Quando si parla di auto elettriche ormai il mercato comincia ad offrire la qualunque. Ogni Costruttore si è portato al punto da poter offrire auto elettrificate ma, soprattutto, completamente elettriche. Poi ch’è chi nasce con questo obiettivo specifico, senza passare per motori termici di tipo tradizionale. Se è pur vero che c’è stata la “1” nel listino, Polestar rientra proprio in questo caso. L’idea dietro questo brand che naviga nelle stesse acque di Geely e Volvo è proprio quello, adesso, di portare sul mercato solo auto elettriche. Polestar 2 Performance 2024 che abbiamo avuto in prova ne è l’esempio. Per giunta una prima prova di forza verso un mercato tutto da conquistare.
Sai che abbiamo anche la prova video completa di quest’auto? La trovi direttamente sul canale YouTube, al quale ovviamente ti chiediamo di iscriverti così da supportare tutto il lavoro che c’è dietro ed essere sempre aggiornato. E visto che ci siamo, te la mettiamo anche nel player qui sotto:
L’aggiornamento al Model Year 2024
Ebbene la Polestar 2 Performance finita nei nostri obiettivi è la model year 2024. Specifica d’obbligo poichè si tratta già di un restyling, arrivato dopo un primo lancio con caratteristiche leggermente differenti. In Italia Polestar è arrivata da grossomodo un anno, ma in Europa sia il brand che la berlina numero 2 sono già abbondantemente conosciuti da tempo. Così il ’24 porta con sè un po’ di novità maturate dall’esperienza sul campo, partendo da qualche chicca di design ed aerodinamica fino ad arrivare a motori e batterie.

Dimensioni Polestar 2 Performance 2024 in prova
Se c’è una cosa che questo aggiornamento di metà carriera non ha cambiato, sono le dimensioni. La Polestar 2 Performance 2024 in prova misura 4,6 metri di lunghezza, 1.98 metri di larghezza e 1,47 metri di altezza. Dimensioni che considerano la natura da berlina, seppur la linea fastback con lunotto molto inclinato depistino un po’ e ricordino più il concetto di coupé. Si tratta comunque di dimensioni non trascurabili, che si scontrano in parte con chi vuole un’auto prettamente cittadina e fanno l’occhiolino a chi, invece, cerca una libertà di movimento nettamente superiore.

Resta però il dettaglio dell’altezza. La berlina svedese esula un po’ dal concetto di berlina pura, perchè guadagna un po’ di altezza da terra che, diciamocelo francamente, comunque male non fa. Lo sappiamo che più un’auto è alta e maggiormente può rollare, ma in ogni caso con una buona distribuzione delle masse tutto può essere contenuto. E poi comunque l’altezza non è eccessiva, ma solo un po’ più alta delle berline di tipo classico: in compenso la luce da terra è di 15 centimetri. Intanto può vantare comunque un bagagliaio nella media con i suoi 407 litri (1097 con gli schienali abbattuti), ai quali vanno aggiunti i 41 litri di frunk anteriore, da buona auto elettrica!


Estetica “eterea” ed aggiornamenti del 2024
Il primo aggettivo che ci è venuto in mente nell’osservare l’aggiornamento 2024 della Polestar 2 è proprio “eterea“. Sul serio. La pulizia delle linee svedese trova una importante espressione lungo tutta l’auto, unita alla razionalità ed al design di alcune componenti. Convivono nello stesso insieme delle maniglie porte tradizionali e squadrate, specchietti senza cornice – tanto che nel regolarli ruota tutta la calotta – ed una calandra anteriore completamente chiusa. Adesso si chiama “SmartZone” ed include anche il radar a medio raggio, riscaldato per evitare che le fredde temperature nordiche ne limitino il funzionamento.

Se da un lato i proiettori anteriori pixel LED confermano le luci di posizione denominate “martello di Thor” ma mantengono una connotazione standard, al posteriore gli stop sono la firma distintiva di questa Polestar. La striscia luminosa rossa non solo corre da lato a lato ma si avvolge su se stessa quasi a “simulare” dei fari tradizionali. L’illuminazione è animata all’accensione ed allo spegnimento dell’auto e richiama – secondo la Casa – la “nascita di una stella”. Fantasioso il collegamento, ma nella realtà è una luce che, di fatto, si riempie gradualmente.

