Impossibile pensare che non ci sia qualcuno che non conosca la Ford Kuga. Praticamente un’istituzione, che negli anni ha saputo coinvolgere orde di automobilisti e portarlo sotto la sua ala. Adesso la Ford Kuga 2026 si è rinnovata, così l’ho presa in prova per cercare di capire una cosa: la formula segreta di Ford è stata confermata oppure no? Certo non è la prima Kuga di nuova generazione che provo, perchè seppur adesso si tratti della ibrida plug in ho già avuto modo di mettere sotto stress la variante full hybrid (trovi la prova qui: Prova Ford Kuga Hybrid: il SUV pratico che consuma poco), però il discorso è analogo.

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Dimensioni rassicuranti

Si, se c’è un dettaglio che ha saputo farsi apprezzare nel corso del tempo, quello riguarda le dimensioni. La nuova Ford Kuga ha una lunghezza che oscilla tra 4,62 e 4,64 metri in base all’allestimento. Si tratta di una decina di centimetri in più rispetto alla canonica via di mezzo del segmento C, che possono tornare assolutamente utili.

Dimensioni nuova Kuga
Dimensioni della nuova Kuga PHEV

Griglia anteriore, paraurti e luci di posizione sono completamente diversi dalla generazione precedente. In pratica tutto il blocco anteriore è stato completamente rivisitato, abbandonando di fatto le forme morbide della precedente versione ed abbracciando un taglio più spigoloso e moderno. Una linea che vuole essere elaborata senza stonare con la vista d’insieme, e lo fa in modo sapiente, perchè alla vista sembra che nulla sia fuori posto. La griglia anteriore è delle giuste dimensioni e viene affiancata a delle elaborazioni di linee sulla parte bassa del paraurti. Nella parte alta c’è invece la nuova striscia LED che funge da luce di posizione: viaggia da lato a lato, passando sotto al profilo del cofano, così da dare una nuova firma luminosa.

Sul profilo della riconoscibilità Ford è riuscita a mantenere una propria autonomia, provando a prendere le distanze da quello che si vede in giro. Curiosa la scelta dei cerchi da 20 pollici, che onestamente a primo impatto non avrei mai pensato fossero di tale diametro. Questo perchè sono neri sul modello che ho avuto in prova e si inseriscono in un passaruota ben dimensionato e che non ha alcun bordo a contrasto con la carrozzeria.

Tre quarti posteriore Kuga
La tre quarti posteriore della nuova Kuga

Sicuramente al posteriore il tratto di matita avvicina molto di più questa Kuga alla precedente. La forma degli stop è chiaramente riconducibile, così come il taglio del lunotto e del portellone bagagliaio. Lo spoiler nella parte superiore è piuttosto evidente e sporgente, così come – curiosamente – sporge anche il paraurti posteriore. Attenzione quindi nel caricare le valigie nel bagagliaio da 395 litri (si, leggermente meno della versione full hybrid causa batteria più grande, ma almeno con la panca posteriore portata tutta in avanti grazie ad una slitta si raggiungono i 536 litri), perchè magari ci si potrebbe urtare. In compenso la parte bassa del paraurti si fa volere davvero bene, sia per la presenza di uno skidplate, che fa sempre tanta scena, sia per la presenza del doppio scarico. Scarichi veri, non finti, ci tengo a precisarlo!

Interni a prova di tempo per Ford Kuga 2026

Chi ha un’esperienza pregressa con Ford non può fare a meno di notare che tutto lo stile del brand americano è stato confermato anche su questa nuova generazione di Kuga. Un design che vede una gestione degli interni che vuole facilitare la vita.

Interni nuova Kuga 2026
Gli interni e la plancia di nuova Kuga 2026

Storicamente la soluzione che mi è piaciuta di più è il ragno sulla porta, che la protegge per evitare fastidiosi urti da parcheggio. Idea semplice ma dal riscontro utilissimo nella vita reale. Poi anche i sedili con la possibilità di regolazioni multiple mi sono piaciuti, che permettono di accogliere molteplici stature. C’è da dire che il colore bianco non lo consiglio mai, poichè è facile sporcarlo oppure rovinarlo, ma in Ford hanno pensato di rendere bianche solo le parti non troppo soggette allo sfregamento, lasciando un tono scuro alla parte basse dei sedili che viene maggiormente sollecitata.

