Con l’arrivo del BYD Seal nel listino della firma cinese, comincia ad allargarsi la gamma di auto che hanno così commercializzato in Italia. Con Seal propongono adesso una berlina sportiva che nasconde un animo tecnologico, così come di consueto per Build Your Dreams (questo il significato in esteso dell’acronimo BYD). La prova in primo contatto di BYD Seal ha poi evidenziato quanto nel mirino ci sia, più o meno esplicitamente – la Tesla Model 3.

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Dimensioni e design: la Seal non passa inosservata

In assoluto il primo contatto visivo con la Seal lascia piacevolmente sorpresi. In quanto a dimensioni la lunghezza è proprio quella di una berlina di segmento D, al limite, con i suoi 4.80 metri, dei quali 2.92 metri sono di passo. Ci sono però dei tratti di stile che sono innovativi ed hanno lasciato spazio di manovra ai designer, al punto da ottenere riconoscimenti dagli IF Awards.

Profilo aerodinamico BYD Seal
La Seal ha un profilo aerodinamico ed un Cd di 0.219

In primis la totale assenza di una calandra anteriore. Niente, solo le due prese d’aria vicino ai fari ed una piccola griglia nella parte bassa. Questo significa che il frontale della Seal è stato liberamente disegnato puntando verso il basso. Un tratto estremamente sportivo così come la gobba sul cofano. Il tocco di stile arriva poi anche dalle luci di posizione agli angoli, che richiamano il concetto di oceano: BYD Seal in prova fa parte di alcune auto che hanno proprio l’oceano come riferimento principale. D’altronde Seal, ricordiamolo, è un termine inglese che in italiano significa foca.

Al posteriore l’ulteriore richiamo arriva da frastagliate luci di posizione che da lontano sembrano a puntini, ma vedendole da vicino sono delle gocce. Sono solo l’estremo laterale di una striscia luminosa rossa che procede da lato a lato, così come un fascione nero.

Logo BYD
Logo BYD sulla Seal

Doppio il bagagliaio: quello posteriore è da 400 litri, mentre arriva in aggiunta anche il frunk anteriore da 53 litri. Quest’ultimo è utile per qualche zaino o borsa morbida, data anche la sua posizione.

L’aerodinamica delle elettriche non si batte in assoluto!

Nel tempo (e nei video) abbiamo speso fiumi di parole su quanto l’aerodinamica delle auto elettriche sia estremamente ricercata. Nel caso di BYD Seal nella prova di primo contatto questo concetto viene estremizzato. Dalle maniglie a scomparsa, che hanno il logo BYD a vista, fino all’estrattore posteriore, alla linea dei montanti, all’assenza di calandra ed ai cerchi da 19 pollici (di serie su entrambi gli allestimenti previsti) quasi pieni. Tutto ha portato ad un risultato eccezionale: un Cd di 0.219. D’altronde se ci pensate non ci sono nemmeno appendici nella parte posteriore, quindi niente può “sporcare” il flusso d’aria.

Vista posteriore della Seal
La vista posteriore con estrattore della nuova Seal

Prova interni BYD Seal

Ci siamo già sbilanciati nel raccontare che il passo della Seal è di 2.92 metri. Questo, viene automatico pensarlo, porta ad uno spazio interno notevole. In effetti è proprio così, perchè indipendentemente da dove ci si siede non si hanno costrizioni per le ginocchia. Accettati e promossi cinque passeggeri dunque, anche perchè il tunnel centrale è piatto nella parte posteriore e non costringe a posizioni strane chi è seduto al centro.

Non ci vuole molto per percepire quelli che sono i dettagli di maggior pregio di BYD Seal, così come la connessione con l’oceano. Le maniglie con vicino i tweeter dell’impianto stereo Dynaudio a 12 altoparlanti ricordano una conchiglia, tanto per dirne uno.

Selettore cambio e tunnel centrale Seal
La Seal ha il selettore del cambio che ricorda un cristallo

Il tunnel centrale è alto ed ha molto spazio a disposizione, in buona parte usato per offrire un doppio pad di ricarica a induzione per smartphone. Solitamente sulle auto ne troviamo solo uno, sulla Seal è doppio, per non trascurare il passeggero anteriore. Anche il bracciolo centrale è molto alto, ma in compenso ha un portaoggetti profondo al suo interno ed un chip NFC per la connessione con l’auto. La qualità percepita a bordo è molto alta, con sedili in pelle vegana e che si fregiano di poggiatesta integrati, quindi ulteriore richiamo alla sportività. Non dispiace per nulla trascorrere del tempo a bordo, perchè seppur il design complessivo è molto più carico di particolari e frastagliato rispetto a quanto ci aspettiamo da produzioni europee, ha un suo ordine.

Tecnologia di bordo: confermato il display rotante

Interni e display BYD
Gli interni con display strumentazione e infotainment BYD

Non è assolutamente la mossa di un supereroe che urla “display rotante!”, ma una firma ormai di BYD come già visto sulla Atto 3 che abbiamo provato qualche mese fa (trovi la prova qui: Prova BYD Atto 3 in anteprima: SUV elettrico cinese con lo schermo rotante. Sulla BYD Seal oggetto della prova di primo contatto svetta grande il display da 15,6 pollici per l’infotainment. Un display che ruota, perchè si può orientare sia in verticale che orizzontale alla pressione di un semplice tasto sia sul display stesso che sul volante. Una genialata che aiuta anche a comandare meglio tutte le funzioni di bordo, considerando che si tratta del centro di comando per tutto, climatizzatore compreso. Bisogna solo stare attenti a non riporre oggetti alti sullo spazio con pad a induzione e passare dalla posizione orizzontale a verticale del display, perchè potrebbero essere d’intralcio.

