Devo ammettere che il fatto di aver avuto in prova la nuova Alfa Romeo Tonale ibrida plug in mi ha permesso di sollevare non pochi dubbi e qualche banco di nebbia su un’auto che avevo inizialmente guardato con perplessità. D’altronde è sempre bene avere l’opportunità prima di provare qualcosa e poi poterne parlare, così ho organizzato questo test. Non voglio però anticipare nulla sulla prova in sé, se non che la versione avuta in prova è la Tributo Italiano, in pratica il top di gamma. Scopriamola piano piano.

Se siete amanti dei video sappiate che abbiamo pubblicato la prova anche sul canale Youtube Test Driver di quest’auto. Dal player qui sotto la si può guardare direttamente:

Dimensioni Alfa Romeo Tonale in prova

Con la sua lunghezza di 4.52 metri, Tonale è la classica via di mezzo tra la più grande Stelvio e l’ormai arrivata Alfa Romeo Junior (e ricordiamo che ha vinto il premio Auto Europa 2023, ne parliamo qui: https://test-driver.it/alfa-romeo-tonale-vince-il-premio-auto-europa-2023/). Entra in quello che viene definito segmento C dei SUV, una fetta di mercato all’interno della quale si danno costantemente battaglia fior di modelli, incessantemente. D’altronde questa è una fascia che interessa a molti clienti, poiché permette di essere polivalente: dal weekend al viaggio in famiglia, dalla giornata di lavoro agli spostamenti quotidiani. Ecco, forse la città non è il terreno più idoneo, soprattutto se vi trovate nel bel mezzo di un centro storico dove anche una Twingo avrebbe problemi a trovare parcheggio.

Posteriore Tonale Tributo Italiano
Tonale Tributo Italiano vista da dietro

Dettaglio da non trascurare sulla versione Tributo Italiano sono i cerchi da 20 pollici. Mastodontici ma con un design che crea un mix tra lo sportivo ed il raffinato. D’altronde Alfa ha da sempre proposto dei tratti notevoli quando si parla di cerchioni. Infine chiude il quadro la capienza del bagagliaio, che sulla Tonale ibrida plug-in è da 385 litri.

Muso sportivo, proporzioni forse

Data la storia di Alfa Romeo, che vanta all’attivo un numero importante di modelli prodotti alcuni dei quali sono entrati nell’olimpo dell’automobilismo mondiale, non potevano che esserci dei richiami al passato sulla Tonale. Questi si materializzano perlopiù all’interno dei gruppi ottici, con la struttura a V sia delle luci di posizione anteriori che posteriori che ricorda la Alfa Romeo SZ.

Più in generale la linea cerca, nonostante debba combattere contro la natura da SUV di Tonale, di avere dei tocchi di sportività. Da un lato il muso picchia verso il basso, basta guardarlo di profilo per accorgersene. Un segnale di linee aggressive, accompagnate al posteriore da un lunotto alto – ormai tratto tipico delle auto degli ultimi tempi e che costringe ad avere la retrocamera per dormire sonni tranquilli – e da un fascione orizzontale che cerca di dare l’idea di una presenza massiccia su strada. Ci riesce, seppur la proporzione tra altezza e larghezza lasci un po’ a desiderare.

Prova su strada Alfa Romeo Tonale ibrida plug-in
La prova di Alfa Romeo Tonale ibrida plug-in

L’allestimento Tributo Italiano prevede alcune personalizzazioni per cercare di dare un tono omogeneo e di pregio all’auto. Partendo dal presupposto che questa versione ha solo tre opzioni possibili di colori e sono i colori della bandiera italiana – nel nostro caso il verde dell’Alfa Romeo Tonale avuta in prova è il Verde Montreal – si distingue per passaruota e paraurti in tinta. Mentre solitamente sono parti in plastica nera, che deve ovviare anche a danni leggeri dovuto all’uso quotidiano, qui troviamo la stessa tinta della carrozzeria. Poi il tetto e le calotte degli specchi sono neri, con le ultime che si fregiano della bandiera italiana, ed anche la cornice del doppio scarico posteriore è personalizzata.

