Dal 1º gennaio 2026 chi aspira a ottenere la patente B ha la novità di doversi impegnare in un’attività pratica decisamente più incisiva. È entrata infatti in vigore l’obbligatorietà di almeno 8 ore complessive di esercitazioni pratiche certificate da autoscuole autorizzate, che quindi ritardano la possibilità di avere un accompagnatore da casa per esercitarsi in autonomia.
La riforma è stata sancita col decreto ministeriale 17 novembre 2025, n. 178, pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 297 del 23 dicembre u.s., esecutivo della L. 177/2024, e modificativo dell’art. 122 del nostro Codice della Strada.
Più ore, più moduli, più rigidità
Le precedenti 6 ore obbligatorie sono state sostituite da un itinerario più lungo e di maggiore ampiezza che si struttura in 4 moduli obbligatori, sequenziali e non derogabili, con tracciamento digitale tramite la piattaforma della Motorizzazione Civile.
Modulo A – 2 ore
Familiarizzazione con il veicolo, manovre base, gestione delle emergenze e utilizzo dei sistemi ADAS (se non sai cosa sono, ne parliamo proprio qui: Sistemi ADAS: cosa significano le sigle e come funzionano?).
Modulo B – 3 ore
Guida urbana in condizioni di traffico, precedenze, incroci e parcheggi.
Modulo C – 2 ore
Guida su strade extraurbane e autostrade, con velocità superiori ai 50 km/h.
Modulo D – 1 ora
Guida notturna.
Solo in seguito all’assolvimento definitivo di tali corsi sarà poi ammessa la guida in accompagnamento.
Una riforma che fa discutere
L’obiettivo annunciato è aumentare la sicurezza stradale, standardizzando l’allenamento dei giovani guidatori in modo da prepararli a scenari di guida reali. Tuttavia le critiche non tardano ad arrivare. La novità e l’obbligo di passare esclusivamente dalle autoscuole comporta costi aggiuntivi stimati tra 300 e 500 euro sul ciclo di conseguimento della patente B. Tutto a discrezione degli studenti e del pubblico, interpretato da molti come un vero e proprio vantaggio economico per il settore.
Il settore delle autoscuole accoglie con favore questo cambiamento, mentre tra le famiglie dei neopatentati nasce il malcontento. (Soprattutto per chi non si aspettava la nuova riforma che si scontra con quella precedente: Novità per l’esame della patente: meno quiz per il 2022!)
Nessuna novità per le patenti moto
Queste novità valgono solo per la patente B. Nel caso delle patenti A, A1, e A2, non sono previste alterazioni simili, nonostante la difficoltà legata alla formazione.
Anzi, il tema resta aperto: troppo spesso, secondo molti addetti ai lavori, le autoscuole preparano a superare l’esame, ma non a guidare davvero una moto in sicurezza. Il risultato è che numerosi neopatentati si ritrovano sulla strada con competenze insufficienti, diventando un rischio per sé e per gli altri.
Il consiglio resta quello di affidarsi a scuole di guida specializzate, ma la speranza è che in futuro anche la formazione motociclistica venga ripensata, puntando almeno sulle basi essenziali della guida sicura.
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