Senza ombra di dubbio il nome Prelude è un nome forte all’interno non dico del listino di Honda, ma proprio del suo storico. Altisonante, legato indissolubilmente ad un carattere emotivo ed emozionale, richiamarlo in auge ha significato una mossa strategica di mercato da non prendere sottogamba. Ma Honda la nuova Prelude 2026 l’ha fatta e non ho perso l’occasione per prenderla in prova, così da saggiarla, da capire quanto di “vera Prelude” ci fosse al suo interno. Certo i tempi cambiano ed i 25 anni di distacco dal passato si fanno sentire tutti sotto molteplici punti di vista, ma non tutti i mali vengono per nuocere…
Il video completo della prova di nuova Honda Prelude 2026 è già disponibile direttamente sul canale YouTube Test Driver. Lo lascio anche nel player qui sotto così da poterlo vedere direttamente in questa pagina. Ricorda di lasciare un like ed iscriverti al canale, così da poter accedere gratuitamente a tutti i contenuti, le guide e le prove che saranno pubblicate e supportare il grande lavoro di produzione che c’è dietro ogni video!
Segmento coupé nel pieno del suo splendore
Senza assolutamente mezzi termini, la nuova Honda Prelude 2026 abbraccia il segmento delle auto coupé nel massimo della sua ascesa. Le fattezze, le forme, il profilo della carrozzeria sono indistinguibilmente appartenenti ad un segmento che oggi fatica ad avere esponenti validi. La lunghezza complessiva di Honda Prelude 2026 è di 4,52 metri e meno di 1,40 metri di altezza, che però vedono un frontale picchiare molto verso il basso. Sì, il cofano anteriore punta sportivamente in basso e, tra fari e luci di posizione c’è anche un inserto che li congiunge idealmente, così da avere una sensazione di larghezza dovuta ad una linea marcatamente orizzontale.


Gli stilemi dell’auto sportiva ci sono tutti. Nella parte bassa il paraurti è articolato, seppur non abbia un vero e proprio splitter. Ha però un dettaglio blu centrale che spezza con il colore della carrozzeria ed offre personalità. Per il resto calandra del tutto assente a meno della parte bassa, com’è giusto che sia con un radiatore posizionato a filo terra.
La muscolatura sui passaruota è evidente così come dietro le ruote anteriori ci sono estrattori per i flussi d’aria. Tutti dettagli di stile che fanno capire quanto abbiano lavorato a tutto tondo su quest’auto, sia per estetica che funzionalità. Poi non mancano richiami con il passato, che forse è il più importante fil rouge di tutto l’assieme. Tra questi la doppia gomma sul tetto, che seppur ad un occhio distratto non sia visibile da subito è il link al piacere dell’appassionato.
Senza mezzi termini la parte posteriore è però quella più stuzzicante, già a partire dal montante C. Montante che tra l’altro è molto inclinato poichè, da buona coupé, il lunotto plana molto presto e dolcemente verso il posteriore. Qui trova uno stop che si sviluppa da lato a lato e crea una firma identificativa sul piano della luce ma anche del design. Peccato l’assenza sia di uno scarico a vista che di un estrattore, ma non fanno parte dell’idea che abbraccia quest’auto poichè non è stata pensata per essere una sportiva nuda e cruda, che quindi “impone” anche alcune linee di design e funzionalità molto marcate. Bene invece il lettering esteso, sia Honda che Prelude, anche se con font differenti.

Affascinante il portellone del bagagliaio quando si apre, poichè è incernierato ovviamente al tetto. Lungo e che sembra aprire l’auto a metà, fa accedere ad un vano bagagli da 264 a 760 litri ma attenzione quando piove, poichè se l’auto è bagnata ho visto che aprendo il bagagliaio potrebbe cadere un po’ d’acqua all’interno.
Interni dalla doppia faccia per la Prelude
Senza dubbio il primo taglio visivo che si ha una volta salito a bordo è questo connubio tra il nero e l’azzurro. Questi due colori si sposano in diversi punti dell’auto come alcune cuciture oppure la – stupenda a mio gusto, devo ammettere – scritta Prelude sulla plancia avanti al passeggero.
Il feeling che ho avuto con gli interni di questa coupé è marcatamente Honda. Mi sono sentito fin da subito su qualcosa di riconoscibile, anche perchè in effetti dopo la prova della Civic (la trovi qui Prova Honda Civic 2024: berlina divertente e che consuma poco!) e della ZR-V (la trovi qui: Prova Honda ZR-V: il SUV che non si fa mancare niente!) si capisce immediatamente che il tratto di matita è lo stesso. Family feeling molto pronunciato, come per il volante, che in questo caso ha però cuciture a contrasto ed anche il mirino nella parte centrale alta. Sulle razze ci sono inserti in plastica nera lucida che non mi hanno fatto impazzire, ma comunque i comandi a disposizione – paddle compresi che poi dopo capiamo a cosa servano realmente – sono ben utilizzabili.

