Solo un paio di mesi fa abbiamo visto l’ingresso sul mercato italiano di Omoda | Jaecoo, ne abbiamo parlato proprio qui: Omoda e Jaecoo arrivano in Italia: stile, fashion e offroad insieme. Stavolta non ci siamo fermati alla presentazione statica ma abbiamo avuto la possibilità di provare in anteprima la Omoda 5, il primo SUV che Omoda ha introdotto sul nostro mercato. Una prova, quella di Omoda 5, che ha lasciato particolarmente stupiti per diversi motivi, tra i quali anche il prezzo.
Abbiamo anche pubblicato il video della prova, direttamente sul canale YouTube Test Driver. Trovi il video qui sotto, ma ricorda di iscriverti al canale: solo così potrai supportarci ed essere sempre aggiornato!
Dimensioni OMODA 5
Con i suoi 4.37 metri di lunghezza OMODA 5 entra di diritto nel segmento C dei SUV. Un segmento anche particolarmente combattuto, poichè sono parecchie le proposte attualmente in circolazione (come Nissan Qashqai: Nissan Qashqai 2024: la giapponese si rinnova e conferma l’e-POWER). Quel che lascia pensare della “Cinque” è il suo passo, figlio di una piattaforma che le permette di adottare anche un pacco batterie ed offrire una motorizzazione completamente elettrica: 2.610 mm, per la precisione.

Quando si accede al bagagliaio, rigorosamente tramite portellone elettroattuato poichè i cinesi non si fanno mai parlare dietro in quanto a tecnologia, si hanno a disposizione 360 litri complessivi di volume, che però diventano 1070 nel caso in cui si abbattano anche i sedili posteriori.
Design a prova d’Europa per la Omoda 5
Che il tratto più particolare della Omoda 5 come quella in prova sia la calandra è un dato di fatto, non ci sarebbe nemmeno bisogno di specificarlo. Grande e grossa, che crea una sorta di movimento ed alterna anche punti luminosi grazie ad inserti cromati e riflettenti. Forse è questo il tratto stilistico che più di tutti rende la Omoda 5 un’auto visivamente grande. Perchè se poi ci pensiamo e diamo un occhio più nel dettaglio, il resto delle linee è conforme alle dimensioni. Il lunotto al posteriore è alto, molto inclinato e con un doppio spoiler. Praticamente siamo avanti alla metà alta di un’auto sportiva, che con l’unghia nella parte basse e uno spoiler anche elaborato nella parte alta vuole dare un tocco di dinamismo. La metà bassa, invece, ritorna a farci percepire le proporzioni di un SUV.

Mentre le luci di posizione a LED anteriori sono sottili e incassate sotto al cofano, dove ci sono delle piccole prese d’aria, quello che lascia forse un po’ più perplesso è il posizionamento dei gruppi ottici principali. Sono agli angoli del paraurti sensibili agli urti. Si rischia quindi di rovinarli presto, un po’ come visto su nuova Hyundai Kona tanto per dirne una (l’abbiam provata qui: Prova su strada Hyundai Kona 2023: tutta un’altra auto!). Al posteriore invece il congiungimento degli stop afferma una “larghezza” interessante dell’auto, ma anche i cinesi hanno ceduto alla tentazione degli scarichi finti. Si trovano agli angoli del paraurti.
Interni tecnologici e spaziosi
Se c’è un’attenzione particolare che i cinesi hanno riservato nella progettazione di quest’auto, questa è rivolta ai portaoggetti. Tanti portaoggetti sparsi per l’abitacolo e con il bonus di averne anche uno refrigerato. Si tratta infatti del vano sotto al bracciolo centrale, alto anche a sufficienza per poter alloggiare qualche lattina di una bibita o delle bottigliette di acqua. Ma allo stesso tempo fanno capolino altri vani sul tunnel centrale, che ha di fatto due piani. Nella parte inferiore il vano più grande, che somiglia a quello di un’auto elettrica e ricorda come questa piattaforma abbia anche la possibilità di un’alimentazione del genere.

