L’arrivo di un nuovo brand dalla Cina
Arriva ufficialmente in Italia la BYD – acronimo di Build Your Dreams -, o meglio la sua divisione auto. La firma cinese si è da qualche anno aperta al mondo dell’automobilismo, sfruttando una profonda conoscenza del settore batterie, che produce dal 1995. Non è assolutamente un’azienda di primo pelo dunque, che anzi fornisce batterie in lungo e largo a produttori in tutto il mondo, soprattutto per l’elettronica di consumo: in molti dei dispositivi che utilizziamo è possibile trovare una batteria di questo produttore. Ma la prima auto arrivata nel nostro paese è la BYD Atto 3, subito sotto i riflettori della nostra prova in anteprima.
Vi lasciamo anche con la prova in video direttamente dal canale Youtube della BYD Atto 3. Ricordate di iscrivervi al canale per essere sempre aggiornati!
Dimensioni di BYD Atto 3 in prova, il SUV di segmento C
BYD Atto 3 come quella in prova in anteprima entra di diritto nel settore dei SUV di segmento C. Ha dimensioni che contano una lunghezza di 4,46 metri, larghezza di 1.88 metri e altezza di 1.62 metri, con un passo di 2.72 metri. Quest’ultimo dato, proprio il passo, lascia già intuire il rispetto dello standard di spazio a bordo tipico delle auto elettriche.
Il canone stilistico crea un mix tra dei tratti asiatici e dei tratti europei, con un design che da un lato sfida le convenzioni e dall’altro abbraccia l’efficienza aerodinamica tipica di queste auto. La Dragon Face, firma che all’anteriore si realizza nella striscia grigio satinato che si allarga da lato a lato della Atto 3, tocca fisicamente i proiettori a LED adattivi. Assente la calandra con la griglia radiatore, tanto non c’è necessità di un raffreddamento molto spinto in quanto non c’è un motore termico, mentre presenti le prese d’aria ed i convogliatori agli angoli dei paraurti, che mandano i flussi verso il fianco dell’auto. Per giunta in un nero lucido che contrasta bene con il resto della carrozzeria.

A dare poi un pregio stilistico a questa prima BYD su mercato italiano ci pensano i montanti anteriore e centrale neri, mentre al posteriore hanno preferito richiamare lo stesso grigio della mascherina anteriore. Il tutto impreziosito da una trama quasi a squame, che ha permesso ai designer di divertirsi un po’. Al posteriore lunotto alto e rastremato e spoiler superiore sembrano una clichè per questo genere di auto – meno male che ci sono le retrocamere – mentre gli stop a LED sono in una fascia luminosa rossa che unisce anche qui i due estremi.
Interni innovativi e particolari
Se vista da fuori la BYD Atto 3 mantiene comunque un design rassicurante, una volta saliti a bordo è tutto fuorchè la “classica” auto. Ci sono richiami al mondo dello sport, personalizzazioni ed innovazioni piuttosto spinte. I cinesi hanno deciso di rivoluzionare quella staticità che da tanto si vedeva all’interno delle auto, cercando di trovare soluzioni differenti.
La maniglia piccola e tonda, che ingloba uno degli speaker dello stereo ed un anello LED per l’illuminazione abitacolo – che come sempre possiamo impostare sul colore preferito -, ne è l’esempio principale. Forse non comodissima da utilizzare ma sicuramente molto d’effetto. Esattamente lo stesso lo fanno le corde che bloccano gli oggetti nelle tasche delle portiere. Ecco, qui c’è da fare una specifica: sono tre corde che simulano un po’ quelle di una chitarra e si possono…suonare. Pizzicandole ognuna di queste tre restituirà una nota differente. Molto bella l’idea, ma già immaginiamo genitori disperati mentre i bambini non danno tregua alle orecchie. In compenso…anche noi ci siamo divertiti nel suonarle come potete vedere dal video su TikTok allegato qui di fianco.
Ci sono poi il selettore del cambio che richiama un bilanciare, le prese d’aria che fanno il paio con i dischi, la plancia che richiama un muscolo. Insomma gli “easter eggs” non si contano, con il risultato di avere un abitacolo non solo dai colori interessanti ma anche dalle linee anticonformiste.
Tecnologia di bordo e infotainment che ruota!

Se c’è una cosa che nella BYD Atto 3 si differenzia in modo netto dal mercato mondiale, quella è l’infotainment. Già il fatto di avere un display touchscreen da 15,6 pollici significa avere lo schermo di un laptop, ma in più questo ruota al semplice tocco di un comando. Si può orientare in orizzontale (modalità “landscape”) oppure verticale (modalità “portrait”) a piacimento, così da vedere al meglio tutto. Si basa su un sistema operativo Android e – per esempio – si può orientare in verticale quando si segue il navigatore mentre si posiziona orizzontalmente quando si ascolta un brano da Spotify, tanto per citare un servizio. Insomma le potenzialità sono tante. Certo bisogna capire il sistema come risponda alle sollecitazioni nel corso del tempo, ma intanto l’idea è innovativa.
Se poi da un lato c’è un display multimediale molto ampio, la strumentazione per il conducente è “solo” da 5.8 pollici. Display piccolo e di stampo motociclistico, ma denso di informazioni necessarie durante la guida. Ben organizzate e visibili, soprattutto quando si parla di dati fondamentali come la velocità e la percentuale di batteria rimanente. Visibile molto bene anche il potenziometro e la potenza istantanea richiesta, seppur sia più un vezzo che una reale necessità durante la guida.
Prova su strada BYD Atto 3

