In un mondo nel quale la richiesta energetica pulita sale costantemente, bisogna trovare di volta in volta modi sempre più green di produrla, per evitare di cadere nel classico problema del cane che si morde la coda. Aziende in tutto il mondo stanno sviluppando sistemi per produrre energia pulita e per ottimizzare processi già esistenti. Poi è arrivata Movyon, che cerca di far fare un salto generazionale ai caselli autostradali.

Il progetto di Movyon e 20energy per i caselli autostradali

Il progetto portato avanti da 20energy e che sfrutta la tecnologia di Movyon, azienda impegnata nelle soluzioni per il trasporto e per infrastrutture, prevede il recupero dell’energia cinetica delle auto in transito per i caselli autostradali. Il nome ufficiale del progetto è KEHV, acronimo di Kinetic Energy Harvesting from Vehicle. Si sfrutterebbe il grande flusso di auto che rallentano per pagare il pedaggio, migliaia di auto al giorno per ogni barriera.

Come funziona il sistema KEHV

I caselli autostradali di Autostrade per l’Italia, attualmente coinvolta nel progetto ed alla quale è legata Movyon, sono alimentati in parte da pannelli fotovoltaici. Un sistema che permetterebbe di produrre energia usando semplicemente il movimento delle auto in arrivo aiuterebbe a renderli completamente autonomi. Stando alle prime stime un solo apparato potrebbe arrivare a produrre 30 mWh l’anno. Viene da sè comprendere che con l’installazione di molteplici apparati si gestirebbero le richieste di barriere anche grandi, che richiedono circa 60 mWh l’anno per funzionare.

Il sistema KEHV ha dei generatori che vengono attivati al passaggio delle auto, poichè il peso del veicolo in transito permette lo “stimolo”. Questo input viene convertito in energia elettrica ed immesso in rete. Il risultato è dunque la produzione di energia pulita, che ottimizza un processo energetico altrimenti in perdita.

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