inquinamento in una delle aree più critiche d’Europa per la qualità dell’ aria. Vediamo insieme come capire se la propria auto farà parte del blocco diesel euro 5 e le soluzioni per non incorrere in multe e altre sanzioni.

Come sapere se la tua auto sarà soggetta al divieto

Non tutti sanno con certezza quale sia la classe ambientale della propria vettura. Per verificarlo, basta controllare il libretto di circolazione, in particolare il campo V.9, dove è indicata la normativa europea di riferimento.
In alternativa, è disponibile un servizio online gratuito messo a disposizione dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, che permette di controllare la classe del veicolo inserendo semplicemente la targa.

Quali sono le sanzioni per chi viola il blocco Diesel Euro 5?

Chi circolerà nonostante il divieto rischia multe da 163 a 679 euro, con la possibilità, in caso di recidiva, di incorrere anche nella sospensione della patente.
Una stretta severa che mira a disincentivare l’utilizzo dei veicoli più inquinanti, ma che al contempo mette in difficoltà centinaia di migliaia di lavoratori, specie nelle fasce sociali meno abbienti che non possono permettersi l’acquisto di un’auto nuova.

Perché il blocco Diesel Euro 5 è un provvedimento così impattante?

Il blocco è previsto dal Decreto Legge n. 121/2023, in linea con gli obiettivi ambientali europei. A essere interessate sono le vetture Euro 5 diesel, immatricolate tra il 2011 e il 2015.
La decisione arriva in un momento in cui il parco auto italiano continua ad invecchiare: secondo l’Annuario Statistico ACI 2025, l’età media delle vetture in Italia ha raggiunto i 13 anni, e quasi il 24% del totale è ancora costituito da veicoli Euro 0, 1, 2 o 3.

A partire dal 1° ottobre 2025, entrerà in vigore il blocco diesel euro 5 nei giorni feriali, dalle 8:30 alle 18:30, nei Comuni con oltre 30.000 abitanti delle regioni Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia-Romagna. Il provvedimento durerà fino al 15 aprile 2026 e coinvolgerà oltre un milione di auto. La misura, prevista dal Decreto Legge 121/2023, punta a ridurre l’inquinamento, ma rischia di creare disagi a chi non può permettersi di cambiare veicolo. Sono previste multe da 163 a 679 euro, e in caso di recidiva può scattare la sospensione della patente. Per ora non ci sono deroghe, ma si discute un emendamento al decreto per alleggerire il blocco. Intanto, esiste un'alternativa: il sistema MoVe-In, che consente di circolare a chilometraggio limitato grazie a un dispositivo GPS installato sull’auto.
blocco diesel euro 5

C’è ancora margine per cambiare le regole?

Sì, una modifica al decreto è ancora possibile. Le regioni interessate stanno cercando soluzioni alternative: il Piemonte, ad esempio, ha presentato proposte compensative per limitare l’impatto sociale del blocco.
Anche il Governo sta valutando un emendamento al Decreto Infrastrutture. Il ministro Matteo Salvini ha definito il blocco “una follia europea” e ha lasciato intendere che interventi correttivi potrebbero arrivare nelle prossime settimane.

Il progetto MoVe-In: una possibile via d’uscita

Chi non può permettersi un’auto più nuova potrà affidarsi a MoVe-In, il sistema di monitoraggio volontario che consente di circolare a chilometraggio limitato anche nelle zone soggette a restrizioni.
Installando una scatola nera con GPS sul veicolo, sarà possibile monitorare i km percorsi e restare entro una soglia annua prestabilita. Il progetto è attivo in diverse regioni del Nord Italia ed è già stato scelto da migliaia di automobilisti.

Lo stop ai diesel Euro 5 nel Bacino Padano rappresenta uno snodo cruciale nel percorso di transizione ecologica italiana. Tuttavia, il rischio di impattare negativamente sulla mobilità quotidiana di milioni di persone è concreto.
Tra emendamenti in discussione e alternative come MoVe-In, resta da capire se e come il Governo riuscirà a bilanciare tutela ambientale e diritto alla mobilità.

E voi, venderete la vostra auto per passare ad una nuova che non rientra nel blocco, oppure cercherete soluzioni alternative come Move-In?

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