Dopo averla vista dal vivo per la prima volta in occasione del salone di Brussels (qui ne avevo parlato: Anteprima Mazda CX-6e al salone di Bruxelles 2026: che stile questo SUV!), adesso è arrivato il momento di mettere alla prova la Mazda CX-6e nel corso della prova stampa internazionale. I presupposti per fare bene tutto sommato c’erano già tutti, ma sono arrivate conferme e interessanti scoperte!

Il video della prova di Mazda CX-6e è già direttamente sul canale YouTube Test Driver. Il player qui sotto ti permette di riprodurre direttamente il video, poi ti consiglio di iscriverti al canale per essere sempre aggiornato su tutte le novità e su tutto il mondo dell’auto, fruendo di interessanti contenuti in modo completamente gratuito.

Dimensioni da “grande”

Mazda CX-6e arriva a valle della sorella berlina Mazda 6e, dalla quale attinge ovviamente il know how. La collaborazione che fa nascere quest’auto è ugualmente la sinergia tra Mazda e Changan, così come già fatto con la berlina. Questo perchè i giapponesi di Mazda hanno preso in prestito proprio la base dell’auto dai cinesi di Changan. A conti fatti resta poi esclusivamente una base, poichè in Mazda hanno deciso di personalizzare tutto ciò che fosse possibile così da renderlo più incline ai propri valori, che siano di design o di dinamica veicolo.

Dimensione passo CX-6e
Il passo di Mazda CX-6e le dona un abitacolo molto capiente

Il design è innovativo. Già rimasi piacevolmente sorpreso nel vederla la prima volta dal vivo al salone. Su strada ovviamente il discorso cambia: non sei al chiuso, in un ambiente controllato dove tutto viene monitorato costantemente per offrire la “versione migliore” dell’auto, sempre al top. Quando sei su strada tutto cambia, a partire da quelli che sono i riflessi prodotti dalla carrozzeria. Si vede chiaramente la semplicità di disegno dei fianchi dell’auto, che propongono sì una linea di cintura alta, ma allo stesso tempo anche una superficie molto lineare. Certo le maniglie a scomparsa che affondano nella carrozzeria aiutano tanto, ma anche la specie di minigonne nella parte inferiore, con impresso il lettering Mazda, non dispiacciono affatto.

Il design su questo SUV giapponese è esattamente nel mezzo tra l’offrire un prodotto bello da vedere ed efficace aerodinamicamente, facendo intersecare così i due mondi tra loro. Da un lato le luci di posizione sottili e l’ala di Mazda illuminati all’anteriore fanno un gran effetto, soprattutto con la sequenza di illuminazione che include anche il logo stesso di Mazda; dall’altro lato la presenza di superfici e canali per l’aria che cercano di migliorare l’efficienza. Non ci sono solo i convogliatori ai lati del paraurti anteriore, quelli ormai siamo piuttosto abituati a vederli. Qui c’è una specie di ala avanti al cofano che aiuta a migliorare il passaggio dell’aria sul cofano stesso. Lungo il fianco dell’auto l’aria che poi investe i finestrini viene portata verso il montante C, dove c’è un ulteriore “tunnel” che prende quell’aria e la sfoga al posteriore, di fianco al lunotto.

Tre quarti posteriore CX-6e
La vista tre quarti posteriore di nuova Mazda CX-6e

Se l’anteriore ha un design più elaborato, considerando anche l’assenza di aperture per il raffreddamento se non nella parte inferiore (che comunque hanno una griglia mobile per chiuderla nel caso non serva), il posteriore è molto più lineare. Il lunotto è piuttosto inclinato ed il portellone bagagli crea una sorta di punta. Al di sotto di questa la carrozzeria è pulita e senza troppe piegature, che magari avrebbero stonato. In più offre accesso al bagagliaio di Mazda CX-6e che va da 468 a 1434 litri. Il tutto in una lunghezza di 4,85 metri, con un passo che invece tocca i 2.90 metri totali.

Interni a prova di premium per Mazda CX-6e

Se c’è un dettaglio, o meglio una parte, che mi ha incredibilmente sorpreso durante la prova di Mazda CX-6e, riguarda gli interni. Appena sali a bordo ne riesci a percepire la qualità, sia in fatto di design che di materiali utilizzati. I sedili sono morbidi ed accettano qualsiasi corporatura, visto che non hanno fianchetti troppo pronunciati. Al contempo hanno un design ricercato e sull’allestimento Takumi Plus che ho provato hanno il doppio colore, che poi si allinea con i colori scelti lungo gli interni porta. Sono raffreddati e riscaldati, così come d’altronde lo sono anche i sedili posteriori – tra l’altro incredibilmente, perchè nel tempo ho visto i sedili posteriori al più riscaldati, non anche raffreddati – ed hanno nel poggiatesta delle casse bluetooth. Fanno parte dell’impianto, ma in ogni caso i due passeggeri anteriori possono connettersi autonomamente con il proprio smartphone ed ascoltare singolarmente la musica che preferiscono.

