In occasione del centenario dello storico Quadrifoglio, Alfa Romeo ha deciso di “innovare” il famosissimo Quadrifoglio Verde. Lo studio del nuovo logo è partito in casa, infatti tutto è nato nel centro stile Alfa Romeo. Si tratta di una rivisitazione in chiave moderna di uno dei loghi più significativi della storia dell’automobilismo sportivo.
Alfa Romeo Quadrifoglio: ll logo del futuro
Ovviamente un simbolo così importante, quasi una pietra miliare per il brand, non poteva assolutamente essere stravolto. Il cambiamento quindi è stato coerente con la storia ed i successi ai quali lo stesso quadrifoglio ha portato. Il centro stile ha deciso di ritoccare semplicemente il colore del quadrifoglio ma “proteggerlo” in una struttura cromata. Si auspica la presenza del nuovo logo sulle nuove Alfa Romeo Giulia e Stelvio restyling, delle quali purtroppo ancora non si conosce una vera e propria data di arrivo.
La storia del Quadrifoglio Verde
La genesi del Quadrifoglio risale alla famosissima Targa Florio in data 15 Aprile 1923. La prima auto della storia ad essere accostata al marchio Quadrifoglio è stata la RL Corsa, la quale vinse la quattordicesima edizione della Targa Florio. Un’altra grandissima rappresentazione di questo marchio storico è stata con la presenza, nel 1950 e 1951, nel mondiale di F1 con il celebre Nino farina insieme a Manuel Fangio. Collezionarono due mondiali di fila rispettivamente con le Alfetta 158 e 159. Celebre anche la presenza nel campionato DTM nel 1993 con buoni risultati.
Non dimentichiamoci di Autodelta
Anche Autodelta, reparto corse di Settimo Milanese, festeggia a sua volta ben 60 anni di storia. Questo reparto corse nacque con l’intenzione di rendere ancora più emozionante la Alfa Giulia TZ ed a pensarci furono Carlo Chieti e i fratelli Chizzola. Dopo anni di esperienza Autodelta divenne il reparto corse ufficiale dell’Alfa Romeo post F1. Da questo sono nate alcune tra le più celebri Alfa Romeo, quale: Giulia Sprint GTA, il prototipo per Daytona fino ad arrivare al trionfo con Alfasud.
Spero che l’articolo vi sia piaciuto, fatecelo sapere sui social.


3 Comments