Bagagliaio nuova Kuga
Il bagagliaio della nuova Kuga PHEV

La disposizione della plancia di questa Kuga è decisamente classica di Ford, al punto da essere soddisfacente. Il volante ha solo tasti fisici sulle due razze, così da essere percepiti meglio sotto le dita e riuscire a non distrarre durante la guida, poi ci sono gli inserti in nero lucido che normalmente non apprezzo molto sulle auto, ma posizionati in questo modo non si graffiano con gli oggetti. A dirla tutta sembra abbiano usato una maggiore cura nella parte superiore ed un po’ di plastica inferiormente in fase di progetto. Un qualcosa che trovo su molte auto e quindi non mi stupisce più di tanto. Intanto il tunnel centrale è bello largo e con un ottimo inserto, piacevole da vedere e toccare. Leggermente più dietro c’è il bracciolo con l’ovvio portaoggetti nella parte inferiore.

Tunnel centrale Kuga plug in
Il tunnel centrale della Kuga plug in

Razionale ed intelligente anche sulla tecnologia

Senza ombra di dubbio anche il profilo tecnologico è stato trattato in modo razionale ed intelligente sulla nuova Kuga. Lo si vede a partire dalla strumentazione, che è un pannello da 12,3 pollici. Ci sono una valanga di informazioni da poter visualizzare, anche se gli spazi fisicamente personalizzabili sono meno delle possibilità. Certo che una volta deciso cosa vedere live durante la guida è difficile che si cambi, però un po’ di personalizzazione in più l’avrei preferita. Anche il tema non cambia, a meno del colore che è legato alla modalità di guida selezionata.

Sistema SYNC 4 Ford
Il sistema SYNC 4 di Ford

Il display dell’infotainment della nuova Ford Kuga 2026 che ho avuto in prova ha una diagonale da 13,2 pollici. Una diagonale particolare, ma che aiuta ad avere un pannello non solo ben visibile ma con il quale si riesce anche ad interagire bene. Il sistema operativo è il SYNC 4 di Ford ed ha un grande vantaggio: le icone grandi. Queste danno la possibilità di “centrare” bene i comandi con le dita, senza esitazioni. Il risultato è ovviamente una minore distrazione durante la guida, fattore che non è assolutamente da trascurare. Si tratta di una caratteristica che ho sempre apprezzato dell’infotainment di Ford, al punto da elogiarlo sempre. Il sistema poi è semplice da utilizzare e ci si orienta sempre bene all’interno del menù, poichè non è disorientante. Peccato per il climatizzatore, che si comanda tutto dal display.

Prova su strada Ford Kuga 2026: come va?

Nuova Ford Kuga 2026
Nuova Ford Kuga 2026

Ovviamente il primo tassello da mettere a posto è quello della motorizzazione, come ogni prova. La nuova Ford Kuga 2026 in prova è la variante ibrida plug in, con un motore benzina quattro cilindri da 2.5 litri ed un motore elettrico. Il totale di potenza che genera l’auto è di 243 cavalli, che vengono abbinati e scaricati a terra grazie anche ad un cambio CVT. Ecco, qui qualcuno potrebbe storcere il naso. Il cambio CVT è vero che propone il classico “effetto scooter”, ma in generale questa è un’auto che viaggia davvero bene.

Nel chiedere tutta la potenza di sistema all’auto lo scatto è evidente – nonostante gli oltre 1.800 kg di peso – e ci si sente anche piuttosto spinti verso il sedile, complice la buona potenza del motore elettrico che ovviamente interviene. Purtroppo quando chiedete tutta la potenza c’è un filo di ritardo, poichè il cambio deve avere il tempo di reagire.

Motore ibrido Kuga
Il motore ibrido della nuova Kuga plug in

Il comportamento che si ha con il CVT influenza anche tanto i consumi, che ne risentono quando si schiaccia molto il pedale. Qualora la batteria sia scarica ho rilevato consumi di 18 km/h in città, che diventano 16,4-17 km/litro. In autostrada, che tendenzialmente è la condizione peggiore per le PHEV, ho registrato 13-15 km/litro. Il tutto sempre utilizzandola come fosse una full hybrid tradizionale.

