Arrivo alla prova della Triumph Speed Triple 1200RR con una domanda: un déjà-vu o semplicemente in linea con la nuova moda Sport Vintage? Modaiola o meno la cafè racer di Hinckley ha carattere e sostanza da vendere. È tutto perfettamente armonizzato in questo esempio di capolavoro d’ingegneria meccanica e, già dal primo sguardo, dà l’impressione di essere una moto concepita per caratteri forti. Ispirata all’iconica naked Speed Triple, la RR è una moto nuova, tutta da scoprire.
Bella, bellissima, una moto di tendenza
Lo stile è un connubio perfetto tra il retrò del cupolino classico, il faro tondo anni ’60, il carattere sportivo del carbonio e le sospensioni Ohlins che, con il distintivo colore dorato, si fanno notare anche esteticamente. La continuità della linea unica, tra cupolino e codino monoposto, è molto efficace dal punto di vista aerodinamico e le conferisce esteticamente un carattere sportivo, senza rinunciare all’impronta classica.
La scelta di dotare la Triumph Speed Triple 1200RR come quella in prova di frecce a led minimal è particolarmente riuscita, così come le due livree proposte dalla casa trasmettono uno stile raffinato e sofisticato.
Per molti, ma non per tutti: questione di…corporatura!
Lo stile e la posizione di guida della nuova Triumph Speed Triple 1200RR in prova non lasciano spazio a dubbi: è una moto che si adatta meglio ad una corporatura maschile. Non tanto per l’altezza della sella, ad 830 mm, ma per le dimensioni del serbatoio, che allunga la distanza spalle-manubrio, costringendo ad una posizione di guida troppo distesa chi è al di sotto di 1.70 m e di corporatura esile, come me.
I semimanubri larghi non migliorano la situazione e gestire gli spostamenti da ferma o nel traffico cittadino, con spazi ristretti e continui cambi di direzione, mi è sembrato più faticoso del solito. Ogni difficoltà è fortunatamente presto superata marciando a velocità più sostenute.

Apprezzatissima invece la sella che, sebbene non sia particolarmente imbottita, ho trovato confortevole. Le pedane arretrate sono posizionate bene per aiutare nella guida sportiva.
La strumentazione TFT è chiara, ben leggibile e completa. La grafica dà l’idea di una moto futuristica ma, visto il carattere retrò della moto, non mi sarebbe dispiaciuta una soluzione “old school”. Per lo stesso motivo, al transponder del sistema keyless, avrei preferito le classiche chiavi. Per navigare tra i riding mode ci affidiamo ai blocchetti retroilluminati, completi ma non molto intuibili, come i menù che gestiscono l’enormità di opzioni disponibili. Come tante sportive moderne, la Speed Triple 1200 RR è una moto che richiede un attimo di concentrazione per focalizzarne tutte le funzioni.
Prova Triumph Speed Triple 1200RR: elettronica a iosa…e forse anche di più!
Messa su strada, la Speed Triple RR mostra strettissima la parentela con la RS Naked. Il carattere del motore, ipnotizzato dall’elettronica, sa fare le fusa come un gatto o ruggire come un leone. Siamo pronti a scommettere che dietro questo software così efficace ci sia il team che ha sviluppato il motore per il campionato Moto2. Appare scontato sottolineare che, scegliendo di viaggiare in modalità “rain”, la moto risulti leggermente vuota ai bassi…come una quattro cilindri di qualche anno fa.
Selezionando la mappatura “sport” la Speed Triple RR sguinzaglia la sua brillante personalità inglese da tre cilindri, trasformandosi magicamente in un hooligan ubriaco la sera in cui la sua squadra ha vinto la Premier League. Triumph concede anche un riding mode Custom ma, nel programmarlo, ci siamo scontrati con un’interfaccia di gestione molto articolata e non facilmente intuibile. Una lettura al libretto d’istruzioni è praticamente d’obbligo prima solo di accendere la chiave, figuriamoci prima di una prova completa di questa Triumph Speed Triple 1200RR…