Il tunnel centrale non è tanto alto ma ha una buona larghezza, per giunta si sviluppa anche in diagonale. Non ci sono elementi di spicco perchè anche il selettore del cambio è un tripudio di tasti. Ho già utilizzato questa conformazione di cambio di Honda e come ogni cosa ha pro e contro, poichè si capisce bene ogni tasto cosa faccia ma, al contempo, sono tasti distanti tra loro e per imparare i quali sotto le dita c’è bisogno di farci l’abitudine. Non manca nulla alla fine sul tunnel, poichè ci sono anche i portabibite, il pad per la ricarica a induzione e le porte USB-C.
I sedili poi non potevano che avere un taglio molto sportivo. Nemmeno a dirlo il poggiatesta è integrato così come i fianchetti sono pronunciati, le impunture sono bianche e azzurre ed ho apprezzato il dettaglio della scritta Prelude sullo stesso poggiatesta. Bisogna trovare un attimo la posizione di guida e ci si deve spendere un po’ di tempo, ma poi ci si sente un unico corpo fuso con l’auto. Peccato solo che abbattendoli per far salire qualcuno sui posti dietro poi si deve adattare nuovamente a mano l’inclinazione dello schienale.

Mi sembra doveroso adesso spendere qualche parola per i posti dietro. Di fatto la Honda Prelude 2026 come quella in prova è una 2+2, che significa due posti normali anteriori e quasi due posti di fortuna al posteriore. Perchè alla fine di questo si tratta: due posti utilizzabili da chi è alto meno di 1,60 metri, grossomodo. Dei bambini perlopiù, che così non rischiano di toccare con la testa contro il lunotto, cosa piuttosto antipatica. Chiunque sieda dietro, però, in una giornata di sole forte non scampa da una luce puntata direttamente addosso. Insomma sono due strapuntini per dare agio in casi di emergenza, ma la Prelude è equiparabile ad una biposto.
Tecnologia di bordo: prova del tempo per la Honda Prelude 2026?
La Honda Prelude 2026 vive un po’ di luci ed ombre sul piano della tecnologia, perchè se da un lato non lascia spazio a critiche per dei sistemi piuttosto completi, dall’altro sembra siano oltremodo datati sul piano dell’interfaccia. La strumentazione è un pannello da 10.2 pollici, che non offre personalizzazioni sul tema visualizzato. Permette di avere un’idea immediata di tutto il funzionamento dell’auto, potenziometro compreso, ed ha anche colori contrastati e che permettono di mettere subito a fuoco le informazioni. Cambia qualcosa nella grafica quando si cambia modalità di guida e, soprattutto, se si schiaccia il tasto S+, poichè compare il contagiri al posto del potenziometro. Al di fuori del pannello digitale ci sono solo le indicazioni di carica della batteria e del livello carburante.

Il display dell’infotanment è un pannello da 9 pollici, che invece sembra un po’ in antitesi con i tempi che corrono. Vero che oggi siamo abituati a display sempre molto grandi, ma devo anche prendere in considerazione una cosa: la plancia alta ed il tetto basso non vanno molto d’accordo con un display molto grande. Se avessero optato per un infotainment più grande è probabile avrebbe dato problemi di visibilità durante la guida. Nonostante ci siano i collegamenti con lo smartphone, compresi Apple CarPlay e Android Auto, l’interfaccia utente sembra un po’ datata nella grafica. C’è di buono che i quadrati sono molto grandi e facilmente raggiungibili con le dita anche senza distrarsi troppo durante la guida, fattore da non sottovalutare poichè ne va della sicurezza, ma come anticipato la grafica è un po’ “old style”. Plauso, intanto, alle scorciatoie messe nella parte bassa del display, per le macroaree.
Segnalo un ultimo dettaglio e riguarda il climatizzatore. Perfetto, non avrei chiesto di meglio. Tasti fisici, rotelle, numeri chiari. Insomma niente comandi touch che ti distraggono, ma un qualcosa di fisico e analogico che ben si sposa anche con il segmento di questa Prelude.

