Da quando DS Automobiles ha preso una sua posizione ben definita, le auto “sfornate” hanno sempre avuto un’identità molto forte. Fatta di sfaccettature, di contenuti eleganti e di un’estetica che ha saputo stregare una buona fetta di utenti. Allora sotto la lente d’ingrandimento abbiamo portato la nuova DS 4 per una prova, per giunta elettrificata in versione ibrida plug-in e quindi fregiata del badge E-Tense. Una hatchback che ha saputo distinguersi nel panorama automobilistico.
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Dimensioni DS 4 E-Tense in prova
Che sia la E-Tense oppure no, le dimensioni della DS 4 come quella in prova non è che varino granchè. La lunghezza è tonda tonda: 4,40 metri. Una dimensioni che aiuta nella giungla cittadina, ma allo stesso tempo non crea troppi problemi di parcheggio. Che poi, considerando il segmento di appartenenza di DS 4, potrebbe risultare un dato fondamentale ricercato dai clienti. Per vivere la città ci sono auto ben più piccole e su questo non ci piove, ma per chi si spinge spesso fuori dalla città questa dimensione è un buon compromesso.

Diverso il discorso invece per il bagagliaio, che subisce il fascino delle batterie e riduce la capienza totale rispetto alle versione tradizionali. In totale sono 390 i litri a disposizione per questa DS 4 E-Tense, mentre salgono a 430 litri qualora si opti per una motorizzazione esclusivamente a combustione. Anche qui, a dirla tutta, un discorso già visto su diversi modelli che hanno nature differenti: è (quasi) sempre il bagagliaio ad essere penalizzato.
L’interpretazione del lusso secondo DS lo si vede da fuori
Concettualmente dobbiamo parlare chiaro: DS 4 vuole essere un’auto lussuosa, che dia un’immagine chiara di raffinatezza. Questo standard, o meglio questa idea, la racchiude in dei profili estremamente particolari in quanto a design, che hanno spaccato un po’ a metà gli utenti tra il classico “non mi piace per niente” e “l’adoro”.

Le linee sono del tutto anticonformiste rispetto gli standard, su questo non ci piove. Spigoli vivi, sfaccettature luminose e fari sottili sono una sorta di mantra per la 4, che gioca molto con la luce. Basti pensare che lungo la trama della grande calandra anteriore ci sono puntini cromati che sembrano stelle; o allo stesso tempo i fari posteriori sono tra i più particolari in commercio, poichè ricordano delle squame. Sofisticati, visibili e soprattutto personali. Allo stesso tempo anche i gruppi ottici anteriori danno un tocco di eleganza, son un profilo sottilissimo ed una ricercatezza degli stessi proiettori. Le luci di posizione fanno invece discorso a sè: sono grandi e scendono in verticale lungo gli angoli del paraurti, per rendere la firma luminosa ancora più riconoscibile.
Ciò che rende la DS 4 in prova ancora più particolare è il disegno del montante C. Largo, inclinato, che occupa sicuramente spazio dall’interno ma che visto da fuori assume un tono originale. Insomma un tassello praticamente di rottura, che garantisce anche una gran personalità.
Prova interni DS 4 E-Tense. Parola d’ordine: diamante

C’è chi vede dei rombi, c’è chi vede dei diamanti. A prescindere da come li si interpreti – e DS parla proprio di diamanti – queste forme geometriche permeano tutto l’abitacolo. Li si trova fisicamente nei tasti, sulla plancia, oppure virtualmente all’interno del tema della strumentazione. Insomma è un richiamo molto caro a DS, che non utilizza solo sulla DS 4 come quella in prova ma su tutta la gamma di auto che produce.
Un plauso al centro stile di DS dobbiamo farlo per come hanno pensato la plancia della 4. Una plancia divisa orizzontalmente su più livelli e che alterna materiali pregiatissimi – gli stessi che poi troviamo anche a rivestire i sedili che sono comodi e spaziosi, oltre che riscaldati e refrigerati – a cromature che non sono lucide, quindi non risultano troppo estrose. Allo stesso tempo il pregio stilistico lo troviamo a vista anche con le impunture dei pellami. Il tunnel centrale ne è un esempio, per il quale hanno riservato la stessa cura di plancia e sedili. Non si sono lasciati convincere da un abbassamento di qualità riservato a delle parti che sono posizionate in basse e non propriamente sotto gli occhi, ma hanno continuato sulla strada dell’immagine generale offerta da quest’auto.

Dobbiamo però fare due specifiche su questi interni. Da un lato la parte che stona della plancia, strano ma vero, è la parte superiore per la quale hanno riservato troppa plastica. In seconda battuta DS anche sulla 4 ha voluto confermare disposizione dei tasti e delle maniglie poco ortodosse. I tasti degli alzacristalli sono messi molto in alto nel pannello porta, così come è difficile trovare – a meno di abituarcisi – la maniglia interna porta per tirarla in fase di chiusura. Insomma stile che scegli, interpretazione che trovi!
1, 2…3 display a bordo!
Seppur andremo per ordine, già cominciamo a specificare che su DS 4 i display multimediali a disposizione non sono i classici due – infotainment e strumentazione – ma tre.
Dietro al volante il primo schermo è un 7 pollici per la strumentazione. Una diagonale un po’ risicata se pensiamo agli standard attuali, che infatti chiede quasi in automatico l’aiuto dell’Extended Head-Up Display. Quest’ultimo è a colori, nitido e utilissimo, quasi fondamentale. Peccato solo che il passaggio da una schermata all’altra della strumentazione sia un po’ lenta a causa delle animazioni che, nemmeno a dirlo, riguardano i rombi.

