Fate spazio alla soft top per eccellenza
Sì, Mazda MX-5 è la soft top per eccellenza. Non perchè è arrivata alla quarta generazione con questa ND. Non perchè continua ad essere un’auto nuda e cruda in un mondo di auto ormai filtratissime dall’elettronica. Semplicemente perchè ha fatto la storia. Milioni di esemplari venduti, auto con oltre 20 anni sulle spalle sono ancora circolanti ed una community di utenti che la ama quasi visceralmente. D’altronde se Mazda ha fatto un Guinness World Record per il raduno di auto più numeroso riferito ad un singolo modello, un motivo deve esserci, no? E così la prova della Mazda MX-5 2023 assume un sapore d’altri tempi per certi punti di vista, nonostante sia serenamente figlia anche della tradizione contemporanea.
Puoi vedere anche direttamente la prova in video sul canale Youtube, al quale ti consiglio di iscriverti così potrai essere sempre aggiornato!
Piccola, bassa, raccolta. Ma che proporzioni!
Come da tradizione, Mazda MX-5 resta in ogni caso un’auto piccola. Le dimensioni della roadster di Hiroshima segnano una lunghezza di 3.915 mm, ma con un’altezza di 1.225 mm. Se prendiamo esclusivamente la produzione storica Mazda, tanto per capirci, è alta più o meno quanto una Mazda RX-7 (sì, quella del primo “The Fast and the Furious”…), mentre è 12 cm più bassa di una Mazda RX-8.

Sono però le proporzioni di questa Mazda MX-5 ND 2023 a lasciare a bocca aperta. Basta guardarla di lato per vedere uno stile da sportivetta classica. Abitacolo arretrato e quasi sull’asse posteriore, cofano anteriore lungo ed asse anteriore spostato di conseguenza in avanti, cofano corto (ed il bagagliaio è infatti di soli 130 litri). Vero che la capote in tela fa il suo effetto, ma è in open space che la MX-5 assume la forma definitiva. Solo il parabrezza ed il montante A superano la linea di cintura. Tutto il resto è una grande pulizia delle linee, tipica del Kodo Design di Mazda.
LED e…antenna a vista
Forse uno dei dettagli più personali della piccola Mazda MX-5 2023 come quella in prova è l’antenna della radio. Si erge dritta sul passaruota posteriore destro, traballando così a destra e sinistra in balìa delle forze g. Divertente e simpatica da vedere, seppur in tanti la sostituiscano con una variante fissa e lunga solo pochi centimetri. Io la trovo una particolarità, ma sono gusti personali meramente estetici.

Intanto su un’auto del 2023 non potevano assolutamente mancare i fari a LED, che quindi fanno capolino anche sulla piccola Miata. Gruppi ottici sia anteriori che posteriori piuttosto affilati, che da un lato seguono perfettamente le linee inclinate del muso e dell’altro il solido posteriore. C’è poi il discorso cerchioni. Nel modello di Mazda MX-5 2023 in prova i cerchi sono da 16 pollici, ma sono in opzione anche quelli da 17″. Strano ma vero anche la misura inferiore non sfigura. Merito di un passaruota contenuto e di un cerchio che si sposa perfettamente con le proporzioni complessive. Su di un SUV sarebbero stati orribili poichè visivamente microscopici in relazione alla stazza dell’auto, ma su una piccola due posti come la Miata sembrano quasi grandi.
Prova interni Mazda MX-5 2023: due posti secchi e…basta
Che l’interno della MX-5 sia relativamente piccolo è un dato di fatto. Scontatissimo davvero, considerando le dimensioni generali dell’auto. Però, fermo restando che una volta tirata giù la capote in tela – blu nel caso della Mazda MX-5 2023 in prova – il mondo stesso diventa il nostro abitacolo, pur restando chiusi lo spazio vitale è sufficiente. Ci si siede e si allungano le gambe sotto la plancia, dove seppur incassate hanno uno spazio interessante per muoversi. Ovviamente la plancia deve sottostare a qualche adattamento tipo la mancanza del cassetto portaoggetti, che infatti è stato spostato al centro dei due sedili.

I particolari che per subito saltano all’occhio della due posti giapponese sono in assoluto il freno a mano ed il cambio. Entrambi sul tunnel centrale, ma il freno a mano a leva è davvero spostato verso il passeggero, quasi se lo dovesse tirare su direttamente lui. E poi è estremamente verticale, quasi a ricordare un po’ i freni a mano idraulici che si usano sulle auto da drifting. Molto simpatico da vedere e…stranamente ergonomico da utilizzare. Poi c’è il cambio manuale, con leva corta e perfettamente centrata. Un must per quest’auto.
Elettronica sì, elettronica no. Qui è no!
In sostanza la domanda è: perchè si acquista una Mazda MX-5? Per la fama; per la guida; per il divertimento; per la sensazione di libertà; per il gusto di guardarla. Insomma non si acquista per la dotazione elettronica, sia perchè stonerebbe con il suo richiamo analogico alle auto “nude e crude”, sia perchè…in effetti di elettronico ha poco. La plancia è mutuata perfettamente dalla cittadina Mazda 2 (della quale trovate qui la prova: Mazda2 2023: restyling per la piccola ammiraglia), nel bene e nel male. Asimmetrico il design delle bocchette climatizzatore, che ammetto di apprezzare poichè si unisce bene alle linee della plancia stessa, ma con display 7 pollici per l’infotainment e strumentazione quasi esclusivamente analogica. Se sulla Mazda 2 può stonare, sulla Miata è un qualcosa che invece ha senso di esistere se si pensa all’auto in quanto tale. MX-5 non vuole accecare con mirabolanti display da millemila pollici e guida quasi autonoma.

