Nel corso degli ultimi anni Honda ha profondamente rinnovato il proprio listino e la gamma di modelli. Ha proposto generazioni aggiornate di pietre miliari come la Honda Civic ed al contempo di SUV come HR-V (trovi qui la nostra prova: Prova Honda HR-V: il SUV ibrido dai consumi bassissimi). Allo stesso tempo però ha voluto portare alla ribalta anche un ulteriore modello, ZR-V. Migliorato sotto tanti punti di vista e ideologicamente più affine anche ai gusti europei, nuovo Honda ZR-V prova ancora una volta la capacità di stupire dei giapponesi.
Ricorda che abbiamo pubblicato anche il video direttamente sul canale YouTube Test Driver, lo puoi vedere dal player direttamente qui sotto:
Un SUV con dimensioni da segmento C
Menzione dovuta alle dimensioni, com’è giusto che sia. Con i suoi 4,57 metri nuova ZR-V cerca di porsi nel mezzo del più piccolo HR-V e del (poco) più grande CR-V. Dimensioni spendibilissime in città, poichè siamo a cavallo di quel limite sottile che rende l’auto complicata per la ricerca di parcheggi, soprattutto quando si parla di città grandi e trafficate.

Allo stesso tempo il bagagliaio è da 390 litri. Si tratta di una discreta capienza per questo segmento, che – spoiler – essendo una motorizzazione full hybrid deve pur inserire la batteria da qualche parte. In questo volume sono considerati anche i 10 litri della tasca sotto il ripiano bagagli, utile per conservare qualcosa di più piccolo e non prioritario.
Design decisamente più europeo

Quando i designer hanno messo la matita sul foglio e iniziato a modellare un po’ nuova Honda ZR-V, probabilmente avevano in mente delle linee più europee. Adesso estetica e funzionalità devono lavorare di pari passo, quindi in associazione a quelle che sono state non solo le necessità tecniche ma anche, e soprattutto, aerodinamiche, il prodotto finale è stato un mix. Da un lato un disegno filante, semplice, dalle linee pulite ma con tutti gli attributi al posto giusto. Dall’altro invece un coefficiente di penetrazione aerodinamica invidiabile da altri SUV del segmento.
Indubbiamente la calandra anteriore con trama personalizzata – l’allestimento di Honda ZR-V in prova è lo Sport ed ha una calandra differente dalle altre varianti – e colorazione nero lucido è un fattore di distinzione. Si è perso il concetto di calandra del colore della carrozzeria introdotto con HR-V a fronte di una scelta più tradizionale. I fari sottili ed appuntiti ed il paraurti con feritoie agli angoli per canalizzare i flussi d’aria, che sull’allestimento Sport hanno anche una cornice nero lucido, chiudono il quadro di un frontale ben riuscito, proporzionato e con un cofano alto.
Tralasciando i cerchi da 18 pollici, in nero opaco utilissimo per cercare anche di dissimulare lo sporco, finalmente un’auto che al posteriore ha degli scarichi veri. Non dei finti terminali posticci solo simulati nel paraurti, ma che poi nella realtà mirano da tutt’altra parte. Su ZR-V il doppio terminale appare ai due angoli del paraurti posteriore. Contribuiscono ad una vista d’insieme che da questo profilo ha qualche influenza asiatica nelle linee, soprattutto nella zona degli stop. Ma d’altro canto, nostro parere, la vista migliore è dalla tre quarti posteriore. Da questo angolo la ZR-V è solida, visivamente ben piantata a terra.
Prova interni Honda ZR-V: spazio, spazio per tutti!
In effetti se c’è una parola che racchiude ciò che di meglio offre ZR-V al suo interno, quella è “spazio”. Che poi, tutto sommato, è proprio ciò che maggiormente si cerca quando si è a bordo di un SUV del genere. I passeggeri sia anteriori che posteriori hanno spazio per tutto, con un bonus importante per chi siede in seconda fila, che si accomoda agevolmente ed ha un ottimo spazio per le gambe. Certo mancano i Magic Seats che abbiamo ammirato su HR-V, ma glielo si può perdonare.

