Con l’arrivo ufficiale in Italia del brand Xpeng, distribuito da ATFlow, si apre un capitolo interessante per quanto riguarda le auto altamente tecnologiche. Ho già spiegato quanto questo sia un brand votato alla tecnologia a tutto tondo, che possa aiutare non solo a vivere un’esperienza di vita a bordo delle proprie auto più serena ma anche più sicura. Con la prova in anteprima di Xpeng G9 2025 sono andato a posare le mani direttamente sul modello che funge da dimostratore tecnologico, così da avere uno specchio concreto di quanto riescano ad offrire. D’altronde vogliono entrare nel mercato italiano a gamba tesa, anche perchè in altri mercati europei Xpeng è presente da qualche anno. Ma come sarà andata?
Sul canale Youtube Test Driver è già online anche la prova video di questa nuova Xpeng G9 2025 e la trovi nel player qui sotto. Ricorsa di iscriverti al canale, così da non perdere gli aggiornamenti e supportare tutto il lavoro che c’è dietro Test Driver!
Un design massiccio
A differenza di quanto vi ho lasciato vedere già con la prova della Xpeng G6 (la trovi direttamente qui: Prova Xpeng G6 2025: il SUV cinese con tanta tecnologia e tutto di serie!), i 4,89 metri di lunghezza della Xpeng G9 sono un filino più impegnativi. Non fa ovviamente niente per dissimulare le proprie dimensioni, perchè il tratto di matita di JuanMa Lopez – il design di Xpeng, che tra le altre cose ha dato anche i natali ad auto come Ferrari LaFerrari – l’ha resa massiccia da vedere e con un certo carattere.
Le luci di posizione anteriori a striscia (quasi) continua le ritroviamo come una sorta di family feeling, ma ci sono i fari agli angoli che non convincono. I proiettori principali sono messi alla giusta altezza e ben amalgamati con il design, ma la paura più grande è che siano davvero tanto esposti a quegli urti da parcheggio che, seppur banali, potrebbero comprometterne l’integrità.

Il cofano è molto lungo sul piano delle proporzioni, molto bello da vedere nonostante non abbia da alloggiare un motore termico e nemmeno un frunk. I 3 metri di passo lasciano già capire lo spazio interno ampio mentre il posteriore si illumina a sua volta da lato a lato. Il design del lunotto è molto inclinato, così da avere spazio nella zona posteriore, sia per le persone che per i bagagli. Il bagagliaio è infatti dai 660 litri con sedili posteriori alzati a 1.576 con sedili abbattuti.
Prova interni Xpeng G9 2025: quanto spazio vuoi?
Sembra quasi inutile specificare lo spazio interno a disposizione di tutti i passeggeri all’interno della G9. Lo si percepisce già sedendosi al posto di guida, oppure al posto passeggero anteriore. I sedili sono infatti larghi e comodi, con dei fianchetti non pronunciatissimi – non parliamo comunque di un’auto sportiva tutto sommato – ma adatti ad ogni corporatura. In più i cinesi hanno pensato a tutto, anche alla possibilità di farlo estendere in modo piuttosto flessibile per riposare le gambe.

La ricerca della personalità per la G9 parte già dal volante, con il doppio colore ed i tasti sulle razze. Piatto nella parte bassa e molto bello da vedere, poichè offre una sorta di panoramica differente rispetto ai volanti più tradizionali. Il tunnel centrale hanno deciso di farlo alto, di tipo tradizionale. Sulle auto completamente elettriche si ha la possibilità di giocare molto sul design dei tunnel, per ricercare spazio, ma qui hanno voluto dare un qualcosa di “a portata di mano”. Doppio pad ricarica wireless con raffreddamento del telefono, due portabibite – a dirla tutta un po’ stretti a mio parere – ed il vano sotto al bracciolo (quest’ultimo con doppia cerniera per essere aperto da entrambi i lati!). Un altro grande vano è nella parte bassa, ad onor del vero.
Anche su questa Xpeng ho trovato ormai un tetto completamente in vetro, moda assoluta considerando che lo sto vedendo praticamente ovunque. Bene d’inverno ma sicuramente meno in estate, mentre lo spazio per i passeggeri posteriori si conferma ottimo. Tra le chicche a bordo segnalo anche il soft close delle porte, che ho trovato piacevolissimo.
Elettronica e tecnologia, la G9 ha di tutto
Sul piano tecnologico, come ho già detto, i cinesi non si fanno assolutamente parlare dietro. La Xpeng G9 2025 è a prova di nerd o quasi, con tutto ciò che ha a bordo. La strumentazione è basata su un display da 10,2 pollici con sfondo bianco (si, i cinesi sono fissati con gli sfondi bianchi, mi è capitato di vederlo anche su Jaecoo 7 e Omoda 5), ma è l’infotainment ad essere enorme.