Lo stesso climatizzatore a tasti e manopole lo apprezzo. Non avrei assolutamente trovato contestualizzato un grande display infotainment o una strumentazione completamente digitale. Basta l’elegante retroilluminazione bianca, il piccolo display e le lancette a segnalare tutto ciò di cui si ha bisogno. L’unica pecca sta, a mio parere, nel non avere Android Auto wireless come invece lo è Apple Car Play.
Prova su strada Mazda MX-5 2023
Devo ammettere che in tanti mi hanno tessuto le lodi del motore 1.5, motivo per il quale sono stato curioso di provare la Miata in questa configurazione. Il mille-e-cinque benzina è un quattro cilindri aspirato, come da tradizione Mazda, da 132 cavalli e 152 Nm di coppia massima, per giunta montato longitudinalmente nel cofano. D’altronde lo spazio in lunghezza c’è, perchè non sfruttarlo?

Seppur la potenza sembri poca bisogna contestualizzarla con il peso attorno alla tonnellata, fattore che rende in assoluto i giochi più divertenti. Mettersi alla guida di questa MX-5 con motore da un litro e mezzo significa capire lo spirito intimo e ricercato della Miata. Un aspirato che mura a 7.500 giri e che gode di una schiena di erogazione lineare fino a circa 7.000 giri, dopo i quali cede alla fatica. Una potenza non eccessiva ma che garantisce divertimento senza rendere la trazione posteriore pericolosa. Sì, perchè la roadster è una trazione posteriore e come tale chiede un minimo di adattamento.
La potenza è giusta per non spaventare, così come per non mettere in difficoltà i conducenti di tutte le esperienze. Il range di giri a disposizione è così ampio che si può gestire una marcia a proprio piacimento ed il sound è coinvolgente, nonostante la cubatura relativamente piccola. Sembra il motore fatto ad hoc per quest’auto, ma peccato per l’assenza del differenziale autobloccante. Una scelta voluta forse per contribuire a questa docilità di guida? Potrebbe darsi, considerando che in caso dovesse partire il posteriore la derapata non viene accentuata.
Uno dei cambi manuali più belli in commercio, per un’auto insospettabilmente alta!
Meraviglioso è uno degli aggettivi che forse riescono lontanamente a far capire cosa si provi ad utilizzare il cambio manuale della MX-5. Leva corta, innesti secchi e precisi, rapido negli inserimenti ma soprattutto meccanico. Senti quel clang ed avverti sotto il palmo della mano che è stata innestata la marcia che hai scelto. Mazda ha una tradizione di cambi manuali veramente interessante, ma con la piccola roadster si è senza dubbio superata. Lo penso da tempo e questo è uno dei sistemi manuali più godibili che abbia mai provato.

Durante la prova di questa Mazda MX-5 2023 l’evidenza è stata quella di un’auto davvero tuttofare. Non essendo stata concepita come una sportiva estrema ha un’altezza da terra ed un setup sospensivo molto accomodanti. Le imperfezioni stradali – o meglio le miniere a cielo aperto che troviamo in giro per le grandi città, diciamocelo! – passano sotto le ruote meglio di auto molto più grandi, complice anche un asse anteriore lontano e che quindi aiuta a distribuire le forze lungo tutto il telaio prima di arrivare all’abitacolo. Strano ma vero anche le rampe non sembrano essere un problema. Se siete abituati ad auto molto basse, che magari chiedono di salire o scendere da eventuali rampe o dislivelli in obliquo, con la MX-5 potreste avere una vita relativamente più semplice. Ebbene sì, è insospettabilmente alto il muso da terra, quindi non striscia così facilmente come si possa pensare.
Prezzo: quanto costa la libertà?
Volutamente provocatoria la domanda inserita nel titolo del paragrafo. MX-5 è in assoluto un’auto con la quale esprimere libertà e spensieratezza. Questo però avviene perchè quasi sempre è da considerare come seconda auto, se si ha famiglia (diverso il discorso di single o coppie senza figli). Viene da sè allora associarla a quei momenti di svago, quegli attimi che ci riserviamo per lasciare tutto alle spalle e concederci un momento tutto nostro. E la Mazda MX-5 si porta a casa con un prezzo a partire da 29.900 euro.











Che ne pensi della piccola Miata? Sei d’accordo con il suo diffuso e innegabile successo? Faccelo sapere direttamente sui nostri social e non dimenticare di lasciare un like!


6 Comments