Al contempo un tratto distintivo sul quale Honda ha lavorato è il tunnel centrale. Non si tratta solo di funzionalità ma anche di estetica, sempre per cercare il giusto mix di entrambi i fattori chiave. Si sviluppa su due livelli, con una sorta di arco. Superiormente trovano spazio i tasti per il selettore cambio – che non avendo un collegamento meccanico possono essere messi un po’ ovunque senza grossi problemi – e la scelta della modalità di guida; sotto un portaoggetti per metterci il portafogli. Il telefono invece lo si può poggiare nella parte anteriore del tunnel, su un ripiano che funge anche da caricatore wireless, poi perchè sotto al tunnel è più articolato accederci, quindi più scomodo. Un po’ il discorso del vano sotto al bracciolo, presente anche in questo caso, che per recuperare gli oggetti bisogna alzare il poggiabraccio.
Di tutti gli interni poi l’occhio cado su un dettaglio non trascurabile: l’inserto della plancia. Finalmente qualcosa di diverso dalla massa, con uno stile ed un design anche stuzzicanti. Un pannello orizzontale che forma un reticolato esagonale. Bello a vedersi, ma ci riserviamo di allertare tutti sulla resistenza: se dovesse ricevere qualche colpo forte si potrebbe spezzare qualche segmento? Ovviamente non abbiamo dati in merito, ma lo segnaliamo.

Quanta elettronica c’è?
L’elettronica è un fronte sul quale oggi si danno battaglia tutte le auto. Un tratto fondamentale, sul quale Honda a quanto pare ha scelto di non transigere, come buona tradizione nipponica vuole. Partiamo con i display di bordo.

Da un lato c’è la strumentazione che è ibrida, poichè da un lato c’è il tachimetro analogico, dall’altro un display 7 pollici tipico dell’allestimento Sport (sulla Advance il pannello è 10.2 pollici). Accoppiata lineare, quasi non sembrano diversi soprattutto di notte, ed è sufficiente per contenere tutte le informazioni del caso. Non si fa una grande fatica a trovare il dato che ci interessa durante la guida, seppur alcune combinazioni – come la nostra preferita: funzionamento sistema ibrido più consumo istantaneo – siano da accoppiare al display infotainment. Quest’ultimo è un pannello touch da 9 pollici. Honda su questo deve giusto un po’ aggiornarsi, perchè il sistema è reattivo e ti permette di fare tutto, ma la grafica sembra un po’ datata. Ok i riquadri grandi per essere facilmente raggiunti durante la guida, ma qualcosa di più articolato e contemporaneo ci sarebbe piaciuto.
Chiaramente gli ADAS sono una suite di sistemi di controllo immancabile alla pari dell’intrattenimento di bordo (se non sai cosa sono ne parliamo qui: Sistemi ADAS: cosa significano le sigle e come funzionano?). Honda ZR-V mostra in prova tutto il suo potenziale, con una serie di sistemi completissima. Mantenimento di corsia, cruise control adattivo, assistenza nel traffico, frenata d’emergenza e chi più ne ha più ne metta!
Prova su strada Honda ZR-V: alla scoperta di un ibrido eccezionale
Grande indiziato di questa prova su Honda ZR-V non può che essere il motore. Honda è sempre stata pionieristica in quanto a motori e si conferma sempre al passo con i tempi anche in questo caso. Sotto al cofano del SUV ultimo arrivato trova spazio un’accoppiata di due motori elettrici ed un termico. Un full hybrid basato su un 2.0 benzina da 4 cilindri e 143 cavalli e 186 Nm, ma in accoppiata con la parte elettrica si arriva a 184 cv 315 Nm complessivi. Insomma un powertrain che si è già visto su Honda Civic, per giunta con ottimi risultati.

