Quando si parla di competizioni la ricerca dell’eccellenza non si ferma mai. Si cerca il miglior setup per l’auto, la migliore tecnica possibile e si rincorrono tecnologia anche in fase sperimentale. C’è però un fattore particolare sul quale si potrebbero aprire nuove ipotesi di perfezionamento: il pilota. Nissan ha studiato un allenamento per i propri piloti che li rende reattivi come i soldati.

Parlammo dell’avvio e degli obiettivi di questo programma, prima dei risultati, proprio qui: https://test-driver.it/nissan-studia-il-cervello-dei-piloti-per-allenarli-meglio/

L’allenamento dei piloti Nissan

Nissan ha messo a punto un programma che prende il nome di Brain To Performance. Si tratta di un allenamento per i propri piloti di Formula E, così da indurli fisicamente ad essere più performanti.

La cosa interessante di questo programma è che trova un parallelo con alcune tecniche di allenamento dei soldati americani, sui quali viene usata la stimolazione cerebrale per combattere situazioni critiche come la privazione del sonno. Nissan ha pensato di inserire una gamma di stimolazioni cerebrali per permettere ai propri portabandiera di migliorare le prestazioni in pista ed i tempi di reazione. L’obiettivo è chiaramente quello della prestazione pura, perchè al di là della tecnica e dell’avanzamento tecnologico, una reattività ed una velocità decisionale del pilota più elevate possono fare la differenza all’interno di una gara.

Come funziona la stimolazione cerebrale per l’allenamento

Nissan ha sottoposto prima alcuni piloti non professionisti a questa stimolazione cerebrale, per capire quanto questa possa ottimizzare le funzioni del cervello. La differenza tra un pilota non professionista sottoposto a questo iter ed un omologo che invece non ha seguito il processo di stimolazione è stata evidente: il tester che ha provato la stimolazione, quando si è trovato a pilotare nella realtà un’auto dopo intense sessioni di simulazione, ha mostrato un più veloce apprendimento del tracciato e tempi di reazione del 50% migliori.

Lo studio è passato poi direttamente sui piloti Nissan, che hanno usato un apparecchio di stimolazione chiamato Sonal. Hanno seguito un programma di test ed allenamento intenso, con frequenze che hanno stimolato delle parti specifiche del cervello. Il risultato è stato quello di avere tempi di reazione più veloci, ma allo stesso tempo anche una migliore resistenza allo stress ed alla fatica.

Cosa pensi di questo tipo di allenamento? Pensi sia eccessivo o ritieni possa far “parte del gioco”? Faccelo sapere direttamente sui nostri social e non dimenticare di lasciare un like!

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