Interni con qualche novità interessante

All’interno Alfa Romeo Tonale PHEV 2024 come quella in prova mostra somiglianze con il corso recente di Alfa da un lato e tratti innovativi dall’altro. Nel primo caso ricade il volante, perfettamente in linea con quello trovato su Giulia e Stelvio tanto per intenderci, nel secondo il Cannocchiale. Quest’ultimo è il nome commerciale della strumentazione 10.25 pollici completamente digitale. Si legge bene e include informazioni utili per la guida di tutti i giorni, con tre possibili temi a disposizione che si cambiano semplicemente premendo un tasto.

Interni Tonale Tributo Italiano
Interni specifici di Tonale Tributo Italiano

La divisione della plancia su livelli orizzontali la rende non monotona, con anche un inserto retroilluminato che ricorda il carbonio, con tanto poi di biscione in bella vista. Questo è indice della Tributo Italiano, così come lo sono i sedili specifici con il ricamo dedicato sul poggiatesta. Sedili che per giunta sono ben imbottiti ma forse un po’ rigidi per le lunghe percorrenze: magari durante un viaggio di parecchie centinaia di km è plausibile programmare una sosta in più per sgranchire le gambe.

Sul tunnel centrale trova poi spazio il selettore fisico del cambio automatico, con un po’ di plastica lucida attorno. Anche in questo caso nessuna novità di sorta ma qualcosa Alfa Romeo ha ben fatto “interiorizzare” ai propri clienti.

Soluzioni intelligenti di bordo e tecnologia

Infotainment 10,25 pollici
Display multimediale su Tonale

Se c’è un qualcosa che dopo la prova ritengo sia perfettamente indovinato all’interno di Alfa Romeo Tonale PHEV è la posizione del pad per la ricarica a induzione del telefono. Non una mensola piatta ma un piano inclinato verso chi guida, così da rendere anche leggibile il telefono (lo so che Apple Car Play e Android Auto non c’è bisogno di leggere nulla dal telefono, nemmeno chi sta chiamando,  ma è comunque comodo averlo ben orientato!). Identico e preciso è il discorso da fare sul selettore del DNA, che anche è rivolto a favore di chi guida e non messo sul tunnel centrale. Con un facile colpo d’occhio e con la mano si può cambiare subito modalità di guida.

Altro lato positivo, soprattutto in virtù di quanto adesso verificherà l’EuroNCAP nel corso dei propri test, è quello di avere tasti fisici per il climatizzatore. Ben vengano questi tastini a pianoforte, messi sotto al display 10,25 pollici dell’infotainment. A proposito di display multimediale segnalo che il software è completo e ben gestito, ma a volte cerca di dare così tante informazioni da risultare confusionario. Ed in più qualche opzione ha un’icona piccolina da premere, che rischia di distrarre dalla guida più del dovuto. In compenso ottime la qualità e la risoluzione.

Prova su strada Alfa Romeo Tonale ibrida PHEV

Cerchi 20 pollici Tonale
I cerchi da 20 pollici hanno uno stile totalmente Alfa Romeo

La domanda che più mi balenava in mente prima della prova era: avendo abbandonato la piattaforma Giorgio – della quale chi scrive è un fiero sostenitore – riuscirà ad essere piacevole da guidare? Poi sono salito a bordo ed ho dato vita alla schiera di motori atti alla trazione. Schiera perchè ne sono ben tre: un 1.3 litri da 180 cavalli, un motore elettrico da 110 cavalli sull’asse posteriore ed un motorino elettrico sull’asse anteriore a supporto del termico. La potenza massima è di 280 cavalli e Tonale PHEV ha una coppia di 520 Nm, chiaramente quando tutto lavora in combinazione. In tal caso si ha anche la trazione integrale Q4, poiché il motore elettrico spinge l’asse posteriore ed il termico l’anteriore.

Mi sono bastati pochi metri per capire che Alfa tutto sommato ha sì preso una piattaforma già in forze al Gruppo Stellantis sulla quale basare Tonale, ma ci ha comunque messo il suo zampino. Soprattutto nella dinamica di sterzo, che è precisa, sincera e con un buon carico volante. Tonale segue le indicazioni senza lamentarsi troppo, nonostante la mole e nonostante le proporzioni, d’altronde il pacco batterie della parte ibrida aiuta a mantenere il baricentro piuttosto basso. Questo tutto a favore della dinamica di guida, che si conferma sportiveggiante entro degli ovvi limiti fisici.

