Continua la corsa alla decarbonizzazione e si sente sempre più parlare di eFuels, biocarburanti e idrogeno. Chi ne sta pagando le conseguenze però è il motore diesel, che sta comparendo sempre meno nelle schede tecniche delle nuove auto presentate. Le motorizzazioni diesel tuttavia restano la principale scelta di molti utenti, specialmente per coloro che arrivano a percorrere decine di migliaia di chilometri l’anno. Per questi utenti esiste una valida alternativa che permette di ridurre notevolmente le emissioni di CO2 senza rinunciare ai motori a gasolio. Questa alternativa è il carburante HVO, che sta per Hydrotreared Vegetable Oil (in italiano: Olio Vegetale Idrotrattato).

Le principali caratteristiche del carburante HVO

Il carburante HVO sfrutta prevalentemente materie prime di scarto, come olii da cucina esausti e grassi minerali. A differenza dei biocombustibili dunque, non si utilizzano terreni per produrre direttamente gli olii che servono per la produzione dei combustibili. Ciò ovviamente toglierebbe terreni utili alle filiere agroalimentari, il che comporterebbe una riduzione della produzione annua di cibo. Con gli HVO però si possono sfruttare terreni degradati che non potrebbero essere utilizzati dalle industrie agroalimentari.

Il carburante HVO ha un potere calorifico (quantità di energia ricavabile dalla combustione di 1 kg di carburante) simile a quello del gasolio. Ha un numero di cetano alto – il numero di cetano non è altro che un indicatore del comportamento del combustibile in fase di accensione – il che si traduce in una buona combustione, soprattutto nelle partenze a freddo, e una minore rumorosità. L’HVO non può essere utilizzato in tutti i motori diesel, ma bisogna controllare sul libretto di uso e manutenzione che ci sia la sigla XTL. I motori dei quali già si conosce la compatibilità sono tutti i TDi di ultima generazione del gruppo Volkswagen, diversi motori Toyota – tra cui quelli equipaggiati sul Proace e sui nuovi pick-up Hilux – e i motori diesel Peugeot e Citroen

HVOlution di Eni

Uno dei promotori di questo bio Diesel è il colosso Eni, che in oltre 600 stazioni di rifornimento Eni Station ha già reso disponibile il carburante HVOlution. Potete infatti consultare il sito di Eni Station per trovare la stazione di rifornimento più vicina a voi. Inoltre, fino al 31 dicembre 2023 sarà possibile acquistare l’ HVOlution nelle Eni Station ad un prezzo di 10 centesimi inferiore rispetto al gasolio tradizionale. Secondo i dati dichiarati da Eni, col loro carburante HVOlution si possono ridurre le emissioni di CO2 per valori compresi tra il 60 e 90%.

Mappa HVOlution Italia
Mappa delle Eni Station in Italia che erogano HVOlution

Molte università hanno pubblicato articoli su studi condotti sull’utilizzo di HVO nei motori tradizionali. Come ad esempio lo studio condotto dalla University of Life Sciences and Technologies della Lettonia. In molti studi si evidenzia una riduzione notevole delle emissioni di CO2, ma non altrettanto notevole per quanto riguarda gli NOx e gli idrocarburi. Inoltre, in alcuni casi si è verificata anche una riduzione di circa il 5% dei valori di coppia e potenza.

E tu cosa ne pensi di questo carburante rinnovabile? Lo proverai con la tua auto a gasolio? Facci sapere la tua opinione sui nostri canali social, condividi la notizia e lasciaci un like!

Rispondi