Alcuni dei grandi potenziali problemi alla diffusione di messa delle auto elettriche, è inutile che ci nascondiamo dietro un dito, sono la velocità ed il tempo di ricarica. Gli utenti non hanno intenzione di stare fermi troppo tempo per ricaricare l’auto, nemmeno pianificando per bene le soste e, tutto sommato, investendo quel tempo in altre attività. I Costruttori stanno allora cercando di sviluppare tecnologie sempre migliori per permettere tempi di ricarica sempre più brevi. L’ultima idea per ricaricare l’auto elettrica in una manciata di minuti arriva da BYD.
Un’architettura ancora più performante
Ad oggi siamo stati abituati a vedere architetture funzionare al massimo a 800 Volt, appannaggio di auto di lusso che vogliono prestazioni, sia in termini di carica che di scarica, di alto livello. Il colosso cinese BYD (noi abbiamo provato la Seal qui: Prima prova su strada BYD Seal: la berlina con la Model 3 nel mirino) ha superato questo limite ed ha presentato una tecnologia a 1.000 V per le auto. Si chiama Super e-Platform la piattaforma che farà il suo debutto in Cina su Han L e Tan L. Sono modelli con potenze elevate, visto che toccano punte di 1.000 cavalli. L’architettura con una tensione così alta permette loro di migliorare le prestazioni a tutto tondo: possono così montare motori elettrici più potenti, ma anche avere potenze di ricarica superiori.
L’infrastruttura necessaria per ricaricare le auto elettriche
Viene da sè capire che se da un lato ci sono una batteria ed un’architettura tali da permettere una ricarica veloce, dall’altro ci deve essere una colonnina che supporti queste potenze. La stessa BYD ha infatti presentato delle colonnine con potenze da 1.000 kW. Attualmente sono colonnine da record, ben oltre quello visto finora sul mercato e ben oltre anche i Supercharger di Tesla (hai visto la nuova Tesla Model Y? Ne parliamo qui: Tesla Model Y Juniper 2025: scheda tecnica, dimensioni e autonomia). La combinazione tra queste e le nuove BYD permetterebbe di recuperare 400 km di autonomia in soli 5 minuti. Tutto merito di una batteria chiamata “Flash Charge”. Ricaricare l’auto elettrica, dunque, potrà presto essere quasi come fare un pieno di benzina.
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