Quando si parla di auto elettriche ci sono diversi concetti che subito arrivano alla mente. Da un lato le prestazioni assolute, fatte di scatti immediati, dall’altro l’economia di carica che ti porta a risparmiare batteria ad ogni costo. Sembra quasi che le auto elettriche non possano essere sportive. Ma Tesla, fin dal principio, non è stata di questo parere e l’ha dimostrato nel corso del tempo. La nuova Tesla Model Y Performance 2026 è la prova tangibile che la firma americana è avvezza alla sportività, che è vicina al concetto di poter proporre un’auto che sia divertente da guidare. Un SUV elettrico che vuole offrire i migliori contenuti possibili, ma fruibili in modo emozionale. C’è riuscito? Andiamo per gradi.
Il video della prova di nuova Tesla Model Y Performance 2026 è già online sul canale YouTube Test Driver. Qui sotto lascio il player con il video, così da poterlo gustare direttamente. Ricorda di iscriverti al canale, così da essere sempre aggiornato e supportare tutto il lavoro dietro la creazione di ogni singolo video!
Design più aggressivo, a favore di aerodinamica
In passato ho già portato in prova la Tesla Model Y di nuova generazione, la Juniper come viene chiamata. In quel caso era la AWD Dual Motor (trovi la prova qui: Prova nuova Tesla Model Y Juniper 2025: migliorata sì, ma in cosa?) e già ne avevo apprezzato alcuni dettagli. La versione Performance ha però quel quid in più, quel tocco di design che la differenzia ma che, allo stesso tempo, alza l’asticella. Seppur esteticamente siano simili, la Performance può godere di dettagli specifici che ne migliorano l’aerodinamica. Tra questi i paraurti specifici sia anteriore che posteriore, così come il grande estrattore posteriore. Guadagna uno spoilerino in carbonio direttamente alla base del grande lunotto, segno ormai distintivo di questa versione.

Lo sviluppo orizzontale di queste linee aiuta ad avere un’idea di auto ancora più piantata a terra, come se fosse costruita tutta d’un pezzo. Fa le spalle grosse e non le è nemmeno troppo difficile, considerando che il posteriore ha una tre quarti molto marcata ed un portellone bagagli che taglia di netto, verticalmente, la carrozzeria. Proprio lì dove c’è uno dei particolari di questa Model Y che apprezzo maggiormente: la luce di posizione posteriore. Si allunga da lato a lato ma illumina con una luce passiva il fascione posteriore. Questo perchè la sorgente di luce non è visibile, si vede solo la zona che invece viene illuminata. Dettaglio non da poco e che crea un effetto luminoso diffuso estremamente interessante.
Immancabili le maniglie a scomparsa che puliscono notevolmente il fianco, nonostante le porte di generose dimensioni. Aiutano a rendere fluida la Model Y nonostante la lunghezza di 4,80 metri ed un passo di 2,89 metri. Per chiudere il quadro, nel caso in cui servisse, il badge Performance si fa strada al posteriore tanto per non farsi mancare nulla.

Interni comodi e spaziosi
Ci sono ovviamente dei dettagli, nell’aura di eleganza e sobrietà fatta dalla più completa assenza di comandi fisici superflui che caratterizza sia la Model Y che più in generale le Tesla, che differenziano la variante Performance dalle altre presenti in gamma. Uno su tutti è sui sedili: il richiamo al badge Performance. Evidente e ben posizionato, tra l’altro su sedili che raramente ho trovato così comodi. Questi sono sia riscaldati che ventilati, di un bianco incredibilmente candido (ma attenzione a non sporcarli, che questi colori sono delicatissimi) e che accettano comodamente tutte le corporature. Trattandosi di una Performance mi sarei aspettato dei fianchetti ancora più pronunciati, ma hanno preferito puntare sicuramente sull’adattabilità.

Così come all’esterno il carbonio è presente anche internamente. Di preciso sono in questo composito il fascione sulla plancia ed i pannelli interni alle porte. Tra l’altro carbonio con trama a vista, richiamo in realtà al mondo delle competizioni e del premium, ma con finitura opaca. Questa può piacere o non piacere a seconda dei gusti, perchè solitamente la fibra di carbonio siamo abituati a vederla con finitura lucida. Allo stesso tempo la pedaliera sportiva in alluminio riesce a dare quel mix di tocco elegante e sportivo.
Il format degli interni poi è dichiaratamente Tesla. Le forme, le dimensioni, il posizionamenti dei comandi e degli accessori. La plancia praticamente è identica – ad esempio – alla Model 3 RWD che ho provato (qui trovi tutta la prova: Prova nuova Tesla Model 3 RWD: la meno costosa, ma già ha tutto), con la differenza che arriva esclusivamente nei portaoggetti. Essendo la Model Y fisicamente più alta, i vani sul tunnel centrale sono di conseguenza più profondi. Meglio, perchè tanto lo spazio non è mai abbastanza in auto. Poi confermati i due portabibite ed il doppio slot per la ricarica ad induzione dei telefoni.