La parte elettrica di Kuga PHEV

Ricarica Ford Kuga PHEV
La presa di ricarica della Ford Kuga PHEV 026

Essendo un’auto PHEV, è ovvio dare un po’ di spazio esclusivamente alla parte elettrica, anche perchè si presuppone che chi acquisti un’auto del genere abbia la volontà di sfruttarla quanto più possibile. La batteria del sistema ibrido è da 14,4 kWh e si carica a 3,7 kW di potenza alla colonnina oppure a casa. In effetti la potenza non è altissima se comparata ad altre soluzioni che propone adesso il mercato, ma chi ha possibilità di caricare a casa e poterla lasciare, ad esempio, tutta la notte non deve preoccuparsi di queste tempistiche. Con una carica completa ho percorso in media tra 60 ed 80 km totali, dipendenti dalla strada affrontata. Ovviamente in alcuni casi ho percorso strade in salita, che quindi mi hanno scaricato prima l’autonomia possibile. In statale, comunque, si potrebbero anche superare questi valori in virtù di una guida a velocità costante.

Prova Kuga ibrida
Prova della Kuga PHEV

La modalità elettrica può essere chiaramente forzata, quindi si impone all’auto di utilizzare la carica della batteria fin quando è disponibile. Quando c’è carenza di carica entra in gioco il motore termico, che in quel caso funziona come un normale full hybrid. Anche in questo caso il sistema resta comunque efficiente, perchè carica velocemente la batteria e cerca subito di sfruttarla per percorrere strada in elettrico.

Cosa cambia nel guidare la plug-in rispetto le altre?

Interni e sedili Kuga 2026
Interni con sedili parzialmente bianchi Kuga plug in

Ovviamente c’è da prendere in esame il peso aggiuntivo del pacco batterie, che in parte cambia la dinamica del posteriore. Questo è da interfacciare con il fatto che io abbia provato un’auto con cerchi da 20 pollici, che in ogni caso hanno la loro dimensione da non trascurare. Le sospensioni si comprimono bene e lavorano in modo progressivo ed ho avuto un ottimo riscontro nella fase di percorrenza di curva. L’auto è stabile alle velocità autostradali e sui curvoni, quando l’appoggio della gomma è stabile e duraturo. Non mi sarei aspettato una dinamica del genere e sono stato piacevolmente sorpreso. Al contempo, però, sul pavè è un filo più rigida di quanto mi aspettassi. Ovviamente il cerchio grande le avverte le sconnessioni, così come il peso che “impatta” diretto sulle sospensioni.

Sedili che slittano Ford
I sedili posteriori slittano per garantire più spazio nel bagagliaio

Ovviamente l’agilità viene in parte minata dal posizionamento del pacco batterie, così come altre auto di questo genere. Lo si avverte se si comincia a zigzagare, tanto per dire. Si avverte che l’auto corica maggiormente di lato e si stressa decisamente di più, soprattutto al posteriore. Se poi beccate uno dei classici dissuasori che ci sono per strada, un dosso, si supera agilmente con l’asse anteriore ma con il posteriore la reazione è decisamente più secca.

Prova su strada Ford Kuga 2026 plug in
La prova su strada di nuova Ford Kuga 2026 plug in

Prezzo e conclusioni dopo la prova: Ford Kuga 2026 promossa?

Ford Kuga 2026 anche dopo questa prova si è dimostrata un’auto piacevole da guidare e da utilizzare. Riesce ad accompagnare praticamente in ogni situazione e non teme nulla, seppur in termini di capacità pura della batteria oggi si potrebbe fare qualcosa di più.

Cerchi 20 pollici Ford
La Kuga PHEV ha i cerchi da 20 pollici

Il prezzo di listino della versione di Ford Kuga 2026 PHEV come l’ho avuta in prova è di 45.250 euro, IVA inclusa e chiavi in mano. Il prezzo è riferito all’allestimento Titanium, poichè io segnalo sempre quella che è una base di partenza.

Che ne pensi allora di questa nuova Kuga in configurazione PHEV? Fammelo sapere direttamente sui social e non dimenticare di lasciare un like!

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