Quando si parla di Suzuki Swift è come andare a toccare una sorta di istituzione nel listino della firma giapponese. Un nome altisonante e che richiama generazioni e generazioni di un’utilitaria che ha sempre fatto ben parlare di sè. Seppur adesso si parli di un restyling piuttosto che di una generazione vera e propria, la prova di Suzuki Swift 2024 conferma un trend altamente positivo al quale i precedenti modelli ci hanno abituato: la concretezza. Insomma che Suzuki abbia ancora una volta fatto centro? Vediamolo assieme.
Per tutti gli appassionati di video ricordo che è online sul nostro canale Youtube già la prova di questa Suzuki Swift 2024. Vi lascio il player qui sotto, ma ricordate di iscrivervi al canale per essere sempre aggiornati e per supportare il nostro lavoro!
Dimensioni Suzuki Swift 2024 in prova
Anche per questo aggiornamento 2024 la Swift conferma il suo modus operandi: un’auto dalle dimensioni compatte, utilissime per non avere troppi problemi nella giungla urbana. La Swift 2024 misura infatti 3,86 metri di lunghezza, facili dunque per trovare il tanto sperato parcheggio, mentre il bagagliaio vanta 265 litri: non male, ma si sarebbe potuto fare di più. Più che altro è la conformazione del bagagliaio ad essere un po’ scomoda, poichè c’è una soglia discretamente alta.
Le volumetrie della segmento B giapponese si confermano “giuste” come in passato, sulle quali non sfigurano i cerchi da 16 pollici. Solitamente questo taglio di cerchi può sembrare piccolo per gli ama il design, ma considerando la grandezza del passaruota di questa Swift tutto trova la sua proporzione.
Cosa cambia fuori con questo restyling?

Come ogni buon restyling devo ammettere che in Suzuki si sono concentrati principalmente sull’anteriore. Il muso, ad un occhio attento, è cambiato veramente tanto. Non solo nella parte bassa, ma soprattutto nella parte mediana ed in zona cofano. La calandra è più grande ed ha un profilo diverso, mentre si sono persi un po’ di spigoli per dare spazio a linee tondeggianti. Queste le vediamo sia nei fari sia, soprattutto, nell’attacco del cofano anteriore: delinea il profilo superiore dei gruppi ottici e sembra adesso avere un volume tutto suo. Un muso quindi che appare notevolmente diverso nella sua semplicità, che offre dunque un punto di lettura che può entrare in contatto con una fetta di mercato differente.
Al netto delle luci di posizione a forma di C che troviamo nei gruppi ottici, questa riproposizione di Swift non cambia in modo radicale dunque. Si confermano delle attenzioni ai dettagli interessanti come il fendinebbia centrale al posteriore, oppure ancora il bicolor con tetto nero che fa sembrare il tutto sospeso. E visto che ci troviamo a parlare di montati c’è da specificare una cosa: le porte posteriori hanno perso la maniglia sul montante a favore di una maniglia tradizionale. Suzuki aveva “osato” questa nota estetica in passato ma adesso è tornata ad una maniglia di tipo tradizionale. Quale piacerà di più? Ai posteri l’ardua sentenza.
Prova interni Suzuki Swift 2024

