Chi non conosce la fama che Dacia Duster si è costruito nel corso degli anni? Fin dal suo lancio il SUV è riuscito a mietere una mole di successi tale da essere stato oggetto di studio in termini di marketing. Per il 2024 si è voluto rinnovare, pur confermando lo spirito che da sempre lo ha animato. La prova di Dacia Duster 2024, per giunta con motorizzazione GPL, apre allora scenari nuovi, confermando una indole confortevolmente appagante.
Direttamente sul canale Youtube Test Driver c’è già online anche la prova completa di Dacia Duster 2024, che vi lascio qui sotto nel player video. Ricordate di iscrivervi al canale, così da essere sempre aggiornati e supportare il lavoro che c’è dietro la produzione di ogni video.
Le dimensioni sono il suo punto di forza
La nuova generazione di Duster è basata sulla piattaforma CMF-B, un pianale che già abbiamo visto in giro e che ha dati i natali a ben più di un’auto nell’universo di Dacia e Renault (basti vedere la nuova Jogger, con la prova qui: Prova Dacia Jogger Hybrid: la sette posti che consuma poco). Le dimensioni rispetto alla precedente generazione non cambiano granchè, tanto da confermare una lunghezza di 4.34 metri per Dacia Duster. questo è un fattore chiave per il SUV, perchè è una lunghezza media che permette un utilizzo confortevole sia dentro le mura cittadine sia nel caso in cui si voglia affrontare un viaggio. Se poi aggiungiamo i 513 litri di bagagliaio della versione GPL confermiamo anche la capacità di carico decisamente alta per il segmento di appartenenza.

Tra i fattori dimensionali resta da sottolineare, così come per la precedente generazione, anche l’altezza da terra: la versione GPL di Dacia Duster 2024 come quella in prova ha un’altezza da terra di 209 mm. Decisamente alta la luce da terra, che quindi permette di affrontare terreni sconnessi e lasciarsi alle spalle percorsi non esattamente regolari anche nella versione 4×2 (la versione 4×4 sale a quota 217 mm).
Un design molto più appuntito
Che il nuovo duster sia cambiato, in termini estetici, rispetto la versione che ha lasciato il passo non ci vuole assolutamente un indovino per capirlo. La matita dei designer l’ha portata ad essere più squadrata, abbandonando alcune delle line curve che l’avevano caratterizzato in passato. Basti guardare il cofano anteriore, che conferma sì l’impostazione piatta e alta, ma assume un tono quasi più minaccioso ed imponente. Nuovi completamente sono i fari, che integrano le luci di posizione a forma di Y, esattamente ai lati della calandra con l’ormai consolidato nuovo logo della firma rumena (ne parliamo qui del suo significato: Nuovo logo Dacia 2021: quali sono i suoi segreti?). Gli spigoli vivi chiudono il quadro, dimostrando anche la volontà di Duster di assumere un carattere molto forte.

Lateralmente non è possibile lasciare dietro gli inserti di plastica verticali che lo hanno caratterizzato. Scendono sotto lo specchietto e ad un occhio più attento risulta una plastica nera con dei puntini bianchi all’interno. Questo perchè si chiama Starkle il materiale con cui è prodotto il componente, così come altri della carrozzeria dell’auto e tutti visibili per la stessa caratteristica, ed è stato brevettato da Dacia stessa utilizzando il 20% di materiali riciclati.
Chiude il posteriore con lo stesso concetto di base: spigoli vivi e linee tese. Gli stop per esempio sono stati rivoluzionati. Hanno perso le rotondità e sono diventati addirittura segmentati, così come la cornice del (piccolo) lunotto posteriore. Una caratteristica di Dacia Duster rimasta del tutto invariata nel tempo è la protezione di entrambi i paraurti. Gli skidplate stanno lì per assorbire urti ma, nonostante tutto, hanno una linea ascendente che permette di superare ostacoli grazie ad un angolo di attacco di 24°. uno di uscita di 36° ed un angolo di dosso di 23°.
Alla prova degli interni di Dacia Duster 2024 GPL. Sì, c’è plastica!
In assoluto lo spazio all’interno di Dacia Duster si conferma essere una prerogativa. Mi ci sono trovato molto bene ed ho avuto un buono spazio non solo per le gambe ma per tutti i movimenti possibili. Buono lo spazio anche riservato ai passeggeri posteriori, che non vedono la loro “area” disponibile penalizzata dal bagagliaio o dalla presenza dei sedili anteriori.