Vai in elettrico, poi a benzina

Plancia Tonale Tributo Italiano
La plancia di Tonale Tributo Italiano

Da buona ibrida plug in l’Alfa Romeo Tonale come quella in prova è stata pensata, chiaramente, per trascorrere gran parte del suo tempo in elettrico. D’altronde il movimento in elettrico è piacevole e non fa assolutamente sentire alcuna mancanza o delle difficoltà di sorta. Anche in fase di sorpasso basta schiacciare l’acceleratore per lasciarsi alle spalle pericoli o intoppi. La modalità preposta alla guida esclusivamente in elettrico è la A, che in questo caso prende il nome di Advanced Efficiency.

A batteria scarica però tutto torna a funzionare in N (il passaggio è automatico) e si usa la Tonale come una tradizionale full hybrid. Con qualche scarto però, a mio parere. Partiamo dal presupposto che la frenata rigenerativa funziona solo con la pressione del pedale freno e non si può attivare in altri modi. Questo da un lato richiama la guida di tipo tradizionale, ma dall’altro penalizza un po’ il recupero dell’energia, che infatti non è ottimizzato come su altre auto che ho avuto in prova. Potrebbe recuperare meglio e di più, permettendo di sfruttare o simulare anche una guida a pedale singolo, ma in Alfa hanno preferito essere più tradizionalisti.

Selettore DNA Tonale
Il selettore DNA di Tonale

Tradizionalista è anche la rigidità dell’assetto quando si piazza il manettino in Dynamic, poichè ci si aspetta da Alfa un’auto comunicativa e così è, l’ho già specificato. Chiaramente con i cerchi da 20 pollici in Dynamic non dovete azzardarvi a guardare nemmeno buche e pavè stradale, per evitare di fare danni. Invece mi sono molto meravigliato nel constatare che, nonostante la dimensione proprio dei cerchi, in N le sospensioni sono di tutt’altra pasta. Morbide e che quasi non fanno temere un contesto urbano. Piazzo Tonale di diritto tra le auto con la differenza di dinamica più marcata tra una modalità di guida e l’altra!

La prova dell’Alfa Romeo Tonale ibrida usando solo la batteria

Chiaramente una forte discriminante è l’autonomia della batteria, che magari potrebbe essere meno prioritaria rispetto ad un’auto full electric ma ha il suo notevole peso su una PHEV. L’accumulatore da 15,5 kWh permette un’autonomia di circa 60 km dichiarati, distanza che ho coperto senza problemi. Addirittura in autostrada, situazione peggiore per l’ibrido, sono riuscito a percorrere queste distanze con una sola carica. In città il dato è invece più ballerino, poichè molto dipende anche dalle condizioni del traffico, dato che la frenata rigenerativa si disattiva a circa 15 km/h. In un’occasione ho percorso 30 km (complice anche l’aria condizionata sempre attiva), in un’altra ho superato i 70 km.

Volante con paddle Alfa Romeo
Volante di Tonale richiama quello di Stelvio e Giulia

La ricarica è affidata solo alla presa di Tipo 2, quindi in corrente alternata. Alfa Romeo Tonale PHEV accetta una potenza di ricarica massima di 7,4 kW, in linea anche con le potenze delle wallbox domestiche.

Conclusioni e prezzi

In definitiva la prova di questa Alfa Romeo Tonale ibrida plug in mi ha lasciato piacevolmente sorpreso. Alfa conferma la sua capacità di intervenire sulla meccanica per riuscire a rispettare quello che è il suo “carattere” e le sue richieste. Il prezzo da prendere in considerazione per poterla portare a casa parte da 51.700 euro, ma che sforano i 60.000 euro nel caso della top di gamma Tributo Italiano come quella che ho provato.

Che ne pensi di questa Tonale? Ritieni possa essere incline allo stile di Alfa oppure avresti preferito altro? Faccelo sapere direttamente sui nostri social e non dimenticare di lasciare un like!

2 Comments

Rispondi