C’era una volta la Evoque
Sono ormai più di 10 anni che la Range Rover Evoque è proposta nel listino del Costruttore britannico, poichè la prima generazione venne presentata nel corso del 2011. Durante il 2018 venne però introdotta una seconda generazione. Un ciclo di vita piuttosto ampio rispetto gli standard, ma in Range Rover se la sono presa comoda poichè hanno pensato di proporre un modello del tutto nuovo, forti dell’esperienza maturata con il design della Velar. E poi l’hanno fatta anche ibrida. La prova della nuova Range Rover Evoque è stata allora un must immancabile, considerando il successo riscosso nel tempo.
Vi lanciamo anche direttamente il video pubblicato su YouTube, sul canale Test Driver, così da completare ed approfondire tutta la prova.
Figlia diretta di Range Rover Velar
Non è assolutamente un segreto che i designer hanno preso ispirazione dalla Range Rover Velar per le linee di questa Evoque. La parentela è stretta, ma d’altronde la materializzazione del concetto di family feeling porta anche a questo.
Il frontale è indiscutibilmente Range Rover. Non potrebbe essere altrimenti, lo si capirebbe anche banalmente nel buio o lontano chilometri. Il cofano quasi piatto e la calandra sottile che, assieme a tutto il paraurti, crea un blocco verticale si pone come un segno distintivo. Anche i fari che trovano spazio sotto al taglio del cofano lo sono. In assoluto il richiamo più forte, però, lo si ha al posteriore. Protezione sottoscocca molto pronunciata, gruppi ottici a sviluppo orizzontale che sono in un fascione nero e creano così una linea continua che amplifica la sensazione di larghezza, lunotto piccolo e messo molto in alto. Tutti generosi richiami che vedono questa Range Rover Evoque in prova stretta a doppio filo con la sorella maggiore.

Dimensioni Range Rover Evoque in prova
Nonostante le proporzioni e le linee di nuova Range Rover Evoque facciano pensare a dimensioni importanti, la realtà dei fatti è ben diversa. La lunghezza complessiva è di 4,37 metri, con una larghezza di 2,10 metri con specchietti aperti ed un’altezza di 1,65 metri. Sono volumi che permettono ad Evoque di essere sfruttato anche in città, terreno che a prima viste la si potrebbe sconsigliare del tutto. L’occhio allora inganna ma il metro è oggettivo, quindi se dovete girare in città con questa piccola Range Rover non dovreste avere troppi problemi.
Le dimensioni ed il volume del bagagliaio parlano di 591 litri. Spazio sufficiente per metterci senza troppi pensieri le valigie ma la soglia di carico è alta.
Interni tipicamente…British
Una cosa bisogna dirla fin da subito: il volante lo si potrebbe riconoscere – ancora – lontano un miglio. Forma e dimensioni indiscutibilmente Range Rover, rivestito in pelle e con comandi retroilluminati sulle razze. Ecco, su questo c’è bisogno di fare un appunto. Sulle razze del volante ci sono pannelli nero lucido con retroilluminazione dei comandi. Questi ultimi non sono però a sfioramento ma chiedono una pressione fisica, che muove quindi tutto il pannello. Forse un’opzione soft touch sarebbe stata più gradevole.

Quel che ha sbalordito durante la prova di Range Rover Evoque è però lo spazio a bordo, nonostante la presenza di plancia e tunnel non assolutamente trascurabili. Sedili comodi, larghi e spaziosi, tunnel centrale con addirittura un vano portaoggetti con apertura doppia, plancia proiettata verso i passeggeri. Quest’ultimo particolare è quello che probabilmente riesce a generare una sensazione di spazio maggiore, poichè si associa al parabrezza inclinato per generare una sensazione di arioso. Peccato solo per il pannello alla base del selettore cambio, che da una sensazione di “vuoto”.
Intanto ci sono diversi vani portaoggetti, che vanno cercati poichè a prima vista sembra non ci sia spazio a sufficienza. Tra tutti c’è un vano passante sotto al tunnel centrale. Ampio, quindi non ci mettete solo il telefono, ma per prendere gli oggetti bisogna spostare le ginocchia.
Display, infotainment e tasti a sfioramento

