Un progetto estremamente valido!
Quando nel 2012 Mazda lanciò la prima generazione di CX-5 fu da subito un SUV molto apprezzato. Venduto in tanti paesi e con numeri importanti per il listino Mazda, CX-5 ha saputo aggiornarsi nel corso del tempo fino ad arrivare alla generazione attuale come quella in prova. Segno che il progetto ha ancora tante frecce al proprio arco, così da garantire una continuità generazionale dopo essere stato (anche) affiancato da Mazda CX-60 (che abbiamo visto in anteprima qui: Anteprima Mazda CX-60: l’abbiamo vista ed ecco tutti i segreti!)
E per i più avvezzi ai video meravigliatevi con la prova della Mazda CX-5 direttamente su Youtube. Ecco il player, ma vi consigliamo di iscrivervi al canale, così da supportare il lavoro ed essere sempre aggiornati!
Cosa offre questo restyling?
Come accennato nel titolo del paragrafo questo in prova si tratta di un restyling di Mazda CX-5 e non di una generazione ex novo. Una rinfrescata delle linee e dei contenuti che ha permesso alla casa di Hiroshima di riportare il suo SUV di generose dimensioni dritto sulla cresta dell’onda.
Come ogni buon restyling sono i gruppi ottici che hanno visto il cambiamento maggiore. I gruppi ottici anteriori, ad esempio, hanno una firma luminosa differente: allungata, con proiettori sottili e che strizza ovviamente l’occhio anche alle produzioni più recenti. Sono esattamente ai lati della calandra, che a sua volta ha cambiato la trama di cui è composta. Nel caso dell’allestimento NEWGROUND di Mazda CX-5 in prova ci sono anche dettagli verdi che spezzano il nero della griglia, ma questo è un dettaglio che offre un sano tocco di colore. Nuovo quindi tutto il muso dell’auto, che infatti sembra ancora più maturo ed elegante.

I gruppi ottici posteriori non dovevano essere da meno, assolutamente, quindi Mazda ha pensato di assottigliare anche questi. La forma che assumono le luci è praticamente la stessa delle anteriori, con il risultato quindi di confermare la propria riconoscibilità.
Dimensioni Mazda CX-5
Una cosa che non è cambiata di Mazda CX-5 sono le dimensioni, con una lunghezza che arriva quindi a 4,57 metri. SUV quindi che vive in quel limbo tra le dimensioni definite “grandi” e le più piccole controparti cittadine. Dimensioni che quindi permettono ancora di non rischiare troppo girando in città, ma soprattutto di trovarsi a proprio agio su strade di montagna o statali. Confermate poi le solite, interessanti proporzioni di Mazda. Abbiamo già parlato di come il Costruttore di Hiroshima tenda a portare sul mercato auto con cofani lunghi, si vede anche sulla Mazda Mx-5 (l’abbiamo provata proprio qui: Prova Mazda MX-5 2023: la 1.5 è la migliore di tutte?). CX-5 è la conferma definitiva che queste proporzioni sono visivamente vincenti, che danno un’idea di eleganza su strada.

Chiude il quadro il bagagliaio da 550 litri che troviamo essere anche sufficiente per la tipologia di auto, considerando che viene chiamata anche a soddisfare necessità di viaggi fuori porta.
Interni della Mazda CX-5 in prova
Vivendo la CX-5 dall’interno, che poi è la vista principale che vedrete per la maggior parte del tempo, si comprende come la strada di Mazda verso il concetto di premium sia abbondantemente avviata. Già con la Mazda 3 hanno fatto da anni dei passi da gigante (la Mazda 3 l’abbiamo provata qui: Prova su strada Mazda 3 2021: prezzo, interni e test dell’auto di Batman), che poi hanno portato alla massima espressione con la più grande Mazda CX-60, mentre con CX-5 hanno preso la scia della hatchback di segmento C.
Buono lo spazio a bordo per tutti i passeggeri, che nonostante le dimensioni dell’abitacolo vivono discretamente bene. Avanti poi i sedili sono ben profilati, larghi e che aiutano qualsiasi corporatura a trovare la propria posizione di guida. Il tutto con una buona qualità generale percepita dei materiali, a partire da sedili fino ad arrivare alla plancia, che non è stata pensata in plastica dura ma morbida e con inserti in pelle. Questa è una vera e propria chicca, poichè sottomano si rischia facilmente di trovare sensazioni sgradevoli, mentre in questo caso è un piacere anche solo passare il palmo della mano sulla plancia.

Lo sviluppo è poi marcatamente orizzontale, come ricorda senza mezzi termini la striscia satinata esattamente al centro della plancia. Allo stesso tempo anche l’orientamento delle bocchette areazione, che nel caso della Mazda CX-5 in prova hanno un inserto verde con questo allestimento, particolare che per la versione 2023 trova un altro colore.
Una cosa meravigliosa su tutte e che sottolinea l’attenzione ai dettagli? Le alette parasole imbottite!
Multimedia, display ed elettronica di bordo: come siamo messi?
La strumentazione di Mazda ormai è conosciuta e collaudata, seppur avremmo preferito un aggiornamento dal punto di vista almeno della dashboard. Si conferma sempre elegante e con un display da 7 pollici perfettamente visibile in ogni condizione e molto definito, ma non offre tantissime informazioni di guida oltre quelle strettamente necessarie. Anzi, a dirla tutta è sempre ben in vista la percentuale di AdBlue rimanente, poichè nel caso della nostra prova la Mazda CX-5 monta un motore diesel. A fare da contraltare al display ci pensano poi le lancette analogiche, sia per contagiri che per indicatori di temperatura e carburante.

