Audi sta sperimentando un nuovo metodo per il riciclo fisico delle materie plastiche, che andrà ad aggiungersi ai già consolidati processi di riciclo chimico e meccanico. Allo stato attuale, per la realizzazione di una vettura occorrono circa 200kg di materie plastiche. Questa plastica viene utilizzata ad esempio per i paraurti, per i parafanghi, per il rivestimento interno delle portiere e in buona parte dell’abitacolo.

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Riciclo meccanico: come avviene e quali sono i limiti?

Quando le auto vengono rottamate, queste plastiche, che sono di tipo differente, vengono frantumate meccanicamente e separate dagli altri materiali per poter poi ottenere dei granuli di plastica che possono essere riutilizzati. Il riciclo meccanico non può essere utilizzato per le plastiche composite, in quanto contengono additivi, rivestimenti, riempitivi quali la fibra di vetro che sono difficili da separare. Inoltre le plastiche riciclate meccanicamente non possono più essere utilizzate per l’ambito automotive, in quanto a causa delle lavorazioni meccaniche decadono le proprietà meccaniche del materiale.

Riciclo chimico delle materie plastiche

Per ovviare alle problematiche del riciclo meccanico si può ricorrere al riciclo chimico. Si tratta di un tipo di riciclo che, con agenti chimici, scompone la catena polimerica e la riporta ai monomeri di partenza. In questo modo si ritorna esattamente alla materia prima utilizzata nella preparazione dei polimeri. Si ottiene un olio, definito bio-greggio, che potrà poi essere ulteriormente recuperato e riciclato. Questa tecnica può essere utilizzata per la preparazione di nuove plastiche dalle caratteristiche chimico-fisiche identiche a quelle prodotte con la materia prima di partenza. Lo svantaggio di questo processo è che non permette di riciclare parte dei polimeri di addizione, come il polietilene, che rappresentano il 75% dei rifiuti plastici totali.

Riciclo fisico: metodo innovativo per il riciclo delle materie plastiche

Per il riciclo delle materie plastiche Audi, in collaborazione con l’Istituto Fraunhofer per l’Ingegneria Industriale e l’Imballaggio, mira ad ottimizzare il processo del riciclo fisico. Diversamente dal riciclo chimico, la plastica non viene trasformata in un diverso sottoprodotto, bensì dissolta mediante solventi. Ciò significa che non avviene alcuna degradazione chimica e che le catene polimeriche rimangono intatte. “Vengono utilizzate come solventi solamente sostanze non nocive”, spiega Martin Schlummer dell’Istituto Fraunhofer. “I solidi in grado di interferire con il risultato finale del riciclo fisico vengono separati”. I solventi vengono quindi destinati all’evaporazione e immessi nuovamente nel ciclo. In seguito all’essiccazione si ottiene un granulato plastico con un elevato grado di purezza, dalle qualità paragonabili al materiale vergine.

Audi mira a incrementare la percentuale di materie plastiche ottenute per riciclo fisico, testando i limiti e la sostenibilità economica del processo.

Standard qualitativi delle plastiche riciclate

Prova di impatto per materie plastiche riciclate
Prova di impatto per materie plastiche riciclate

Le componenti Audi realizzate con materie plastiche riciclate devono rispettare elevati standard qualitativi. Devono essere altamente resistenti per garantire maggior sicurezza in caso d’impatto, devono essere resistenti al calore e agli agenti atmosferici. Sono fondamentali anche la stabilità dimensionale, la durata dei componenti e la conservazione del feeling tattile e dall’estetica originale per l’intero ciclo di vita dell’auto.

Provini sottoposti a test di impatto
Provini di plastica riciclata sottoposti a test di impatto

Sempre più materiali di riciclo per il futuro

Audi intende incrementare la percentuale di utilizzo di materiali riciclati nelle proprie vetture. Un primo esempio dell’identità ecosostenibile della casa dei quattro anelli è l’Audi Q4 e-tron. Per la Q4 e-tron, infatti, sono stati realizzati 27 componenti con materiali di riciclo, tra i quali il rivestimento delle cerniere delle portiere, le cornici e i gusci dei passaruota nonché gli spoiler aerodinamici in corrispondenza delle ruote.

Abbiamo parlato della Q4 e-tron in articoli precedenti, se ve li siete persi li trovate di seguito:

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