La diffusione delle auto elettriche nel mondo è sempre crescente, ma un fattore ne ha sempre rallentato lo sviluppo: l’autonomia. Nonostante si facciano passi in avanti giorno dopo giorno, le nuove batterie delle auto elettriche non possono ancora competere pienamente con le altre tipologie di motorizzazioni. Ma se questo non fosse più un problema? I tecnici americani dell’azienda Our Next Energy (o anche ONE) hanno equipaggiato una BMW iX con una batteria a doppia chimica, portando così l’autonomia complessiva a ben 978 km nel ciclo WLTP. Curioso di scoprire come funziona questo sistema?

Una nuova tecnologia per le batterie delle auto elettriche

Il nome della batteria a doppia chimica è Gemini, e già nel 2022 l’azienda aveva annunciato l’esperimento con BMW. Il tutto è partito da un semplice interrogativo: “Se potessimo raddoppiare l’autonomia di un veicolo elettrico?”. Quindi hanno realizzato una batteria dalle dimensioni assimilabili alle tradizionali, con una capacità di ben 185 kWh per un peso di 710 kg. Ma come può un sistema del genere offrire un’autonomia doppia rispetto alla norma? Tutto risiede nell’architettura e nella chimica. La batteria Gemini è costituita da due tipologie di celle, una costituita da Litio-Ferro-Fosfato (LFP) e l’altra da celle LiMnO prive di anodo. Le due tipologie di celle sono accoppiate ad un convertitore DC-DC ad alta efficienza. Le celle LFP della batteria forniscono energia per la stragrande maggioranza degli spostamenti giornalieri, e sono in grado di fornire un’autonomia di 241 km. Le celle prive di anodo – grazie alla loro VED di oltre 1000 Wh/l – sono utilizzate esclusivamente per lunghi viaggi, e sono in grado di offrire 725 km di autonomia.

Le nuove batterie delle auto elettriche saranno così?

Quindi possiamo affermare che non tutte le parti della batteria funzionano nello stesso momento. Questo perché le celle senza anodo hanno una vita inferiore rispetto alle LFP, quindi per preservarle le si utilizza solo quando necessario, ovvero in tragitti che richiedono un’erogazione costante di energia (come un’autostrada). Secondo ONE si ha anche una forte riduzione di materiali preziosi utilizzati. Tramite i loro calcoli, per la produzione delle batterie si avrebbe una riduzione di diversi materiali quali Litio, Nichel, Grafite e Cobalto.

  • Schema componenti batteria Gemini
  • Schema di funzionamento di Gemini
  • Nuova batteria auto elettriche

Potremo non dover aspettare molto per vedere i primi sviluppi di questa tecnologia, siccome le consegne ai clienti dovrebbero iniziare nella prima metà del 2024. Aumentare l’autonomia delle auto elettriche in questo modo può essere la chiave per la loro ulteriore diffusione? Scrivici la tua opinione sui nostri canali social dedicati!

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