Diverso il discorso sull’infotainment, per il quale Mazda ha continuato la strada del “non touchscreen”. L’unità da 10,25 pollici al centro della plancia, che per giunta ha uno sviluppo marcatamente orizzontale, si comanda con i tasti e la rotella al centro del tunnel. Seppur i comandi siano immediati, la cosa in assoluto più antipatica è l’inserimento di un indirizzo sul navigatore, specie quelli più lunghi. O vi armate di santa pazienza oppure non ci siamo.
Interessante poi l’Head-Up Display proiettato direttamente sul parabrezza. Si vede bene ed è ben contrastato in fin dei conti, ma allo stesso tempo permette di non distrarsi troppo durante la guida.
Prova su strada Mazda CX-5 diesel: il momento della verità
“Abbasso i motori diesel” e “abbasso i motori di grossa cilindrata” non sono due frasi che a Mazda vanno tanto a genio. L’ha sempre messo in chiaro e dimostrato poi con la sua produzione. Basti pensare che sotto al cofano della CX-5 in prova Mazda ci ha piazzato un motore diesel da 2.2 litri e 150 cavalli e 380 Nm di coppia massima. Non assolutamente elettrificato, seppur per il 2023 il SUV abbia avuto un aggiornamento con un mild hybrid benzina, e decisamente controcorrente rispetto ad un mercato che punta tutto sul downsizing.
Ci si chiede allora “come mai solo 150 cavalli su un motore così grosso?“. Mazda non è la prima volta che contiene le potenze. Non esaspera ma preferisce sempre mantenere margini importanti di affidabilità e soprattutto piacere di guida. Non è nell’indole del costruttore giapponese portare sul mercato auto che non siano godibili da guidare, o che addirittura possano mettere in difficoltà con sensazioni spiacevoli. Basti pensare che l’elettrica MX-30 (che abbiamo provato proprio qui: Prova Mazda MX-30: l’auto elettrica che diventa un salotto) è stata programmata per dare una spinta piacevole e dolce nonostante il motore elettrico possa “attaccare al sedile”!

I suoi 150 cavalli sono però sufficienti a trotterellare tranquillamente, nonostante la massa e le dimensioni. D’altronde il bello del motore diesel è che ha al seguito anche una coppia notevole, che in molteplici situazioni può risultare anche vincente. In più una grande cubatura permette anche di avere un motore corposo, ed infatti è proprio il risultato che Mazda ha raggiunto, a discapito di propulsori più piccoli e che devono lavorare con pressioni del turbo molto impiccate. Peccato solo per il rumore, perchè arriva davvero tanto rumore in abitacolo durante la marcia, soprattutto al minimo ed a velocità entro i 100 km/h.
Cambio automatico: quante marce?
Il motore trova pronta, nel nostro caso, una trasmissione con cambio automatico a sei marce che porta il moto sull’asse di trazione anteriore. Seppur Mazda sia famosissima per i cambi manuali, che danno un piacere eccezionale, dobbiamo ammettere che CX-5 ha la concezione di auto che sposa bene un cambio automatico. C’è anche la versione a sei marce manuale per chi lo preferisce, ma un’auto del genere, fatta e pensata anche per lunghi trasferimenti o magari per un utilizzo business, forse è meglio prenderla in considerazione proprio con l’automatico.

In collaborazione con questo motore il cambio lavora bene ed il passaggio di marcia è fluido, ma è il software di gestione e controllo a poter essere migliorato. Potrebbe intuire meglio quale marcia vorremmo innestasse, evitando così di trattenere un rapporto troppo a lungo e far salire il motore molto di giri. Questo non ha un beneficio nè sui consumi nè sul rumore del quale trattavamo poche righe più sopra.
Ad ogni Mazda la sua (piacevole) dinamica
Non badate alle dimensioni di questo SUV, non badate ai cerchi da 19 pollici: CX-5 si guida come una vera Mazda. Non ha un’indole sportiva per ovvi motivi, ma allo stesso tempo reagisce agli stimoli impartiti da volante e pedali in modo piuttosto immediato. Rollio tutto sommato contenuto quando la si lancia in curva, per quanto possiate farlo con un’auto così alta e che pesa quasi 1.700 kg, ed infatti quando la strada sotto le ruote risulta sconnessa potrebbe fare di meglio. Non che la scocca dell’auto vi porti ad avere il mal di mare, ma qualche scossone in più rispetto a delle rivali lo si percepisce. Ecco lo scotto da pagare per una dinamica improntata maggiormente alla reattività. Che questo possa essere un bene o un male lo lasciamo scegliere a voi, sulla base delle vostre preferenze.

Tutto il ragionamento ed il racconto fatto finora viene supportato anche da un volante mediamente più duro del solito, così come i pedali. Si percepisce molto meglio cosa faccia l’anteriore, così che l’auto possa fare ciò che vogliate e non il viceversa. Solo un appunto vorremmo fare: l’impianto frenante. Dimensionato il giusto, lo lanciamo per la sufficienza.
Prova consumi Mazda CX-5 e prezzo
Il motore 2.2 litri ovviamente porta con sè dei consumi intrinsechi maggiori, se non altro perchè anche solo per restare acceso consuma di più. La media di consumi che abbiamo allora rilevato nella nostra prova di Mazda CX-5 è stata di 6.1 litri / 100 km nel corso di un utilizzo misto, che però salgono di quasi 1 litro / 100 km nel caso di utilizzo prevalentemente cittadino. Alla fisica non si scappa e quindi c’era da aspettarselo. Migliorano leggermente in autostrada, poichè lanciamo il motore e viene appoggiata la sesta marcia di riposo, rapporto più alto e quindi non ci sono altre marce come Costruttori che prevedono anche sette ed otto marce.
In quanto al prezzo ci vogliono a partire da 40.970 euro per portare a casa la Mazda CX-5 entry level con motore 2.2 diesel.









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