Prova su strada Honda Prelude 2026
Qui entriamo davvero nel vivo, perchè c’è tanto da dire e spiegare in fatto di prova su strada della Honda Prelude 2026. Parto con il raccontare che sotto al cofano il motore è ibrido, composto quindi da una parte termica ed una elettrica. La parte termica è un quattro cilindri da 2 litri capace di erogare 143 cavalli; la parte elettrica, che poi la fa da padrona ve lo comincio già a dire, è un motore elettrico da 184 cavalli e 315 Nm di coppia massima. Si tratta di una combo di motore che ho già provato su Honda Civic, tanto per dirne una.
I più appassionati potrebbero fare un salto dalla sedia. Sentir parlare di una Prelude con motore ibrido, per giunta a trazione anteriore! Ebbene il concetto è che quest’auto non vuole essere una sportiva a tutti gli effetti, ve l’ho già specificato in precedenza. Vuole essere una granturismo, una compagna di viaggio ed avventura. Un’auto che ti fa sorridere mentre la guardi e mentre la guidi. Non vuole di certo cercare il tempo sul giro in pista, anche perchè non ha proprio l’architettura giusta per poterlo fare. Se quindi pensate alla Honda Prelude 2026 come quella di questa prova per partecipare ad un Time Attack, direi di rivolgervi ad altro. Se però avete piacere di sentire un collegamento meccanico tra voi e l’auto, curva dopo curva, preannuncio che la soddisfazione è altissima.

Ad ogni modo il motore risponde davvero molto bene. L’auto è piantata a terra e quindi anche la questione di avere le ruote di trazione anteriori non fa perdere aderenza lì quando non deve. Difficile quindi trovare – su strada – davvero il limite dell’asse anteriore. In compenso la spinta è data principalmente dall’unità elettrica, che non solo è la più potente ma è anche quella che sviluppa un crescendo di velocità più piacevole. Certo se guardiamo solo la scheda tecnica i numeri non fanno urlare al miracolo, perchè la velocità massima è 188 km/h e lo 0-100 km/h è coperto in oltre 8 secondi, ma la totalità di guida deve essere al centro dell’esperienza.
Tante auto in una
Questa è in assoluto l’auto sulla quale le modalità di guida hanno creato tante auto in una. La Honda Prelude 2026 ha a disposizione la modalità Comfort, GT e Sport e Individuale. Avendo le sospensioni a controllo elettronico è chiaro che un cambio di modalità di guida fa cambiare in modo sostanzioso l’auto. La Comfort, ad esempio, rende l’auto comodissima. Non l’avrei mai detto che con un’auto così bassa, con i cerchi da 19 pollici e di un segmento tutt’altro che comodo potesse ammortizzare così bene il pavè. Quasi meglio questa che alcuni SUV che ho provato, segnale che hanno calibrato alla perfezione il sistema sospensivo. Ma questa va bene solo in città, poichè è troppo aperta anche in estensione e quindi in autostrada, o quando le velocità aumentano, è doveroso inserire la GT per evitare di ondeggiare o rimbalzare troppo incontrando degli avvallamenti.
Con la GT il discorso cambia. L’auto è più sostenuta, pronta, ma comunque offre uno sguardo anche all’utilizzo estensivo della batteria per avere una trazione solo elettrica. La Sport è la modalità che ovviamente offre il setup più spinto. Il gap tra GT e Sport non è ampissimo come tra Comfort e GT, ma comunque un salto c’è. Si sente l’auto molto rigida, risponde bene in curva e pianta l’anteriore lì dove lo vuoi, sacrificando la guida esclusivamente elettrica. Nemmeno a dirlo, chiaramente, la Individuale si può calibrare a proprio piacimento.