Tra le opzioni disponibili, comunque, troviamo ABS, controllo di trazione, cornering, anti impennata, cruise control (utile per riposare le braccia in autostrada) e gestione delle sospensioni Ohlins Smart EC 2.0. Mancano raffinatezze come il controllo di sbandata o il launch control, ma la RR è una Granturismo, non un mostro da delegare al solo utilizzo in pista.
Ma com’è alla guida questa Triumph Speed Triple 1200RR in prova?
Rispetto ad altre sportive, la Speed RR ha un buon raggio di sterzata. Sembra una banalità ma, in generale, questo tipo di moto è ideato per piegare, non per girare. Considerando che normalmente indossiamo una taglia S e questa moto è una XL, avere un po’ di maneggevolezza aiuta.

Di sicuro sfilare tra le auto incolonnate (accennando anche un minimo di zigzag), non è semplice; complice anche il caldo che proviene dal motore aumentando il disagio. Quando però la strada si apre, la musica cambia. Il carattere della moto viene fuori in tutta la sua rabbia ed è in quella condizione che la Speed Triple dà il meglio di sé. È per quello che non ci sentiamo di consigliare la RR come unica moto di casa ma come sportiva, magari da affiancare ad una Street o una Trident, da usare tutti i giorni.
Nella guida sportiva la moto è precisa, stabile e bilanciatissima. Il grosso pneumatico posteriore da 190 si esalta nelle pieghe estreme, specialmente spostando il corpo sulla sella per eseguire le curve a regola d’arte.
Esenti da ogni difetto, i freni Brembo sono sempre a loro agio sia in città che nel misto veloce e sono aiutati dalle sospensioni a controllo elettronico come sostegno in frenata regolabile. In sostanza, la forcella si indurisce in frenata per mantenere la moto sempre bilanciata e ciò consente di entrare in curva ancora in leggera staccata. Una tecnica di guida moderna, lanciata dalla Superbike.

Tanti controlli elettronici, però non traggano in inganno. Siamo sempre davanti ad un oggetto pesante nonostante l’impiego di tanto alluminio: 199 Kg spinti da 180 CV. Roba che scotta!
Pro e contro di questa Speed Triple 1200RR
Lo stile Triumph è un mix tra eleganza e vigorosità allo stato puro. Non sappiamo come facciano…ma ci riescono sempre!
La migliore qualità della nostra Speed Triple 1200RR è proprio la sua immagine terribilmente fashion, senza mostrarsi come un soprammobile senza anima. Da questo punto di vista, Triumph vince ancora. Parte di queste qualità sono le prestazioni della moto, il suo livello tecnico e tecnologico ed il piacere di guida alle andature veloci.
Per una esile ragazza italiana come me, il principale difetto della RR è che sembra essere stata progettata per assecondare la massiccia corporatura dei motociclisti inglesi. Muovere la Speed è un esercizio fisico importante e non alla portata dei diversamente robusti. Certo, poi guidarla è un’altra cosa, per questo la vorremmo come seconda moto, ma non ci sentiamo di consigliarla per andare al lavoro o all’università.

Il prezzo della Triumph Speed Triple 1200 RR è di 20.600€ in colorazione Crystal White, mentre ci vogliono 250€ in più per la Red Hopper. Tutto sommato e considerando anche la tenuta dell’usato, si tratta di una cifra non esorbitante.
Ad ogni buon conto, un bel test ride non potrà che sciogliervi ogni dubbio.













Correte a provarla a Salerno dagli amici della concessionaria Triumph Officine Inglesi, che ringrazio e saluto.
Lucia Damiata
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Foto di Giuseppe Irrera
Abbigliamento:
- Casco: Ruroc Atlas 3.0 Liquid Carbon
- Giacca: Oxford Beckley Jacket
- Stivali: Vanucci RV6 Performance
- Guanti: Macna
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