I sedili, per giunta con un tessuto che ricorda i jeans, hanno un poggiatesta (separato) molto di design e sono larghi, senza cedere al fascino dei fianchetti sagomati che sono sì sportivi ma tolgono spazio. Tra le novità c’è poi il volante, adesso a tre razze e con un appiattimento sia nella parte superiore che inferiore. Conferma non troppi tasti per comandare gli apparati di bordo e, soprattutto, in plastica. Ma in generale la plastica permea comunque l’abitacolo di un’auto che vuole fare dell’essenziale il suo cavallo di battaglia. Plastica rigida, ovunque: a partire dall’interno porta fino ai vari livelli della plancia. Onestamente non mi sarei aspettato molto di diverso, però almeno le hanno dato una impronta più stilosa con la scritta “Duster” avanti al passeggero ed una linea non banale.
Lo spazio dedicato agli oggetti sul tunnel centrale è sufficiente e si possono porre varie cose, sfruttando sia la parte bassa che quella mediana. Voglio solo segnalare che la specie di mensola sotto la console centrale ha una copertura rigida e non gommata: ne consegue che se pensate di poggiarci uno smartphone o simili questo cada alla prima accelerata. Insomma, non fatelo. Preferite altri oggetti da mettere il quello spazio, tanto per il telefono c’è anche il vano con la ricarica wireless.
Cambia la tecnologia di bordo
Un aggiornamento così sostanzioso non poteva lasciare da parte la tecnologia offerta ai possessori, sia in termini di strumentazione che infotainment. Parto però dalla prima, che è decisamente più particolare poichè ha un display 7 pollici (dall’allestimento Expression), al fianco del quale ci sono linee illuminate. Queste non fanno parte del display ma seguono il tema selezionato e la schermata in uso, con il risultato di dare un’idea di schermo molto più grande di quanto non lo sia in realtà. Soluzione “poca spesa, tanta resa” senza ombra di dubbio, tutto sommato. E fin quando funziona, io direi che è anche giusto usarla. D’altronde è stata completamente ribaltata la situazione rispetto al passato, considerando che c’era una strumentazione quasi del tutto analogica, quindi direi “bingo!”.

Sul piano infotainment il display e la conformazione dello schermo sono cambiati a loro volta. Al centro della plancia c’è uno schermo da 10.1 pollici. Uno schermo che si comanda con il tocco ed ha una grafica molto essenziale, così da non appesantire il processore con inutili calcoli matematici dovuti alle animazioni. Offre tutto quello che è necessario, compresa la connettività con Apple CarPlay e Android Auto, ma con un menù semplice e che in ogni caso non si spinge troppo in là con delle funzioni particolari. Segnalo poi che i tasti per volume ed accensione/spegnimento sono nella parte superiore, proprio come fosse un tablet mobile.

Come poi parlare di Duster senza menzionare il sistema EasyClip? Io ritengo sia stata una genialata, perchè di base offre la possibilità di montare e smontare agilmente accessori in vari punti dell’auto, così da adattarla di volta in volta alle proprie specifiche esigenze. Ci sono punti di ancoraggio vicino all’infotainment, avanti al passeggero, nel bagagliaio e dietro al tunnel. Su questi piccoli quadrati si agganciano accessori come portatelefono, luce extra di cortesia, portaoggetti ed altri. Insomma un’idea semplice ed utilissima!
Prova su strada Dacia Duster 2024 GPL

Sono finalmente arrivato a quella che potrei definire una parte succulenta, soprattutto per chi è interessato proprio alla versione GPL. Ebbene sì, perchè la Dacia Duster 2024 in prova è la variante GPL, che anche con questa generazione Dacia ha confermato. D’altronde squadra che vince non si cambia ed ecco ricomparire il motore 1.0 TCe tre cilindri da 100 cavalli, lo stesso provato sulla precedente generazione (la prova qui: Prova Dacia Duster 2023 GPL: il SUV economico ma pronto per i rally!). Il fatto di essere un motore nato e commercializzato per il GPL viene dimostrato non solo dai rinforzi per le sedi valvole e via discorrendo, ma anche dal fatto che quando funziona a GPL eroga 100 cv e 170 Nm di coppia massima, mentre passando a benzina la potenza scende a 91 cv e la coppia a 160 Nm.

