Da quando è stato introdotto lo standard “Euro” per la misurazione delle emissioni inquinanti delle auto, tutto ha cominciato a ruotare attorno ad esso. Gli iter omologativi così come anche le limitazioni al traffico ne hanno risentito ed hanno legato proprio a queste classi di inquinamento alcuni provvedimenti. Si sta da tempo parlando di Euro 7, quello che sarà lo standard più stringente pensato finora, ma tra la necessità di adeguare i motori e l’incidenza che potrà avere sul mercato prenderà in esame anche altri fattori. Freni e pneumatici, per la precisione.
Il nuovo standard Euro 7 sarà ancora più stringente
Com’è giusto che sia i limiti per l’inquinamento devono essere via via sempre più stringenti. Si è compreso però da tempo che non bisogna puntare il dito solo ed esclusivamente ai motori a combustione interna, ma prendere in esame tutto l’ecosistema auto. Questo significa che la regolamentazione delle emissioni inquinanti deve passare anche attraverso una limitazione su freni e pneumatici. Entrambe queste componenti producono infatti particelle che vengono rilasciate nell’aria, contribuendo così all’innalzamento dell’inquinamento atmosferico. Sono residui dovuti all’utilizzo, poichè sia lo strisciamento delle pastiglie freni sui dischi che degli pneumatici sull’asfalto porta a generare polveri.
Nel caso degli impianti frenanti, che generano PM10 durante l’utilizzo, sono stati stabiliti tre livelli. 7 mg/km per auto a combustione interna (siano esse di tipo tradizionale, ibrido o FCEV). Si scende a 3 mg/km per le auto elettriche, che sfruttando molto di più il recupero dell’energia in frenata – che ricordiamo essere una frenata magnetica che non prevede strisciamento – riescono a mantenere il limite più basso.
Il limite di usura degli pneumatici
Lo standard Euro 7 per gli pneumatici ha mosso per prima Michelin, che da sempre recepisce le innovazioni e mette in campo del know how. L’azienda ha sviluppato un sistema che riesce a monitorare e misurare l’usura di strada e pneumatici, così da arrivare a comprendere come poter limitare la produzione di polveri. D’altronde i limiti imposti con questa normativa saranno tassativi ed i pneumatici che non rientreranno nei parametri non saranno vendibili. Il primo passo sarà misurare con il sistema SAMPLE – questo il nome dell’iter messo in piedi da Michelin – gli pneumatici in commercio, per poi passare allo sviluppo di nuove coperture.
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