Il trend trovato per gli esterni viene confermato anche una volta saliti a bordo della nuova Swift: hanno mirato ad aggiornare dei punti chiave piuttosto che estendere un nuovo tocco di matita a tutto. Ci sono alcuni dettagli rimasti praticamente invariati, come il volante. Tipico di Swift, riconoscibilissimo e facile da usare durante la guida soprattutto se non è la prima esperienza con un’auto del genere. I comandi dietro la corona sono da farci l’abitudine, ma poi risultano molto utili.
Lo spazio a bordo per i passeggeri, nonostante le dimensioni contenute dell’auto, è buono per il suo segmento d’uso. Chi siede avanti ha a disposizione sedili larghi e discretamente imbottiti, così come al posteriore la linea del tetto non costringe ad essere necessariamente bassi per sopravvivere. Segnalo però che il posto centrale è piuttosto sacrificato, quindi meglio pensare alla Swift come un’auto per quattro persone comode e rifilare al centro solo un bambino, oppure una persona adulta in casi sporadici.
Il bello della Suzuki Swift 2024 come quella in prova, ma in generale anche delle precedenti, è la presenza di sistemi che non ci si aspetta su auto di questo segmento. Uno di questi è il riscaldamento di entrambi i sedili anteriori, tanto per dirne una. I tasti sono proprio di fianco alla leva manuale del freno a mano, su un tunnel che nella parte anteriore vede anche alcune prese di ricarica ed un po’ di spazio per gli oggetti. Certo c’è della plastica in giro, come su plancia e interni porte, ma anche questo è un tratto storico di Suzuki, che ha sempre pensato più alla concretezza.
Nuovo infotainment, ADAS sempre aggiornati
Se c’è una cosa che allora è stata del tutto cambiata su questa Swift, è l’infotainment. Finalmente oserei dire, perchè il precedente aveva cominciato a sentire il peso degli anni. Il nuovo display multimediale è un touchscreen con diagonale da 9 pollici, non il più grande sul mercato ma idoneo ad un’auto di questo segmento. Cambia anche il sistema operativo, che ha tempi di risposta nella media ma ha aggiornato il tema. conferma le icone grandi, facilmente intercettabili durante la guida, ma layout e grafiche sono decisamente più al passo dei tempi che corrono, seppur mantengano uno stile quasi da cartone animato, tipico di Suzuki.

La strumentazione a sua volta è stata confermata con un mix di analogico e digitale. Resta il fascino delle lancette fisiche che salgono e si muovono, oggi un po’ perso di vista con la dilagante adozione dei display. Che poi troviamo anche qui, solo che è uno schermo che copre giusto la parte centrale della dashboard. Cambi di fino sulla strumentazione, mentre invece hanno confermato un trend che ho adorato nel corso di tutte le prove di Swift fatte in passato, in tutte le salse (qui trovi la Sport Hybrid: Prova Suzuki Swift Sport Hybrid: la compatta sportiva): l’elettronica legge tutti i sensori e ti permette di vedere tantissimi dati. Da quanto premi acceleratore e freno fino a coppia e potenza istantanee, dal grafico dei consumi al carburante risparmiato con lo Start&Stop. Insomma un qualcosa che difficilmente si vede anche su auto di segmenti ben superiori.
Se poi dovessi cominciare ad aprire la parentesi ADAS (se non sai cosa sono, le sigle e come funzionano trovi la guida completa qui: Sistemi ADAS: cosa significano le sigle e come funzionano?) non ne uscirei più. La Swift si conferma colma di sistemi di assistenza alla guida.
Prova su strada Suzuki Swift 2024
Finalmente siamo arrivati alla parte nella quale si accende il motore, rigorosamente con il tastino e con le chiavi con sistema keyless direttamente in tasca o borsa. Si da vita a un motore che risulta essere forse il cambiamento più significativo di questo restyling, poichè si è passati ad un propulsore 1.2 – 3 cilindri – da 83 cavalli e 107 Nm di coppia massima. Non ci sono altre opzioni, almeno per il momento: questo è l’unico motore in gamma per la Swift. Ovviamente è un propulsore mild hybrid come da tempo ci ha abituati a vedere Suzuki, quindi ha una piccola batteria di accumulo sotto al sedile conducente – così da non rosicchiare altro spazio altrove – e un motore elettrico da qualche cavalli che aiuta il termico nelle fasi di carico.

