L‘impatto ambientale e la sostenibilità rappresentano dei temi fondamentali al giorno d’oggi. Tutti cerchiamo di essere più green acquisendo comportamenti sostenibili. Anche le case costruttrici seguono questo filone, cercando di realizzare processi a basso impatto ambientale unito alla creazione di motorizzazioni maggiormente sostenibili (ibride o elettriche). Ad oggi le motorizzazioni elettrificate rappresentano un’ottima alternativa rispetto alla controparte termica, in termini di prestazioni ed autonomia. Ma non è detto che questa sia l’unica strada percorribile. Basti pensare che Ferrari ha appena brevettato un motore “speciale”. Un 6 cilindri in linea biturbo alimentato ad idrogeno.

Caratteristiche tecniche del motore ad idrogeno di Ferrari

Un motore ad idrogeno presenta uno schema di funzionamento differente rispetto ad i motori tradizionali a cui siamo abituati. Una delle prime differenze riguarda il serbatoio e lo stoccaggio dell’H2. In Ferrari si è scelto di utilizzare idrogeno gassoso, che necessita di essere stoccato a circa 700 bar (circa il triplo del metano). I serbatoi sono realizzati in più strati di materiali compositi e sono generalmente di forma cilindrica per distribuire al meglio le pressioni. Per saperne di più sulle varie tipologie di stoccaggio dell’idrogeno, leggi: Stoccaggio dell’idrogeno a bordo dei veicoli.

Ferrari ha scelto di abbandonare il concetto dei motori a V a favore di un propulsore a 6 cilindri in linea. La configurazione in linea è più vantaggiosa per disporre il serbatoio di idrogeno ai lati del blocco motore. Un’altra particolarità del propulsore è che esso è disposto “sottosopra“, concettualmente al contrario rispetto alla disposizione che conosciamo. Ma perché realizzare ciò? Il motivo è prettamente aerodinamico. Realizzando un motore “sottosopra” si riesce a montare la trasmissione in modo tale che essa sia più alta rispetto al motore, realizzando quindi uno scivolo estrattore (o anche detto diffusore) maggiorato che migliora la deportanza e conseguentemente l’aderenza. Questa scelta è fondamentale nei veicoli a passo corto per garantire un’elevata deportanza.

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Con questa disposizione si migliora l’effetto del diffusore

Le tecniche di sovralimentazione

Il brevetto contiene dati tecnici riguardanti una Ferrari compatta, ibrida con un motore elettrico sull’asse anteriore ed il motore biturbo ad idrogeno sull’asse posteriore. Per sovralimentare il motore, i tecnici del cavallino rampante hanno ipotizzato diverse configurazioni. Per energizzare i gas si possono sfruttare due compressori centrifughi coassiali montati sui lati, alimentati dal motore elettrico anteriore oppure da un sistema detto MGU-H (Motor Generator Unit – Heat, utilizzato anche in Formula 1) che sfrutta il calore dei gas di scarico per accumulare energia elettrica che viene stoccata in una batteria. Quando richiesto, viene prelevata questa energia per alimentare i compressori.

Se ti interessa la sostenibilità e l’alimentazione ad idrogeno, leggi: Le ultime novità sull’idrogeno!

L’utilizzo di idrogeno come vettore energetico da parte di Ferrari potrebbe essere un primo grande passo verso un mondo più sostenibile. Pensi che nel futuro le auto ad idrogeno seguiranno uno sviluppo simile a quello delle auto elettriche? Facci sapere la tua opinione sui nostri canali social dedicati!

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