La personalizzazione destinata alla versione Performance, visto che in prova abbiamo proprio questa declinazione di Polestar 2 2024, si materializza sotto diversi aspetti. Non solo nel tag “Polestar Engineered” fieramente messo in mostra sul pannello della SmartZone, ma anche grazie a cerchi da 20 pollici con design specifico. Poi c’è altro che si intravede ad un occhio attento, come l’impianto frenante Brembo o le cinture di sicurezza gialle.+
Interni: auto elettrica o tradizionale?
La domanda con la quale abbiamo intitolato il paragrafo è volutamente provocatoria. Polestar 2, anche nell’aggiornamento 2024, basa le radici sulla piattaforma CMA di Volvo e Geely. Questa nasce per la produzione non solo di auto elettriche ma anche termiche, motivo per il quale ci troviamo avanti ad un abitacolo di tipo più tradizionale rispetto ad altre BEV. Il tunnel largo e alto, che da un lato fa sentire i passeggeri anteriori un unico corpo con l’auto dall’altro toglie la possibilità di portaborse importanti, così come il classico rialzo al centro dei sedili posteriori (che a dirla tutta non fa vivere benissimo il passeggero centrale) sono tutti richiami alle auto tradizionali.
Il pacco batterie è ovviamente piazzato molto in basso, con un’attenzione in più rispetto ad altre auto: la zona pedali ha più spazio, perchè ha il pianale che scende verso il basso. Questo permette una migliore ergonomia, un’ottima posizione di guida e, in soldoni, più confort. Lo stesso che si prova seduti su sedili che hanno un rivestimento particolare, che richiama le mute dei sub e quindi facile da pulire.

In generale comunque lo spazio per la gambe dei passeggeri seduti dietro è notevole, tanto che i più alti si accomodano bene in lunghezza, ma un po’ meno in altezza visto che il tetto plana verso il posteriore. Tetto che poi è tutto in vetro e senza la possibilità di essere oscurato con una tendina: mitiga luce e raggi UV, ma magari in piena estate si potrebbe volere un riparo fisico.
Niente tasti, benvenuto Andoid Automotive
La scelta di rendere la Polestar 2 2024 pulita nelle sue linee si riflette anche negli interni, che durante la prova abbiamo apprezzato essere del tutto senza tasti. O meglio ce ne sono giusto un paio, tanto per gradire. Tutto passa per il display 11.2 pollici dell’infotainment, “alimentato” da Android Automotive. Si propone anche qui la nostra gioia, la stessa di quando abbiamo provato Renault Megane E-Tech Electric (qui trovi la prova).
Avere un sistema che si basa su Android è intuitivo, ma soprattutto apre una serie infinita di opportunità. Dallo sfruttare in toto l’Assistente Google attivandolo con “Ok, Google” e pronunciando tutto ciò che ci viene in mente, dalla destinazione del navigatore fino ad un calcolo matematico o una ricerca; si passa per le applicazioni compatibili come Spotify, fino ad arrivare allo stesso Play Store che mette a disposizione capisaldi come Youtube o Amazon Prime Video (tanto per tenersi impegnati durante la ricarica). Finalmente si esce dalla struttura frammentata dei software auto indipendenti, sperando che altri Costruttori si aggreghino.