Abitacolo con sedili sportivi
I sedili sportivi con poggiatesta integrato

Ci sono poi alcune conferme ed altre differenze sostanziali sulla Seal rispetto ad altre produzioni. Tra le differenze citiamo in assoluto il display 10.25 pollici per la strumentazione. Una diagonale che qui in Europa apprezziamo ancora tanto rispetto a display più piccoli.

Conferme poi per la massiccia presenza di sistemi ADAS, che materializzano una guida autonoma di livello 2. BYD non si lascia intimorire e piazza una suite molto completa di sistemi di assistenza alla guida: dal Cruise Control Adattivo ai warning in uscita dal parcheggio, dal monitoraggio angolo cieco e lane keep assist fino alle telecamere a 360 gradi, seppur quelle sotto gli specchietti diano un’immagine leggermente distorta.

Prova su strada BYD Seal

Il primo contatto e la prova di questa BYD Seal li abbiamo fatti con l’allestimento Excellence, di fatto il top di gamma. Ha come frecce al suo arco un doppio motore, uno anteriore ed uno posteriore che concretizzano anche la trazione integrale, totalizzando poi 523 cavalli e 670 Nm di coppia massima. Numeri da sportiva pura, seppur in questo primo contatto lungo le strade di Milano non ci abbiano dato modo di approfondire al 100% le prestazioni dinamiche.

Accelerazione BYD Seal
La targhetta con il tempo di accelerazione 0-100 km/h della BYD Seal

Ciò che è chiaro fin dai primi metri è che la e-Platform 3.0, la stessa che funge da base non solo per la Seal ma anche per Atto 3 e Dolphin, si mostra facilmente adattabile. Allo stesso tempo è chiarissimo, poi, che il sistema AVAS sia notevolmente invadente. Si tratta di un suono che emette l’auto fino a 30 km/h per essere udibile dai pedoni, ma che all’interno del traffico si piazza nelle orecchie, soprattutto per la musichetta scelta!

Alla guida la Seal è molto piacevole, seppur filtrata. Il modello in prova ha le sospensioni adattive, che sono di serie sulla top di gamma, quindi non ci sono particolari problemi nell’affrontare diversi fondi stradali. Il basolato ed i binari dei tram di Milano si superano agevolmente e senza nemmeno troppi scossoni, così come le sospensioni sono più frenate sull’asfalto liscio, così da aumentare anche la stabilità. E poi 523 cavalli, ne vogliamo parlare? Se vi state chiedendo se si avvertano oppure no la risposta è sì. Ed anche bene, al punto da attaccarti al sedile e lasciarti quasi disorientato. L’attacco del pedale è immediato, senza nemmeno bisogno di selezionare la modalità di guida Sport che acuisce ulteriormente il settaggio elettronico. Il sorriso non può mancare, ovviamente.

Non solo (elettro)cavalleria

Cerchio 19 pollici aerodinamico
Il cerchione aerodinamico della nuova Seal elettrica

Seal non è assolutamente tutta cavalleria, ma ha ben altro da offrire. Seppur il volante l’avremmo preferito più consistente sotto le mani e con un feeling più diretto, non pare abbia punti morti centrali e l’anteriore è sembrato ben direzionabile. Se però dovessimo mettere un accento su qualcosa, questo è il sistema iTAC. Si tratta di un’evoluzione del noto sistema ESP che da decenni abbiamo sulle auto. Poichè con il motore elettrico è tutto molto più gestibile, il controllo dell’iTAC permette di stabilizzare l’auto non solo limitando la coppia ad alcune ruote, ma addirittura dando coppia negativa. Un vantaggio notevole, possibile esclusivamente con una motorizzazione elettrica.

Batteria BYD Seal in prova: grande e con ottima autonomia

Maniglie a scomparsa BYD
Le maniglie a scomparsa della Seal hanno il logo BYD

Considerando la fama di BYD nella costruzione di batterie, questa è proprio il fulcro della Seal. BYD d’altronde nasce proprio producendo batterie, a partire dal 1995, al punto che 1 dispositivo elettronico su 4, al mondo, ha una loro batteria. Viene da sè capire che per le auto si producano le batterie in casa, così come tutta l’elettronica di potenza. Batteria che nel caso della Seal è da 82.5 kWh sia per la versione in prova che per l’omologa a motore singolo da 308 cv e 360 Nm di coppia. Ed infatti le autonomia sono differenti: 570 km dichiarati per la berlina a motore singolo, 520 km per la BYD Seal oggetto della prova. Che però possono superare i 600 km se fatti quasi completamente in città.

Design auto elettrica
Il design delle minigonne della nuova BYD Seal

Dal punto di vista della ricarica ci può optare per una carica in AC a massimo 11 kW – si potrebbe fare di meglio ed arrivare magari a 22 kW – oppure per una ricarica in DC a 150 kW massimi. Quest’ultimo valore è nella media e aiuta a ripristinare gran parte della carica in poco più di mezz’ora. Se non sai quale sia la differenza tra ricarica in AC e DC abbiamo una guida al riguardo: Differenza tra ricarica in corrente alternata (AC) e in corrente continua (DC)

Prezzo e conclusioni

Ha le carte in tavola la BYD Seal per impensierire la Tesla Model 3? Certo, senza dubbio. Certo ormai il prezzo potrebbe essere un ago della bilancia, ma Seal parte da un prezzo di 46.890 euro per la versione a motore singolo e sale a 49.890 per la versione AWD che abbiamo provato.

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