La piccola roadster iconica di Mazda ormai ha qualche anno sul groppone, diciamocelo. La MX-5 ND che conosciamo tutti, adesso per giunta disponibile solo con la motorizzazione 1.5 litri e non più con il più grande 2.0, ha ormai una decade di distanza dal suo primo lancio. Qualcosa però si sta muovendo ed una nuova Mazda MX-5 NE potrebbe arrivare in qualche anno. Ma la domanda sarà: con che motore?
Noi ovviamente abbiamo provato la piccola roadster in tutte le sue configurazioni. L’ultima prova, quella con il motore 1.5, la trovi direttamente qui: Prova Mazda MX-5 2023: la 1.5 è la migliore di tutte?
La Mazda MX-5 NE si farà
Impensabile credere che Mazda si lasci scappare l’opportunità di continuare la stirpe della MX-5 grazie ad una nuova generazione. Questa però deve essere pesata e ponderata con grande attenzione. Mai come in questo periodo un nuovo progetto rischia di stravolgere completamente il concetto stesso che ha dato vita alle precedenti generazioni, cosa che il costruttore di Hiroshima non vuole assolutamente. Ma quindi cos’è che impedisce l’arrivo – in tempi relativamente brevi, sia chiaro – di una nuova Mazda MX-5 NE? A quanto pare è la scelta della motorizzazione a far sorgere qualche perplessità.
Motore ibrido: si o no?
Più andiamo avanti con gli anni e più le normative in fatto di emissioni per singolo modello e per gamma di modelli diventano severe. In un mondo che punta all’elettrificazione di ogni cosa abbia delle ruote ed un motore, è plausibile che anche la futura generazione di Mazda MX-5 NE – sigla che sostituirà la attuale ND – avrà un qualche supporto elettrico. Stando a quanto riportato dai colleghi di AutoRAI Mazda vorrebbe pensare anche ai biocarburanti, ma attualmente le infrastrutture sono troppo poche e rifornire sarebbe un grosso problema. Spazio dunque all’elettrificazione, ma fino a quale livello?
Pensare ad una variante full hybrid di Mazda MX-5 potrebbe snaturare quelle caratteristiche di piacere di guida che hanno da sempre caratterizzato la piccola due posti giapponese. Un sistema con batteria aumenterebbe il peso e potrebbe sì rendere l’auto molto più reattiva, ma allo stesso tempo meno piacevole da guidare. La sfida è ardua e non banale, soprattutto per l’eredità che dovrebbe raccogliere una futura generazione. Tutto si giocherà su quel “fine tuning”, sulle regolazioni ed il risparmio di grammi topici un po’ ovunque per cercare il perfetto bilanciamento e piacere di guida che da sempre ha offerto la Miata. Solo il tempo ci darà la risposta.
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