Lo spazio a bordo non è da sottovalutare anche per chi siede dietro, che trova anche un tunnel centrale piatto per accomodare meglio il terzo passeggero. Confort non da poco, che si affianca alla discreta imbottitura del sedile (i laterali sono più comodi, ammetto!).
Di stampo tipicamente Tesla anche il volante, con le due classiche rotelle sulle razze e qualche tasto a sfioramento. Tutto si regola elettricamente, dalla posizione del volante stesso ai sedili, mentre le frecce adesso hanno una leva fisica e non più tastini sul volante.
Interessanti poi i volumi di bagagliaio e frunk anteriore, immancabile su una Tesla che di fatto è stata l’ideatrice di questo ulteriore vano bagaglio. 822 litri per il bagagliaio posteriore, espandibili fino a 2022 litri, ma con ulteriori 116 litri disponibili con il frunk.

Tecnologia alla sua massima espressione
Fin dal primo giorno Tesla è stato un brand associato non solo alle auto ma anche alla tecnologia, della quale ogni modello è una specie di rappresentante. La Model Y Performance 2026 in prova non è da meno, ma anzi punta a far alzare l’asticella. Questo perchè il grande display al centro della plancia, l’unico a disposizione poichè ricordo che non c’è alcuna strumentazione di tipo tradizionale (tutto è spostato proprio su questo grande tablet), è cresciuto fino alla diagonale da 16 pollici, con una densità di pixel sensibilmente più alta che in passato. Questo significa avere un display che permette bene di vedere tutte le informazioni, anche quelle con i caratteri più piccoli. Qui però c’è rigorosamente da fare una specifica, perchè alcuni dettagli avrebbero potuto abbracciare maggiormente l’idea automotive piuttosto che tecnologica. Ne è l’esempio l’orologio, piccolo e decentrato nella parte alta del display.

Attraverso il tocco delle dita può essere comandato tutto, con un menù che ha una distribuzione delle informazioni semplice ma estremamente variegata. Ci sono molteplici voci da selezionare sulla Model Y, merito anche delle possibili regolazioni della dinamica, quasi al punto da potersi perdere. Sicuramente un minimo di adattamento è necessario. Immancabili i giochi per sfruttare i tempi morti durante la ricarica, che possono essere usati anche sul display 8 pollici posteriore. Questo è dietro al tunnel centrale, utilizzabile dai passeggeri seduti dietro. Certo è posizionato un po’ in basso e non idoneo a chi ha mal d’auto, ma offre anche l’opzione di vedere video in streaming su piattaforma come YouTube.
Tra le varie opzioni tecnologiche la modalità Sentinella è sicuramente una delle più apprezzate su Tesla. Una serie di telecamere sorvegliano il perimetro dell’auto e registrano qualsiasi movimento, anche semplici persone che si avvicinano all’auto. Vengono infatti riconosciute come sagome umane e “allertano” la centralina, che salva così il video del passaggio. Giusto per sicurezza, non si sa mai…
Tesla Model Y Performance 2026 alla prova dei fatti

Seppur per qualcuno associare l’idea di “performance” ad una motorizzazione completamente elettrica possa far storcere il naso, ad onor del vero Tesla è sempre stata avvezza a questa combo. Le versioni ad alte prestazioni delle Tesla sono sempre esistite e questa nuova Model Y Performance in prova ne è un ulteriore esempio. Vanta una coppia di motori, uno per asse così da avere anche la trazione integrale e sviluppare una potenza massima di 460 cavalli. Cavalleria che comunque si sente, anche se addomesticata non poco dalle varie modalità di guida più conservative.
L’impostazione Soft per l’accelerazione è quella che mi sento di consigliare per la maggior parte del tempo, poichè anche l’attacco della trazione è più pacato e gestibile in contesti come quello del traffico urbano. Diverso il discorso in Insane, che è la modalità più spinta: qui il potenziale espresso è notevole e l’effetto ti attacca al sedile è garantito, soprattutto in partenza. Tra l’altro quest’ultima modalità permette anche di attivare il Launch Control, per coprire lo 0-100 km/h nei 3,5 secondi dichiarati.