Honda Prelude 2026 a prova di consumi, con l’elettrico
Se c’è una cosa che devo assolutamente sottolineare su questo powertrain di Honda Prelude 2026 in prova, quella è che l’efficienza del sistema è incredibile. Honda ha piazzato una combo motore termico ed elettrico da riferimento, riuscendo anche a soddisfare, a mio parere, una fetta di clienti piuttosto complessa e numerosa. Con la Prelude si fa tantissima strada in elettrico, non appena si lascia il gas il motore termico capisce subito che deve spegnersi, a patto che la batteria sia carica. Una volta passati alla trazione elettrica il pedale dell’acceleratore va ovviamente gestito, perchè se lo si schiaccia troppo subito riparte il quattro cilindri sotto al cofano. Se però si impara quale sia il limite, aiutandosi anche con il potenziometro, tutto fila liscio. Con la batteria carica si percorrono anche 3 km prima di vedere il termico riaccendersi e fungere da generatore.

Non c’è una modalità di guida a pedale singolo come le auto elettriche, ma ci sono molti livelli sui quali poter regolare il sistema di rigenerazione in frenata. Sulla Prelude, a differenza della Civic, hanno anche fatto un ulteriore passo in avanti. Lamentavo in passato il ripristino della modalità di rigenerazione minima non appena terminata la frenata, che quindi chiedeva di agire nuovamente sulle palette nel caso in cui si volesse di nuovo una frenata rigenerativa più evidente. Con la Prelude si può “fissare” il livello, evitando che cambi o si resetti. Miglioramento non da poco, perchè con la Civic ricordo che diedi di matto!
Modalità S+: può la Prelude avere un…cambio?
A conti fatti, guardando la meccanica, la Honda Prelude 2026 non ha un cambio vero e proprio. Ha un e-CVT, che quindi ottimizza giri motore, coppia e trazione nel migliore dei modi, soprattutto in funzione del passaggio dall’elettrico al termico e viceversa. In Honda però non hanno voluto fermarsi qui, dando prova con la Honda Prelude 2026 di poter “superare” qualche confine tecnico. Hanno piazzato questo tastino S+ sul tunnel centrale, utilizzabile con qualsiasi modalità di guida, che trasforma il funzionamento del cambio.

In Honda hanno pensato di simulare in questo modo un cambio doppia frizione a 8 marce. Sfruttano dei rapporti predefiniti e si usano anche la palette dietro al volante per simulare un vero e proprio cambio marcia. Se dovessi chiudere gli occhi e non sapere che sotto tutto c’è tranne che un vero e propria doppia frizione, potrei anche convincermi della cosa, perchè in salita di marcia il feeling è perfettamente uguale ad un tradizionale doppia frizione. Sulla strumentazione compare l’indicatore dei giri motore che la lancetta insegue alla perfezione, l’indicatore della marcia inserita, l’interruzione di spinta tra una marcia e l’altra. Insomma è realistico.
Il limite del sistema arriva in scalata. Qui l’assenza del freno motore vero e proprio si avverte e lascia percepire qualcosa di “innaturale”. D’altronde l’aumento di giri motore su un cambio tradizionale aumenta di conseguenza il freno motore, che quindi viene utilizzato anche come parte integrante della frenata. Tutte reazioni che qui non avvengono, motivo per il quale si percepisce che è tutto simulato. Tanto di cappello però a Honda, perchè ha messo su un sistema davvero molto valido e interessante, che trano ma vero fa comunque divertire.

Consumi e prezzo Honda Prelude 2026 in prova
Facendo ovviamente tantissima strada in elettrico, i consumi della Honda Prelude 2026 in prova sono stati eccezionali. Pensare ad un’auto di questo segmento e collegarla a consumi da manuale mi è risultato inizialmente difficile, ma poi ammetto che è stato un valore aggiunto per riuscire ad apprezzare davvero a 360° lo spirito dietro quest’auto, il suo progetto ed i suoi requisiti. In un contesto misto cittadino ed extraurbano io ho toccato 3,9 litri/100 km. In statale piena e non usando troppo l’elettrico mi sono saliti fino a 4,6 litri/100 km, mentre a 130 km/h in autostrada ero a 6,3 litri/100 km.

Il prezzo di Honda Prelude 2026 è fatto e finito, poichè non ci sono allestimenti tra i quali scegliere: 50.900 euro. A questi vanno aggiunti al più un migliaio di euro per la vernice, se si sceglie la variante a pagamento.
Che ne pensi di questa nuova Honda Prelude 2026? Ritieni sia degna di raccogliere il testimone della sua progenitrice scomparsa mezzo secolo fa, oppure si è piegata troppo al mercato? Fammelo sapere direttamente sui social e non dimenticare di lasciare un like!