Nel messo delle linee a sviluppo orizzontale della plancia c’è poi anche la strumentazione completamente digitale. 12,3 pollici la diagonale, ma in Polestar hanno optato per una grafica minimal. Un tema che non lascia spazio al superfluo e da le informazioni giuste per la guida, senza strafare. In alternativa si può giusto osservare la mappa ingrandita di Google Maps.
Adesso si fa sul serio con la prova su strada di Polestar 2 2024!
Chiaramente fare la prova della Polestar 2 model year 2024 con la versione Performance significa puntare direttamente al top di gamma. Un “limite alto” che si basa non solo su un doppio motore elettrico – uno per asse così da garantire anche la trazione integrale – con un totale di 476 cv e 740 Nm di coppia, ma anche su componenti come l’impianto frenante tutto Brembo e le sospensioni Ohlins. Queste ultime sono regolabili, anche se per farlo bisogna praticamente alzare l’auto sul ponte, quindi non è una cosa del tutto immediata.
C’è poi bisogno davvero di specificare che il pedale acceleratore è un grilletto che fa esplodere un cannone? Polestar 2 ti attacca al sedile, al punto quasi da chiuderti lo sterno. Il bello del motore elettrico è proprio questa reazione immediata all’input del conducente, ma la “2” scarica bene a terra tutto il suo potenziale grazie alla trazione integrale ed all’elettronica settata per bene. Se poi si inserisce il Launch Control ancora peggio…
Dinamica di guida interessante
Ci sono diversi parametri che in Polestar hanno preferito lasciare ai gusti del conducente, non solo la taratura sospensioni. Si può scegliere il livello di rigenerazione in frenata (niente palette dietro al volante, lo si fa dall’infotainment), così come il carico volante o la creep torque, cioè quella coppia che fa camminare l’auto a bassa velocità non appena si lascia il freno. Ci si cuce per quanto possibile l’auto addosso, com’è giusto che sia.
Ma è la guida ad essere pura, sincera. Un feeling di guida emozionante e che rende questa fastback compatta agli input dinamici. Solo il volante probabilmente non trasmette sensazioni all’altezza di ciò che sta succedendo realmente, ma tutto il resto del corpo vettura risponde all’unisono. Seppur il peso non sia trascurabile non sia la causa di un rollio spropositato. C’è, ma non troppo.
D’altronde ricordiamo che l’architettura sospensiva prevede dei MacPherson all’anteriore e dei Multilink al posteriore, motivo per il quale la solidità anche degli appoggi in curva è sempre garantita. Ed al contempo la guida sul pavè, nonostante i grandi cerchi, si conferma morbida.

A differenza della versione 2023 la model year 2024 punta più al retrotreno come distribuzione di coppia, tanto che i controlli elettronici di tanto in tanto recuperano una leggera perdita di aderenza con annesso sovrasterzo se si esagera con l’acceleratore. Altro punto focale sono poi i freni, che solitamente sulle elettriche vanno molto in crisi. La potenza c’è, si modula bene e ricordate che arriva sempre dopo aver saturato la frenata rigenerativa. Non c’è una vera e propria guida one pedal, ma comunque al livello più intenso del recupero dell’energia in frenata si raggiungono 205 kW di potenza.
Autonomia e ricarica Polestar 2 2024 in prova
Un ulteriore aggiornamento che ha interessato la Polestar 2 2024 come questa della prova sta nella batteria, che ha guadagnato qualche kWh. Adesso in totale sono 82 kWh (79 kWh netti), per i quali sono dichiarati circa 570 km di autonomia. Noi abbiamo raggiunto una percorrenza di 500 km ma senza spingerci troppo vicini allo 0% residuo.
Dato curioso della prova: l’auto consuma di più in città rispetto alle strade statali. Solitamente le elettriche preferiscono gli stop&go cittadini ad un assorbimento continuo come statale e autostrada, qui invece succede il contrario, anche perchè a velocità costante viene “spento” il motore anteriore. 18 kWh/100 è stato il dato medio registrato puramente in città, mentre 14-14,5 kWh/100 km in statale. 19-20 sono i kWh medi che si utilizzano in autostrada.

Arrivati alla colonnina la potenza massima di ricarica in corrente continua DC è 205 kW, seppur noi ci siamo fermati ben più in basso. Per dovere di cronaca bisognerebbe capire la potenza massima di ricarica a quali condizioni di batteria (stato di carica, temperatura…) corrisponda.
Conclusioni: si o no?
Ben venga l’ingresso di Polestar sul mercato italiano, che con questa “2” ha esordito nel corso del 2023. Un’auto elettrica fatta bene e che ha il potenziale per ritagliarsi una bella fetta di clientela, senza ombra di dubbio.
















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