Range Rover pensa e produce tra le console comandi più belle in circolazione. Seppur la versione in prova di Range Rover Evoque non prevedesse il display infotainment ruotabile, che per giunta viene affiancato da un display più in basso, questo non significa che non si possa godere di tutta la plancia centrale a sfioramento. Più in basso dello schermo multimediale da 10 pollici fisso nella sua cornice c’è il pannello che abbraccia varie funzioni. Climatizzatore, modalità di guida, impostazioni ibrido. Tutto è basato su tasti soft touch e rotelle, che per giunta cambiano destinazione d’uso in base alla funzione che andiamo a selezionare. Ci si chiede allora se sia davvero necessario l’upgrade di questo sistema Pivi, considerando già quanto la base di partenza sia elegante e funzionale.
Prova su strada Range Rover Evoque ibrida
Nonostante la mole, nonostante il volume e nonostante il peso della P300e, che si attesa a quasi 2,2 tonnellate, il motore termico è piuttosto contenuto. A spingere la Range Rover Evoque in prova ci pensa un 1.5 litri da tre cilindri – frazionamento ormai del tutto sdoganato – abbinato ad un motore elettrico. 200 sono i cavalli che arrivano dal motore benzina, sull’asse anteriore, altri 109 cv arrivano dall’elettrico ma spostati sull’asse posteriore. In totale la potenza massima è di 309 cv, con una coppia di 540 Nm. La Evoque è allora “coppiosa” come tutte le auto che hanno un motore elettrico al proprio servizio, che in questo caso materializza anche la trazione integrale. Nessun problema quando si schiaccia l’acceleratore ed anzi la parte elettrica aiuta nei momenti in cui il motore benzina, che ha comunque una potenza di tutto rispetto, non riesce ad essere brillante.

Modalità di guida ibrida della P300e
Ibrido plug-in significa avere una batteria grossa ed una cospicua autonomia in elettrico. Nel caso della Evoque P300e questo si tramuta in una batteria da 15 kWh che, stando alle dichiarazioni della casa, permette 62 km in elettrico. Non troppo distante il dato reale, poichè durante la prova la batteria è stata sufficiente per 60 km.
Tutto passa comunque dalle modalità EV, selezionabili sulla plancia comandi del tunnel. Si può forzare la modalità elettrica con EV, sfruttare la collaborazione dei due motori con Hybrid e scegliere di risparmiare carica della batteria – o addirittura in parte ricaricarla – con la Save (questo succede con poche altre auto, tra le quali la Compass 4xe che abbiamo provato qui: Prova Jeep Compass 4xe S: ibrido plug-in per l’offroad). Hybrid è in assoluto la più ponderata, poichè riesce ad unire il meglio di entrambe le propulsioni: la priorità è ovviamente nei confronti dell’elettrico, quindi fin quando c’è batteria a disposizione viene prediletta, Poi si usa il mix di energia che arriva dal tre cilindri e dal recupero dell’energia in frenata, per riuscire a staccare consumi complessivi (partendo con batteria piena e percorrendo 250 km di statali e città) anche di 4.5 litri/100 km.

Ovviamente con batteria del tutto scarica affrontare lunghe percorrenze che non prevedano tratti cittadini, frenate o decelerazioni, diventa più dispendioso. Se vi piazzate in autostrada a 130 km/h e senza energia a dare vita all’unità elettrica è facile consumare 10 litri/100 km, ma basta uscire dall’autostrada e prediligere le statali a velocità più contenuta per abbassare la media di diversi litri.
La Range Rover Evoque P300e messa alla prova in città
In città tendenzialmente non serve la trazione integrale, ma ciò non si può dire per un setup sospensioni idoneo. Nonostante i cerchi da 18 pollici la Evoque ha superato egregiamente tutte le difficoltà che le strade cittadine mettono puntualmente in conto. Asperità di ogni tipo, sollecitazioni a frequenze diverse e chi più ne ha più ne metta. Le sospensioni hanno lavorato in modo progressivo e senza far avvertire troppo il peso non esattamente piuma della Evoque. Magari si può osare anche con un cerchio più grande, anche fino a 20 pollici, senza patire eccessivamente. Però questo non sarebbe consigliabile in caso di fuoristrada, campo nel quale la Evoque non è sicuramente una specialista ma può concedersi qualche strappo lontani dall’asfalto, complici le modalità di guida specifiche per basse aderenze e differenti terreni.
Segnaliamo che la frenata non è stata incisiva come ci aspettassimo, chiedendo così un aiuto da parte dei paddle dietro al volante, riducendo così le marce del cambio automatico a 8 rapporti.
Come si ricarica la Evoque P300e

Gioia delle gioie, la Evoque ibrida plug-in ha una caratteristica estremamente apprezzata: si ricarica anche in DC, oltre che in AC. Ha la presa CCS Combo che porta la potenza di ricarica massima fino a 32 kW, a differenza dei 7.4 kW raggiungibili con la presa Tipo 2 e la ricarica in AC, corrente alternata. Nella realtà abbiamo visto che in DC non si è spinta a caricare a potenze superiori ai 25 kW, che comunque bastano per recuperare la carica fino all’80% in circa 30 minuti (1 ora e mezza per la stessa ricarica ma in AC).
Prezzo e conclusioni della prova
Con un prezzo di partenza di 61.000 euro la nuova Range Rover Evoque ha affrontato una prova di forza, soprattutto in motorizzazione ibrida plug-in P300e. Le dimensioni non eccessive la rendono spendibile molto bene anche nel quotidiano e non costringono a fare i salti mortali per trovare un parcheggio in città. Discreta in assoluto la percorrenza in elettrico, che copre serenamente il tragitto medio quotidiano di un lavoratore.









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