Tra i tratti distintivi potremmo parlare del volante, ma non per la forma – classica nonostante la parte inferiore piatta ed i tasti a pannello sulle due razze – quanto per lo spessore. La corona è infatti stretta e per i primi metri alla guida è curiosa da provare. Nulla di trascendentale ovviamente, ci si fa subito l’abitudine. I sedili hanno il poggiatesta integrato e sono spaziosi, così come un buono spazio è stato riservato ai passeggeri dietro, che hanno a disposizione centimetri a sufficienza per le ginocchia.
Multimedialità e sistemi di assistenza
Nemmeno a dirlo la parte elettronica di questa Omoda 5 è quasi definibile una sorta di fiore all’occhiello. Da un lato per la presenza di un doppio display da 12.3 pollici sulla plancia, dall’altro per la presenza di numerosi sistemi ADAS di assistenza alla guida (se non sai di che si parla abbiamo una guida completa qui: Sistemi ADAS: cosa significano le sigle e come funzionano?).

In realtà i due display, uno per la strumentazione ed un secondo – stavolta sensibile al tocco – per l’infotainment, sono integrati nella stessa cornice e sono quindi una sorta di corpo unico. La strumentazione offre una vista semplice e chiara delle informazioni, seppur in alcuni casi sembrino posizionate un po’ a caso all’interno del layout di schermo. Il sistema multimediale ha invece tutti i comandi per le macroaree a disposizione nella parte bassa, compreso quello del climatizzatore. Questo viene richiamato con una piccola icona, da puntare bene durante la guida e che per giunta chiede di uscire momentaneamente da Apple Car Play o Android Auto (entrambi wireless) qualora li stiate utilizzando. Per il resto il sistema è fluido, senza intoppi di sorta.
Prova su strada Omoda 5
In effetti è la prova su strada di questa Omoda 5 è il fattore decisivo che ha portato ad avere un’idea ormai chiara di come la firma associata anche a JAECOO abbia lanciato i propri prodotti. Sotto al cofano un motore 1.6 litri da 147 cavalli e 275 Nm di coppia. Una potenza che, viste le dimensioni dell’auto, alcuni potrebbero pensare insufficiente e che porti a consumi eccessivi. Nella realtà tutto si gioca attorno al cambio automatico doppia frizione a 7 marce. Fa un po’ la parte del leone quest’ultimo, poichè aiuta a mantenere rapporti bassi per le prime marce e alti per le ultime, creando un mix idoneo per qualsiasi situazione. Ovviamente non è assolutamente un’auto sportiva e non bisogna trattarla come tale, altrimenti si sbaglia di grosso. Bannati quindi i canonici cinque minuti durante i quali vi si chiude la vena e volete divertirvi.

In compenso un plauso bisogna farlo ad una scelta tutt’altro che scontata: l’architettura delle sospensioni posteriori. Se anteriormente sono montate delle MacPherson, soluzione standard soprattutto per questo segmento di auto, al posteriore trovano invece spazio dei più pregiati Multilink. Sono questi che riescono a dare una maggiore stabilità all’auto ma soprattutto una precisione di guida superiore.
Alla prova del pavè la Omoda 5 risponde bene
In effetti la calibrazione delle sospensioni risponde molto bene alla prova del pavè cittadino. Morbida abbastanza, non fa assolutamente pentire di nulla quando si parla di vibrazioni ad alta frequenza. D’altronde i cinesi hanno una predilezione verso le auto comode, quindi non ci si aspetterebbe altrimenti. Non è però morbida al punto da essere cedevole, seppur abbia l’estensione delle sospensioni un po’ aperta al punto che sugli avvallamenti autostradali si concede una ondulazione in più.

Quel che abbiamo notato nel corso della prova di Omoda 5 è un leggero ritardo nello sterzo, dovuto chiaramente alla morbidezza anteriore. Un fenomeno che si evidenzia solo forzando la mano, con zigzag impegnativi che – ovviamente – siamo chiamati a fare per cercare di saggiare bene la dinamica di un’auto quando la proviamo. Nulla di trascendentale chiaramente, perchè è un fenomeno innescato appositamente. L’auto in generale si guida bene ed in modo confortevole, isolandosi bene dall’esterno grazie ai doppi vetri, anche se meno dal motore.
Prezzo Omoda 5 Comfort e Premium
Sono solo due gli allestimenti possibili per la Omoda 5 e prendono il nome di Comfort e Premium. Il primo – Comfort – è un ingresso in gamma che in realtà ha già tutto a disposizione, soprattutto dal punto di vista dell’elettronica. Il prezzo di attacco di Omoda 5 Comfort è di 27.900 euro, che nel caso in cui si opti per la versione Premium passano a 29.900 euro. Poche le discriminanti per l’allestimento superiore, tra cui l’impianto audio Sony ed il tettuccio panoramico.











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