Schiacciare il pulsante start che simula il taglio di un diamante arma immediatamente il motore anteriore della BYD Atto 3. Anteriore perchè quest’auto è trazione anteriore ed ha un unico propulsore elettrico da 204 cavalli e 310 Nm di coppia massima. Non male per un SUV di segmento C, seppur ormai con le auto elettriche siamo sempre più abituati a leggere valori di coppia e potenza davvero impensabili su queste auto fino a solo qualche anno fa. Ed infatti la Atto 3 schizza immediatamente in avanti alla minima pressione del pedale destro. La risposta immediata del motore lascia anche un sorriso, soprattutto se la modalità Sport è selezionata a scapito della Eco o della Normal. Certo non è l’auto giusta dalla quale andare a cercare una prestazione e questo lo ricorda con un po’ di rollio, ma una bella spinta non fa mai male.
Oltre alle varie modalità di guida ci sono due ulteriori opzioni selezionabili sul tunnel centrale: da un lato la potenza del recupero energia in frenata, dall’altro l’attivazione di una modalità per superfici a bassa aderenza. Nel primo caso siamo in presenza di quella che solitamente è la B sul selettore del cambio, che invece qui trova un pulsante ad hoc. Si sceglie tra Normal e High, seppur tra le due modalità non ci sia una differenza marcata se non in presenza di discese forti. Nel secondo caso si segnala al motore di non “strappare” con le ruote in partenza, poichè si potrebbe perdere aderenza. Riteniamo che nel caso dei motori elettrici questa sia una selezione tutt’altro che banale, considerando che si rischia di non dosare benissimo l’acceleratore.
Morbidezza e piacere con spalla 50

Guidare la BYD Atto 3 come quella in prova è in assoluto un piacere. Si gode di un motore senza vibrazioni e di un assetto che fa di tutto per non trasmettere fastidiosi scossoni all’abitacolo. Contribuisce anche la gomma con spalla 50 – nonostante il cerchio 18 pollici – a questo fenomeno. Questo però genera anche un leggero ritardo di risposta dell’asse posteriore in caso di zig zag o cambi di direzione improvvisi. Assolutamente nulla di pericoloso o difficile da controllare, e qui torniamo al discorso che la Atto 3 non è e non vuole essere un’auto sportiva, ma fa piacere segnalarlo.

Cioè che lascia invece incuriositi e sorpresi piacevolmente è la risposta del freno, o meglio del pedale. Immediata, repentina. Si guarda anche solo il pedale freno e l’auto inizia la sua decelerazione. Davvero un’ottima prestazione ma soprattutto un settaggio indovinato, così come lo è quello del controllo di trazione: siamo abituati ad auto a trazione anteriore che allargano tanto la traiettoria se si esagera con il gas a ruote girate. Ecco, la Atto 3 è regolata molto bene e cerca in ogni caso di chiudere la curva senza spingersi troppo verso l’esterno.
Batteria rivoluzionaria Blade, autonomia e ricarica BYD Atto 3 in prova
Il know-how di BYD in fatto di batterie si è materializzato nella progettazione e utilizzo di questa batteria che si chiama “Blade“. Formata da tante lamelle e raffreddata a liquido, riesce ad avere una densità energetica più alta della media ed occupare meno spazio. Traguardi interessanti di impacchettamento, ma allo stesso tempo anche di efficienza e sicurezza. D’altronde questa batteria al Litio-Ferro-Fosforo da 60,48 kWh garantisce 420 km di autonomia secondo il ciclo WLTP, che superano di slancio i 500 in contesti prettamente urbani. Non male considerando il rapporto tra kWh e km di autonomia, oltre al fatto che il sistema supera perfettamente la cosiddetta “prova del chiodo”: forando la batteria questa non prende fuoco, limitando così una delle più grandi preoccupazioni nel settore dell’auto elettrica.

E poi la e-Platform 3.0, il pianale sul quale è stata costruita la BYD Atto 3, prevede che questa batteria stessa sia parte integrante della struttura. Compartecipa allora alla rigidità complessiva del telaio ed è montata sotto i sedili, posizione classica di tutti i pacchi batterie delle auto full electric. Si ricarica poi in corrente alternata a 11 kW, mentre in continua arriva a 88 kW. Non il meglio sul mercato, ma in compenso il fatto di avere una batteria più piccola argina parte dei tempi richiesti per ricaricarla.
Prezzo e conclusioni
Per portare a casa la BYD Atto 3 come l’abbiamo provata bisogna mettere in conto 41.990 euro. Un SUV segmento C completamente elettrico a questo prezzo è una soluzione interessante. anche se BYD dovrà scontrarsi contro dei “mostri sacri” che possono proporre qualcosa di ulteriormente valido ma che, almeno in Europa ed Italia, hanno una tradizione ed una presenza sul mercato più profonde e radicate. Staremo a vedere il futuro cosa riserverà!










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