La pandemia ed il settore auto

La pandemia da COVID-19 ha colpito tutti i settori industriali al mondo e non solo, di conseguenza anche quello automobilistico. Purtroppo la rielaborazione – su scala mondiale – di alcune dinamiche di approvvigionamento ha portato degli effetti collaterali. A tal proposito l’impennata nelle richieste di computer, smartphone ed accessori elettronici ha causato una carenza nelle forniture di chip. Questo non può che riversarsi a pieno titolo nell’automotive, visto che l’elettronica ormai la fa da padrona nelle auto moderne.

Carenza di chip per auto: il problema

I colossi che producono componenti elettronici si trovano di fronte ad un’altissima richiesta di componenti nuove. Servono per PC, smartphone e apparecchi senza i quali smartworking, didattica a distanza ed affini non potrebbero continuare. Insomma, l’elettronica di consumo viene prima dell’automotive, come già potrebbe far intuire il nome. Il problema è che questa crisi la stanno pagando i Costruttori Auto, che ritardano o addirittura bloccano la produzione per mancanza di componenti. Molti sono i marchi che stanno subendo ritardi: Volvo, Ford e Nissan sono solo alcuni, ma è chiaro che se la cosa non si dovesse risolvere a breve la lista ingloberebbe tutte le Case Auto.

Le conseguenza dei ritardi nelle forniture

A farne le spese di questi ritardi sono anche i consumatori finali. Chi ha ordinato un’auto ha visto, o potrà vedere a breve, lo slittamento della data di consegna anche di cinque o sei mesi rispetto le previsioni. Un danno notevole che rimescola le carte in gioco e potrebbe portare anche alla più classica “beffa” oltre al danno: i consumatori, infuriati, potrebbero addirittura ritirare gli ordini già schedulati. Questo per le Case significa perdita non solo di fatturato, poiché il consumatore non acquista più l’auto, ma anche necessità di dover rimborsare le cifre anticipate.

Come se non bastasse…

Il perdurare della crisi mondiale però sta creando una serie di effetti a catena, un problema dopo l’altro. Oltre ai chip è iniziato a scarseggiare il materiale per l’imbottitura dei sedili, così come anche i container sono ormai merce rara su scala globale. Questo potrebbe innescare ritardi ancora più gravi e serie difficoltà logistiche, che per essere ripristinate occorrerà del tempo.

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