L’importanza dei test di sviluppo
Seppur nel corso degli anni le fasi di sviluppo di un’auto siano cambiate, i test restano sempre una tappa fondamentale per riuscire a garantire un modello affidabile e prestante. Oggi i software ed i simulatori la fanno da padrone, sia per limitare i costi che i tempi di sviluppo (un esempio lo danno i software di VI-Grade: Il nuovo VI-grade AutoHawk prova i sistemi auto senza uscire dall’ufficio), ma dove non possono arrivare sistemi computerizzati arrivano i muletti reali. I test reali di Nissan Ariya ne sono la prova. I tecnici hanno messo i muletti sotto torchio per tre anni, lanciandoli lungo innumerevoli scenari.
I test di Nissan Ariya
Nissan Ariya è il primo crossover coupè 100% elettrico della firma giapponese. Per fare in modo che risulti affidabile un’auto è importantissimo farle percorrere un numero quasi impressionante di chilometri, nelle più svariate situazioni incontrabili dai clienti di tutto il mondo. I test di Nissan Ariya l’hanno allora portata a totalizzare oltre 200.000 km di strada. Tanto per capirci è una distanza grande quanto cinque volte la circonferenza della Terra, a misura del fatto che i componenti devono raggiungere gradi di stress elevati per capire quali di essi possano cedere.

Il team dietro le prova di Ariya
I test sui prototipi di Nissan Ariya sono stati portati avanti da oltre 500 tecnici specializzati. Questi hanno potuto raccogliere, nel corso dei tre anni di sviluppo, una marea di dati. Sono 5.000 i parametri prestazionali che hanno preso in esame nel corso delle fasi di collaudo, che hanno visto l’auto sottoposta a stress notevoli grazie a tracciati studiati e creati appositamente. D’altronde è prassi comune, durante lo sviluppo, creare percorsi impegnativi e che sollecitino gli organi dei muletti in questione: sospensioni, propulsore, sistemi di bordo e chi più ne ha più ne metta.
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