Per un utilizzo cittadino questo è un propulsore particolarmente indicato. Ha una potenza sufficiente a gestire le condizioni di uso quotidiano, seppur ovviamente non sia un campione di sportività. Non pensate che con questo 3 cilindri vi possiate aspettare il classico calcio nel sedere, perchè la potenza è giusta per il taglio di auto – e per questo si ringrazia anche il peso contenuto della Swift – ma non ha assolutamente aspirazioni prestazionali. D’altronde non è un’auto nata per fare questo, e purtroppo non ci potremo aspettare nemmeno una versione Sport, poichè Suzuki al momento non ha la benchè minima intenzione di produrla.
Tra cambio manuale e trazione integrale
In Suzuki hanno pensato anche di piazzare sulla nuova segmento B un cambio manuale 5 marce. Oggi si vedono ormai cambi a 6 marce un po’ ovunque ed in ogni segmento, ma i giapponesi hanno pensato di essere più tradizionalisti. Certo per chi vuole il cambio automatico c’è in opzione ed è un CVT, ma solo con il manuale si può avere anche la trazione integrale 4WD. Ecco, io mi soffermerei principalmente su questo aspetto. Una utilitaria con il 4WD è davvero complicata da trovare, ma la Suzuki Swift 2024 come quella in prova è la testimonianza che nulla è impossibile. Utile ovviamente in caso di percorsi a bassa aderenza piuttosto che in offroad, poichè l’altezza da terra magari non permette di inerpicarsi su sentieri difficoltosi. Aiuta dunque principalmente con pioggia, neve, fango e condizioni atmosferiche avverse.

Come specificato in precedenza lavora esclusivamente con il cambio manuale. Questo 5 marce ha le prime piuttosto corte, poichè bisogna che lavori in allungo con la quinta. Ma resta comunque una dichiarazione d’intenti cittadina questa scelta fatta da Suzuki, tanto che ai 130 km/h canonici da autostrada il motore frulla a oltre 3.500 giri.
In compenso la nuova Swift si conferma un’auto molto semplice da guidare, quasi genuina. Non mette in difficoltà a prescindere dall’esperienza di guida e per questo mi sento di consigliarla anche a chi ha più timore di mettersi al volante, soprattutto grazie anche a dimensioni che non costringono a scendere dall’auto per controllare gli ingombri in manovra.

La prova nell’ambiente ideale di Suzuki Swift 2024: la città
La città, come detto, è l’ambiente ideale per il test. Mostra quanto la Swift possa affrontare la quotidianità senza impensierirsi troppo. Nonostante il pavè cittadino sia solitamente tutto fuorchè accomodante, l’assorbimento delle sospensioni è valido e non vengono trasferiti troppi colpi all’abitacolo, nei limiti della lunghezza complessiva e del passo di quest’auto. Le manovre di parcheggio si affrontano con un discreto raggio di sterzata e si può zigzagare bene grazie ad un carico volante che non affatica nemmeno a lungo andare.

Si può fare la spesa, si possono accompagnare i figli a scuola, il tutto anche con una connettività completa che vi aiuta non solo ad essere operativi ma anche raggiungibili.
Consumi e prezzo
So bene che uno dei punti chiave di ogni prova è il consumo, forse quasi prima del prezzo. Ovviamente in una prova di un’auto come la Suzuki Swift 2024 si hanno consumi piuttosto differenti sulle diverse tipologie di strade, poichè in autostrada, ad esempio, è parzialmente in sofferenza. Il miglior consumo si riesce a staccare in statale, poichè a velocità costante e con una marcia alta inserita si arriva anche a quota 4,4 litri su 100 km. In città i consumi salgono fino a 4,9 litri/100 km (con il climatizzatore fisso acceso), mentre in autostrada si schizza fino anche a 6 litri/100 km.
Per portare a casa la nuova Suzuki Swift 2024 si parte da 22.500 euro, al netto di eventuali promozioni. ricordo che non c’è scelta sul motore ma le variabili sono il cambio e la trazione, oltre che l’allestimento e la vernice.









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