Sul piano infotainment saliamo di diagonale e si arriva a 10,25 pollici. Schermo a sfioramento che è ben inglobato nella plancia, quasi affondato, grazie al quale si gestisce completamente anche il climatizzatore. Seppur anche qui il software dia ampio spazio alle animazioni e transizioni, riesce comunque a farvi fare tutto senza problemi. Nessuna mancanza dal punto di vista di intrattenimento e connettività, dunque.
Il terzo display, che poi suscita maggiore curiosità, è lo Smart Touch. Si tratta di un ulteriore display al centro del tunnel, leggermente inclinato e con tanto di poggiapolso subito prima, da 5 pollici. Il suo obiettivo è quello di evitare distrazioni durante la guida. Si possono impostare fino a sei scorciatoie per delle macroaree dell’infotainment, così da richiamarle velocemente. Permette però anche di scrivere dei caratteri da far riconoscere al software nell’andare a impostare, ad esempio, l’indirizzo sul navigatore. Questione di abitudine nell’utilizzarlo oppure no. Intanto c’è, poi chi non riesce ad abituarsi può tranquillamente lasciarlo lì a mostrare un diamante virtuale come screen saver.
DS 4 alla resa dei conti con la prova su strada

Considerando che questa DS 4 in prova è la versione E-Tense, parliamo subito della combo motore termico più motore elettrico. Il versante benzina è concretizzato con un quattro cilindri 1.6 litri da 179 cv e 250 Nm, mentre sempre sull’asse anteriore agisce anche un motore elettrico da 110 cavalli. A conti fatti la potenza complessiva è di 225 cv, con una catena cinematica estremamente morbida ed accomodante. Ma d’altronde la DS 4 è votata in modo estremo al concetto di confort, in modo radicatissimo. Reazioni prevedibili e soffici sono tutto ciò che si potrebbe chiedere, così come un sistema sospensivo che – nonostante la dimensione dei cerchi – in modalità Confort lascia planare l’auto quasi su ogni asperità.
Il cambio EAT8 a 8 marce fa il suo dovere e permette sia di avere marce corte per uno sprint necessario in città, che marce lunghe per un overdrive in autostrada, ma se si schiaccia improvvisamente tutto l’acceleratore impiega un po’ di tempo a recepire il comando e scalare marcia. Vi lascia insomma il tempo di godere dell’isolamento acustico dell’abitacolo rispetto al mondo esterno, che è funzionale al netto di quando di chiudono le maniglie. Queste ultime infatti sono a filo con la carrozzeria e, qualche metro dopo essere partiti rientrano in sede…facendo rumore. Bisogna farci l’abitudine oppure ogni partenza rischiate di temere di aver centrato qualcosa.
Prova in elettrico per DS 4 E-Tense
Da buona ibrida plug-in la DS 4 in prova ha una batteria che le permette, sfruttando anche la possibilità di essere ricaricata dalla colonnina in AC con potenza fino a 7.4 kW, di percorrere un po’ di strada in elettrico. I 12,4 kWh nominalmente dichiarano un’autonomia a zero emissioni (locali) di 60 km, dato che abbiamo confermato e leggermente superato in condizioni di guida mista, con una leggera parentesi anche autostradale. Facendo solo città e con il condizionatore sparato a palla, la batteria ha garantito “solo” 48 km.

Qualora la batteria sia del tutto scarica DS 4 continua comunque a funzionare come un full hybrid tradizionale. Anzi, in questo caso mostra un’ottima capacità di recupero energia in frenata, al punto che poi si percorre molta strada in elettrico.
L’elettronica di bordo, con modalità di guida e ADAS
Non mancano le modalità di guida selezionabili per la DS 4, che a nostra sorpresa separa la guida “Hybrid” dalla “Comfort”. In entrambe si sfruttano motore termico ed elettrico, ma la modalità Comfort ammorbidisce in modo marcato le sospensioni. Ottima per la città, meno per l’autostrada, dove consigliamo di impostare la Hybrid per evitare di “molleggiare” troppo in caso di asperità.
Ci sono poi tutti gli ADAS a disposizione di chi si siede al volante di DS 4 (se non sai cosa sono gli ADAS lo spieghiamo qui: Sistemi ADAS: cosa significano le sigle e come funzionano?). Dal Cruise Control al monitoraggio angolo cieco, fino alle telecamere 360° necessarie soprattutto in vista di un lunotto piccolo e posizionato in alto. Il sistema che però attira maggiormente l’attenzione è il Night Vision. Una sorta di vista ad infrarossi che aiuta a scorgere persone ed animali al buio. Proietta l’immagine proprio sulla strumentazione e rileva pedoni in movimento, così da segnalarli preventivamente e permettere di rallentare in sicurezza.
Consumi della parte termica e conclusioni
Chiaramente una parte importante della prova è quella dei consumi. La parte completamente elettrica l’abbiamo già trattata, mentre adesso analizziamo la DS 4 utilizzandola come se fosse una full hybrid. Sappiamo che non è il modo idoneo di usarla, ma per dovere di cronaca è un dato da riportare. Stando molto attenti con il pedale dell’acceleratore si fissano anche i 20 km/l, ma qualora la si cominci a guidare in modo meno attento a su ogni tipo di strada la media scende a circa 16 km/litro.

Insomma DS 4 è un’auto dalle spiccate doti di comfort e che aiuta nella propria quotidianità. Ovviamente la versione E-Tense va sfruttata per la sua natura di ibrida plug-in, ma anche da full hybrid non è affatto male.










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