Plancia e interni Mazda CX-6e
Gli interni spaziosi della CX-6e

Il volante è piatto nella parte inferiore ed ha tasti sulle razze in nero lucido. Sono utili, permettono di accedere a molte funzioni e si raggiungono bene con le dita, ma si sporcano. Le impronte e le ditate ci si piazzano sopra facilmente, ma ammetto anche che si puliscono con altrettanta faciltà. Poi il design della plancia e del tunnel centrale è del tutto svincolato da qualsiasi forma di tasto. Questo ha permesso di avere un plancia elegantissima, soprattutto in fatto di illuminazione. Oggi siamo abituati a vedere auto con illuminazioni interne di tutti i tipi, ma qui Mazda si è superata. Tutto l’inserto illuminato, che a prima vista sembra vetro gessato, è un tocco di classe non da poco. Corre da lato a lato, passando dietro lo schermo infotainment, cambiando colore in base alla modalità di guida oppure alle preferenze del conducente.

Sempre in completa assenza di tasti e sempre con una trama gessata – ma stavolta su superficie nera lucida – è il tunnel centrale. Il bracciolo sdoppiato aiuta ad accedere al portaoggetti inferiore refrigerato, mentre più avanti i portabibite ed il doppio supporto per il telefono, uno dei due con ricarica ad induzione refrigerata, hanno inserti con questo design. Sotto al tunnel invece c’è un buon vano portaoggetti con le prese di ricarica, anche se manca un tappetino antiscivolo.

Interni bicolor nuova CX-6e
La Mazda CX-6e ha gli interni bicolor

Un display gigantesco!

Senza ombra di dubbio il display da 26 pollici dell’infotainment della Mazda CX-6e in prova è il più grande che abbia mai provato su un’auto. Sostituisce in toto anche la strumentazione, e questo un po’ mi dispiace poichè non trovo scomodi i display piccoli ed orizzontali che ultimamente sto provando su diverse auto, visibili da dentro la corona del volante.

Ad ogni modo le informazioni di guida sono nell’angolo in alto a sinistra di questo grande pannello, che è ben visibile da tutte le angolazioni e di fatto si divide virtualmente in due metà. La prima è del conducente, con tutte le funzioni complete a disposizione: si parte dalla connettività con gli smartphone, Android Auto ed Apple CarPlay, fino ad arrivare anche all’utilizzo di una fotocamera che è al di sopra dello specchietto retrovisore centrale, e che si può anche oscurare con uno sportellino. Con questo obiettivo si possono fare foto e video, ma principalmente si può monitorare chi è seduto dietro. La metà destinata al passeggero permette di impostare programmi di relax o ascoltare una propria musica.

Infotainment 26 pollici Mazda CX-6e
Il display infotainment gigantesco da 26 pollici del SUV Mazda

Bisogna fare un momento l’abitudine al software dell’infotainment perchè offre davvero tante possibilità. Inizialmente può risultare scomodo e disorientante con tutte le gesture possibili, ma una volta fatta l’abitudine e ricordate per bene tutte allora si utilizza senza problemi. In ogni caso c’è l’assistente vocale che viene in aiuto, che in realtà può anche interagire direttamente con i sistemi dell’auto. Alcuni comandi, tanto per dire, permettono anche di aprire un determinato finestrino al 30%, oppure aprire la tendina del tettuccio.

Ci sono poi altri due display, uno per ogni porta anteriore. Da qui prende vita l’immagine che vede lo specchietto digitale esterno all’auto. Come ogni specchietto digitale pecca un po’ per la percezione della profondità, soprattutto i primi tempi di utilizzo, poi anche qui ci si fa l’abitudine. Ho trovato però solo un filo posizionato troppo in basso il display sinistro, mentre il destro è perfetto. Anche il retrovisore centrale può diventare un ulteriore display. Dietro l’auto c’è infatti una telecamera e si può decidere di attivarla e vedere questa immagine digitale oppure lasciare lo specchio tradizionale.