Qualcuno può pensare che 100 cavalli su un’auto del genere siano pochi, ma non sono assolutamente di questo parere. Certo non è una campionessa di prestazioni, ma se cercate doti velocistiche assolute direi che forse avete sbagliato modello. Il motore se la cava egregiamente in ogni condizione, dando anche un buono spunto con le marce basse. Ecco, questa cosa c’è bisogno di specificarla, perchè parte del merito è dovuto anche ai rapporti del cambio manuale a 6 marce. I rapporti sono indicati per permettere uno spunto nelle marce basse – solitamente utilizzate per la città – ed una stabilizzazione nelle marce alte, così da avere trasferimenti autostradali con il motore che gira più in basso. Autostrada che per giunta mette in evidenza un difetto: la rumorosità. A 130 km/h si sentono i fruscii aerodinamici e non ci piove. Nulla di stordente, ovvio, ma più di altre opzioni.
Comoda e facile da guidare

Un’evidenza dalla prova di questo Dacia Duster 2024 GPL è che sia facile da guidare. Perchè da subito confidenza ma, soprattutto, non affatica assolutamente con i comandi. Ad alcuni i pedali molto leggeri potrebbero non piacere, ma nel traffico cittadino potrebbero essere un toccasana per evitare di allenare il polpaccio come quello di un calciatore. Lo stesso si può dire per il volante, che non eccede in fatto di carico e durezza, preferendo quindi una risposta decisamente più comoda. D’altronde anche in questo caso voglio ricordare che, seppur il volante non sia il più preciso in circolazione, l’obiettivo non è quello di cercare il singolo grado di precisione per impostare una curva millimetrica, assolutamente.
L’altezza da terra gioca un ruolo fondamentale per affrontare la quotidianità, così come il setup delle sospensioni. Morbide il giusto, ma meno della precedente generazione. Ne consegue quindi che si sentono un po’ di sconnessioni – ma solo le più toste – mentre allo stesso tempo il rollio è in parte più contenuto e l’appoggio delle gomme nei curvoni veloci come quelli autostradali è più stabile. Ne va quindi della sicurezza, o almeno della percezione di tale fattore.
Prova dei consumi benzina e GPL di Dacia Duster 2024

Parto con lo specificare che il serbatoio del GPL è il classico toroidale montato al posto del ruotino di scorta. Sono 50 litri di volume effettivo, che sommati ai 50 litri di benzina permettono di avere 100 litri di carburante a disposizione per un’autonomia (dichiarata) di oltre 1.000 km. Internamente c’è il tastino per la commutazione da benzina a GPL ed il passaggio è praticamente inavvertibile, l’unica differenza è la visualizzazione dell’icona LPG sul display e la segnalazione del livello di carburante.
Passando invece ai consumi di Dacia Duster 2024 a GPL come quella in prova, durante tutto il test ho mantenuto una media di 8.2 litri/100 km di GPL. Con un singolo pieno sono riuscito a spararmi diretto 520 km, avendo il piedino leggero e con strade più favorevoli come le statali a velocità costante.
Prezzo e conclusioni: ne vale la pena?
Dacia Duster anche con questa nuova generazione conferma un trend estremamente positivo. Ti metti alla guida e capisci di aver avuto già qualche contatto con lei, in un qualche modo. Considerando qualche ovvio compromesso al quale bisogna sottostare è un’auto a tutto tondo capace di abbracciare una molteplicità di utenti davvero incredibile. Con questa motorizzazione Eco-G 100 il Dacia Duster 2024 ha un prezzo che parte da 19.700 euro.











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