Si tratta di un gioiello di tecnologia, perchè può funzionare in modi differenti. Il termico può solo fornire energia e disaccoppiarsi dalle ruote; l’elettrico può prendere il sopravvento permettendo di avanzare solo grazie all’energia accumulata nella batteria da poco più di 1 kWh; il motore termico può infine arrivare direttamente alle ruota motrici chiudendo una frizione, bypassando l’elettrico in situazioni come la velocità di crociera in autostrada. Il tutto è abbinato al cambio e-CVT che conferma quanto abbiamo già visto su HR-V in quanto a settaggio, anzi lo migliora. La risposta a bassi carichi di pedale è immediata, mentre se improvvisamente si schiaccia tutto il gas c’è bisogno di un po’ di tempo prima che tutto torni a “spingere”. In questo l’elettrico aiuta, poichè inizia da subito a dare una spinta iniziale. Su tutto, però, si avvertono meno rumore di motore e meno vibrazioni in abitacolo, un gran vantaggio!
Un SUV razionalmente piacevole da guidare
A prescindere da ogni tecnicismo possibile, un lato di questo SUV Honda che ci ha lasciati piacevolmente compiaciuti è la visibilità. La plancia è tenuta quanto più in basso possibile, anche per questioni di abbassamento dei pesi, ma soprattutto gli specchietti laterali sono grandi. Attaccati sullo sportello e con un vetro generoso, esattamente al contrario di quanto ci si sta abituando a vedere in giro. Ne deriva un’ottima visibilità sia durante la marcia – si percepisce bene la lunghezza del cofano e la posizione degli angoli paraurti – sia in manovra.

Dobbiamo però menzionare il fatto che il setup sospensivo è di pregio, perchè se è vero che all’anteriore monti delle MacPherson, al posteriore sfoggia dei Multilink (abbiamo raccontato qui la differenza, i pro ed i contro di questi due sistemi: Sospensioni MacPherson-Multilink: differenze e funzionamento). Grazie al contributo combinato il piacere di guida è alto, parente diretti di quello della Civic, con la quale condivide i sistemi. Abbiamo messo alla prova Honda ZR-V in diversi contesti ed ha risposto sempre in modo piuttosto positivo. Ci si trova sempre su un’auto alta, ma che cerca di contenere il rollio ed in parte ci riesce, tranne se vi lanciate in zigzag furiosi. Poi le sospensioni lavorano bene affrontando sconnessioni (leggere) ad una velocità non da traffico cittadino, altrimenti qualche scossone arriva.
Alla prova dei consumi Honda ZR-V vince alla grande
Ebbene sì, Dopo la prova di Honda ZR-V possiamo affermare che consuma poco in relazione al tipo di auto. 1.600 kg circa di SUV che arrivano a consumare anche 4 litri/100 km con una certa attenzione sul pedale destro. Ovvio il meglio viene dato su statali a scorrimento veloce, sulle quali l’elettrico comunque viene sfruttato a mani basse. In città aumentano leggermente i consumi, fino anche a 5.5 litri/100 km. Peggio ancora in autostrada, ma lì la condizione è del tutto “controproducente”. In quest’ultimo caso diamo arrivati a 6.8 litri/100 km, ma in generale un utilizzo misto ha fatto segnare una media di 4.7 litri su 100 chilometri.

Consumi che bisogna ottimizzare con una guida predittiva, nemmeno a dirlo. Chi compra ibrido o elettrico deve sapere che bisogna guardare più in là del proprio naso per riuscire a staccare consumi interessanti. Nel caso della ZR-V si sfruttano poi anche le palette al volante per aumentare o diminuire il recupero energia in frenata. A tal proposito una precisazione: il livello impostato di recupero “scompare” dopo una riaccelerata. Non resta fisso, con il pericolo di rallentare troppo ad esempio nel traffico cittadino. Unica auto, questa, sul quale abbiamo trovato un sistema del genere.
Prezzo listino Honda ZR-V
Seppur il listino della Honda ZR-V che abbiamo avuto in prova marcasse 44.700 euro tondi proprio per l’auto in test, da poco Honda a ritoccato al ribasso i prezzi. Adesso il prezzo di partenza per potersi portare a casa questo SUV è fissato a 42.300 euro (allestimento Elegance).











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