Ci sono due display da 14,96 pollici affiancati, uno per il conducente ed uno per il passeggero. Dal primo si comandano le varie impostazioni ed i settaggi dell’auto, tra i quali anche il climatizzatore poichè c’è il comando solo multimediale, purtroppo. Dall’altro il passeggero può fare di tutto: vedere Youtube, streaming video o addirittura attivare una sorta di spazio zen per la meditazione. Il tutto senza che il conducente possa essere distratto, poichè il display ha un vetro privacy quindi chi guida, seppur dovesse girarsi a curiosare, vedrebbe tutto nero.
C’è l’assistente virtuale di Xpeng attivabile con “Ehi, Xpeng“, che aiuta anche ad attivare sistemi dell’auto come aprire o chiudere i finestrini ed attivare il massaggio del sedile. Altra dimostrazione di come i cinesi siano permeati dalla tecnologia. E poi telecamere ovunque, dai 360 gradi attorno all’auto al monitoraggio della concentrazione del conducente.
Su strada ecco alla prova la Xpeng G9 2025
Senza che ci nascondiamo attorno ad un dito lo dico direttamente: la credenza è sempre che le auto cinesi siano troppo morbide per gli standard italiani. Questo per una questione culturale, visto che gli asiatici preferiscono auto con un comportamento nettamente diverso da come lo preferiamo noi in Europa. Ma a conti fatto la Xpeng G9 2025 non da prova di questa eccessiva cedevolezza. Sicuramente è più morbida della X6, ma di fatto è anche un altro segmento, con altre necessità ed altri scopi. Si sente che balla un pelino in più (con 2,2 tonnellate sfido io…), ma non è da “mal di mare”.

L’auto che ho avuto in prova è la Xpeng G9 2025 standard range, quindi la variante con un motore elettrico singolo al posteriore, forte di 313 cv e 430 Nm di coppia massima, ed una batteria da 78,2 kWh con chimica LFP (a fronte dei 98 kWh del modello con batteria più grande e chimica NMC). Vi state chiedendo se la potenza è sufficiente per quest’auto? Decisamente si. Se siete a velocità già autostradale e chiedere quel “qualcosa in più” lo sentite che non è scattantissima, ma quando la velocità è bassa ed il motore lavora nel suo range ottimale lo scatto c’è e si sente.
Così come con la G6 anche con la G9 ho notato quanto l’auto sia capace di ripristinare il suo assetto neutro in modo veloce dopo aver affrontato un dosso. Insomma l’auto frena subito quei saltellamenti fastidiosi, tornando a riposo immediatamente. In compenso però se cominciate a zigzagare velocemente sembra che asse anteriore ed asse posteriore siano slegati, quindi aspettatevi un filo di ritardo dal posteriore. Ovviamente questo è un pelo nell’uovo che sono andato a cercare, anche perchè non è sicuramente l’auto con la quale fare scorribande in montagna.
Quali sono gli influssi della cultura cinese?
Nonostante questa G9 sia davvero piacevole da guidare, ci sono alcuni influssi tipici della cultura cinese. Ad esempio il pedale del freno è molto morbido, quasi inconsistente sotto al piede. Questo può essere comodo in città, ma se preferite dosare per bene la frenata ed avere una certa sensibilità sotto al piede forse non è il top.

Stessa cosa per l’impostazione di base del volante, che è morbido a sua volta. Certo ci sono varie impostazioni per gestire la durezza ed il carico volante, ma la più leggera è in effetti…leggera. Questo fa comunque parte della grande possibilità di personalizzare l’auto sulla base dei propri gusti e delle proprie preferenze, che in un mondo fatto di elettronica è il vero valore aggiunto.
Tra i vari cerchi in opzione ci sono anche i 21 pollici, ma io ho provato una variante con i 19 pollici. Bene per le asperità perchè hanno anche una spalla che permette di assorbire le microasperità, ma ovviamente diminuisce la reattività di sterzo. Anche questo poco importa tutto sommato, ma è interessante da sapere.

Consumi e prezzi
Come specificato più sopra il doppio taglio di batteria prevede una variante più piccola da 78,2 kWh ed una più grande da 98 kWh. Oltre alla chimica costruttiva cambia anche la velocità e la potenza di ricarica per la due versioni. Per la più piccola il picco massimo è di 260 kW, che salgono a 300 kW per la più grande. Il prezzo base di Xpeng G9 per l’accesso in gamma è di 61.170 euro, ma per qualche mese è attivo un prezzo promo di 55.790 euro (IPT e messa su strada esclusi).

Che ne pensi di questa novità cinese? Pensi che possa competere contro le rivali europee senza problemi oppure ritieni che ci sia una superiorità da una delle due parti? Fammelo sapere direttamente sui social e non dimenticare di lasciare un like!


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