Prova su strada Mazda CX-6e

Frontale chiuso e aerodinamico Mazda
Il frontale chiuso e aerodinamico della CX-6e

Una sola motorizzazione ed un solo taglio di batteria. Una sola configurazione per chiunque si vuole approcciare al mondo di Mazda CX-6e, che chiaramente è anche quella che ho avuto in prova. Si tratta di una versione con motore singolo elettrico posteriore da 258 cv e 290 Nm di coppia massima, abbinato ad una batteria da 78 kWh. Mi rendo conto che per qualcuno l’idea di avere “solo” 258 cv su un’auto da oltre due tonnellate faccia storcere il naso, ma in realtà mi sono meravigliato, perchè la CX-6e va benone. Certo non è una sportiva, ma d’altronde non vuole esserlo, eppure si resta sufficientemente appagati quando si schiaccia l’acceleratore. A questo poi si aggiunge una taratura dell’erogazione che Mazda, al solito, ha calibrato a modo suo. L’auto infatti non schizza immediatamente avanti attaccandoti al sedile, bensì ha una progressione piacevole e che non mette in difficoltà.

Allo stesso tempo la guida a bordo di questo SUV risulta comunque piacevole, non costrittiva. Nonostante i cerchi da 21 pollici dell’allestimento Takumi Plus le sconnessioni stradali sono assorbite discretamente bene, così come eventuali zigzag non fanno rollare l’auto. Questa stabilità complessiva ha solo un momento nel quale sembra prendersi una pausa: se l’auto schiaccia le quattro sospensioni, come a causa di un avvallamento. In questo caso qualche ondulazione in più c’è e qualche rimbalzo anche. Poca roba e che si esaurisce in poco tempo, ma la voglio comunque segnalare.

Aerodinamica curata sulla CX-6e
L’aerodinamica della Mazda CX-6e è particolarmente curata

Cosa si apprezza alla guida, e cosa manca

Sentir parlare di una partnership con Changan fa pensare immediatamente ad una dinamica di guida “cinese”. No, su questo in Mazda hanno fatto del loro meglio per evitare di perdere il piacere di guida maturato con una gamma di auto solida finora. Il punto chiave è nello sterzo. Da un lato le auto cinesi hanno molto gioco ed un carico volante molto basso, tanto da non sentire nulla sotto le ruote. Qui invece, al netto delle possibilità di aumentare o diminuire il carico volante con le modalità di guida, il feeling è decisamente migliore. Certo non è esattamente lo stesso delle Mazda che ho provato nel tempo (leggi per esempio della CX-30: Prova Mazda CX-30 2025: il SUV che stupisce tutti), ma per affrontare la vita quotidiana senza aspettarsi la sportività direi che va un gran bene.

Specchietti digitali Mazda
Gli specchietti digitali di Mazda con display per poter vedere l’inquadratura

Peccato, purtroppo, che non sia contemplata la guida one pedal. Io trovo fondamentale che un’auto elettrica ce l’abbia, ma qui abbiamo solo alcuni livelli fissi di recupero. Certo piazzando il livello più alto l’auto frena davvero tanto, ma non si ferma del tutto. Direi che a questo punto io ho preferito di gran lunga usare il pedale e regolarmi autonomamente, anche perchè eventualmente il passaggio da frenata rigenerativa a idraulica è insensibile e sembra ci sia un’ottima continuità.

Autonomia, ricarica e prezzo nuova CX-6e

Frunk Mazda CX-6e
Il frunk anteriore permette di guadagnare altri 80 litri

Stando a quanto dichiara la scheda tecnica, l’autonomia della Mazda CX-6e è di 484 km WLTP. Un’autonomia discreta per il segmento e per il periodo storico che stiamo vivendo, in virtù anche della batteria da 78 kWh. Io come sempre non l’ho verificata in una prova di primo contatto, poichè è una situazione nella quale non è replicata una guida tradizionale e quotidiana. A prescindere da questo segnalo invece che la potenza di ricarica è di 200 kW in corrente continua. La batteria è una LFP, quindi riesce a sopportare questa potenza di carica ed alla fine in 10 o 15 minuti la si tira su dal 20% all’80%, utile per continuare un viaggio.

Ma arriviamo a capire anche quanto costa la nuova Mazda CX-6e. Il listino, con la versione Takumi, parte da un prezzo di 46.750 euro. Solo un altro allestimento è disponibile ed è il Takumi Plus, al prezzo di 49.750 euro. Questo delta di prezzo vede l’arrivo dei cerchi da 21 pollici, specchietti digitali ed altri accessori. Ammetto che ritengo sia un prezzo interessante per un’auto di questo segmento e questa caratura. D’altronde si è dimostrata valida ed apprezzabile.

Vista posteriore Mazda
Il lettering esteto sulla nuova CX-6e la rende ancora più elegante

Tu che ne pensi di questa nuova proposta di Mazda? Ritieni sia una scelta giusta per l’elettrico oppure pensi ci si debba rivolgere ad altro? Fammelo sapere direttamente sui social e non dimenticare di lasciare un like!

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