Per capire quanto un motore elettrico sia reattivo basta giocherellare con l’acceleratore. Ho provato a picchiettare sul pedale generando degli on-off, avendo in risposta una reazione immediata. Proprio nel caso in cui un motore termico, specie se turbo, sarebbe stato molto più sopito.
Dinamica di guida da personalizzare
Il bello della versione Performance di Model Y è che puoi impostare dei parametri di modalità di guida per personalizzarla come meglio ritieni opportuno. Questo partendo dalle impostazioni più banali come l’intensità del recupero di energia in frenata – che una volta fatta l’abitudine diventa quasi l’unica modalità di frenata che vorrete – fino alla risposta delle sospensioni. Ecco, su quest’ultimo dettaglio voglio soffermarmici un momento in più.

La Tesla Model Y Performance 2026 in prova ha i cerchi da 21 pollici. Belli, grandi, con un piccolo accenno di tocco aerodinamico. Questi possono avere un impatti sui consumi, sulle inerzie e sulla stabilità, ma soprattutto sul confort. Strano ma vero nella modalità più morbida le sospensioni permettono di digerire anche il pavè, segnale che sono ben calibrate. Un’auto omologa con cerchi da 21 e sospensioni non elettroniche vi porterebbe sicuramente a stracciare più ruote e patire anche un po’ le pene dell’inferno, mentre la Model Y Performance sembra essere piuttosto a proprio agio. E però si seleziona la modalità più dura il discorso cambia di netto. L’auto è più sostenuta e molto lavoro in curva lo fanno anche gli pneumatici, che sono dei Pirelli PZero. Rolla un po’ e l’inerzia si sente, ma d’altronde ricordiamo che non si tratta di un peso piuma.

Ma c’è un contro piuttosto evidente sulle Tesla, che ho avuto modo di verificare su diversi modelli, anche sulla Model 3 che vi ho portato recentemente in prova. Si tratta del raggio di sterzo, che non è dei migliori. Chiede qualche manovra in più nel caso in cui dobbiate parcheggiare, o magari in una inversione a U.
Consumi Tesla Model Y Performance 2026 e prova di ricarica
Su questa Model Y Performance 2026 hanno aggiornato il pacco batterie, che adesso è da 82,1 kWh lordi (circa 77 kWh netti), ma con gli stessi ingombri della batteria. L’autonomia che dichiara Tesla è di 580 km per questa versione, ma in termini di consumi io mi sono trovato in un’ampia varietà di situazioni.

Da un lato a 136 km/h fissi in autostrada mi ha consumato medie di 21 kWh/100 km, mentre abbattendo la velocità a “soli” 120 km/h il consumo si è assestato a circa 16-16,5 kWh/100 km. In città ho realizzato interessanti valori, perchè avendo il piedino leggero e con una serie di condizioni attorno favorevoli ho avuto anche medie di 11 kWh/100km. Più veritiero però è un consumo di circa 13,5-14kWh/100km, in relazione ad un uso senza troppi pensieri e con altri sistemi dell’auto accesi. In strada statale con condizioni eccezionali, a velocità di circa 60 km/h ho visto i 10 kWh/100 km, un consumo semplicemente strepitoso in relazione alla tipologia di auto. Anche qui però parlo di condizioni vantaggiose, mentre nella quotidianità sono stato sui 13-41 kWh/100 km.
Alla colonnina la Model Y Performance accetta fino a 250 kW di potenza in corrente continua, nominalmente. Ho raggiunto circa 240 kW con batteria preriscaldata e carica al di sotto del 20%, mentre nella normalità viaggiavo tra i 140 ed i 220 kW in base allo stato di carica.
Prezzo e conclusioni

In definitiva la Tesla Model Y Performance 2026 come quella in prova è un’auto sì divertente e prestante. Certo non ci andrei a fare un track day in pista perchè le masse in gioco sono importanti e non ritengo l’impianto frenante dimensionato per l’uso in pista (ma quello non ce l’ha quasi nessuna auto…), ma è una compagna di quotidianità valida e che fa togliere numerosi “sfizi”. Per portarla a casa il prezzo di listino è di 62.000 euro circa.
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