È dal 2012 che Renault si impegna a progettare motori sempre più efficienti e performanti. Adesso la casa francese annuncia la prototipazione di un motore elettrico senza l’utilizzo di terre rare, materiale complesso da trovare.
Come farà Renault a creare un motore senza terre rare?
Dall’uscita della ZOE nel 2012, Renault è pioniere e leader dei motori elettrici sincroni a rotore avvolto. Questa tecnologia (che prende il nome di EESM, ossia Electrically Excited Synchronous Motor) è diversa da quella a magneti permanenti, che invece utilizzano maggiormente le terre rare. Senza l’utilizzo di queste ultime Renault può ridurre gli inquinanti carboniosi del 30% e ridurre al contempo le dimensioni del motore a parità di potenza.

Lo sviluppo di questo nuovo motore nasce dalla collaborazione con Valeo. Questa si occuperà, grazie alla sua esperienza, della costruzione dello statore. Ricordiamo che in generale un motore elettrico è formato da due componenti, uno statore che è fissato sul veicolo e il rotore che, come si evince dal nome, è quello che va a collegarsi alle ruote e trasmette il moto. Questo componente sarà progettato direttamente da Renault.
Le novità di questo motore stanno nel fatto che, utilizzando un sistema a 800 V a differenza dei più comuni sistemi a 400 V, permetterà ricariche più veloci e maggiore efficienza. Il nuovo motore elettrico che prende il nome di E7A si prevede riuscirà ad erogare fino a 200 kW. La possibilità di non usare terre rare dà poi a Renault non solo la possibilità di avere un minore impatto ambientale ma anche un vantaggio strategico, non dovendo per forza dipendere da aziende estere per rifornirsi di terre rare. La casa francese prevede di riuscire a dotare la sua flotta di veicoli del nuovo motore verso fine 2027.
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