Se chiedessimo a qualsiasi appassionato quali sono le gare più belle di Ayrton Senna, tra le tante, una di queste è sicuramente il GP di Monaco del 1984. In quel GP, caratterizzato da una pioggia intensa, Senna mostrò il suo talento al mondo intero, raggiungendo il 2° posto in gara con la Toleman, tra grandi polemiche. Ma in quella gara un altro pilota fece vedere le sue grandi abilità. Era Stefan Bellof, un giovane ragazzo tedesco che concluse la gara in terza posizione. Ripercorriamo insieme la sua carriera, tra vittorie e record!
Un inizio di carriera già pieno di successi
Stefan Bellof nasce in Germania nel 1957, precisamente a Gießen, una città dell’Appia. Iniziò a gareggiare sui kart, all’età di 16 anni. Nel 1980 vince, all’esordio, il campionato tedesco di Formula Ford 1600. L’anno successivo riuscì a vincere il campionato internazionale, esordendo anche in Formula 3. Qui corse 7 gare, vincendone 3, di cui la prima alla sua terza partecipazione. Già in questa fase, la velocità non mancava. Nel 1982 passa in Formula 2 alla guida della Maurer motorizzata BMW, al fianco di Beppe Gabbiani. Affronta piloti molto veloci come Stefan Johansson, Johnny Cecotto e Alessandro Nannini. Nonostante l’elevata competizione, vince le prime due gare stagionali sul bagnato a Silverstone e ad Hockenheim, dove conquista anche una pole position. Non riesce ad arrivare al successo nelle gare successive, ma si dimostra sempre incredibilmente veloce, concludendo il campionato al 4° posto.
Nell’estate del 1982 fa esperienza con gli sportprototipi, correndo nel DRM con la Porsche del team Kremer Racing sul tracciato dell’Hockenheimring. Partecipa anche alla 1000 km di SPA. Una delle caratteristiche del tedesco, oltre la velocità pura, è la capacità di trovare subito il limite dell’auto. In queste gare viene notato sempre più dai team. Rothmans, main sponsor della squadra ufficiale Porsche, era stuzzicata dall’idea di avere pilota e scuderia tedeschi. Si decide quindi di dare un’occasione al giovane Stefan, affiancandolo all’esperto Derek Bell, alla guida delle Porsche 956 Turbo.

La 1000 km del Nurburgring ed i successi
Nel 1983 Bellof corre con il team ufficiale Porsche e parallelamente anche con il suo vecchio team Maurer in Formula 2. Con la Porsche 956 la stagione è molto fruttuosa. I vari equipaggi della Porsche vincono 9 gare su 10, con Bellof e Bell che trionfano a Silverstone, al Fuji e a Kyalami. A fine stagione, il titolo Costruttori è vinto dalla Porsche, ed il titolo piloti da Jacky Ickx. Nonostante ciò la stagione del 1983 dimostra l’eccezionale velocità del tedesco. Ma è al Nordschleife che accade qualcosa di surreale. Il 28 Maggio 1983, durante le prove di qualifica tutti i piloti vanno in pista per cercare di sfidare i 20,832 km dell’Inferno Verde. La temperatura è di 5° ma è altro a far gelare il sangue delle persone nel paddock. Analizzando gli intertempi, sembra tutto normale, fin quando non si legge un numero strano, troppo piccolo rispetto agli altri.
Quel numerino era il primo intertempo di Bellof, che danzando tra le curve del Ring sta per annichilire gli avversari. Arrivato sul traguardo, la vettura del giovane tedesco ferma il cronometro su 6’11″13, ad una velocità media superiore ai 200 km/h. È quasi 6 s più veloce del secondo qualificato, e dà più di 30 s alla prima auto non Porsche (la Lancia LC2 di Patrese ed Alboreto). Nel paddock sono tutti increduli, alcuni pensano ad un errore del cronometro. Tra la confusione generale, solo una persona non è molto contenta, ed è appena tornata ai box. È Bellof. Dice di aver commesso degli errori e di aver trovato il traffico di una 911. Vuole uscire con gomme nuove e riprovarci. Ma Jankte, direttore sportivo di Porsche, non accetta la proposta del tedesco. La pole è consolidata, è stato fatto un nuovo record, e a Porsche basta questo.

Il giorno successivo, sul Nordschleife piove. Appena si spengono i semafori, Bellof fa il vuoto. Dopo il cambio pilota, Bell, compagno di squadra di Stefan, si fa sorpassare da Jacky Ickx che accumula un bel distacco. Ciò non basta a fermare Bellof, che recupera lo svantaggio e riprende la prima posizione. Nel frattempo le condizioni della pista stanno migliorando. I tempi si abbassano ed ecco quello che il tedesco vuole. Punta al record, a tutti i costi. Non è stato perfetto in qualifica e vuole rifarsi (nonostante le condizioni di auto e pista differenti). Purtroppo però il Ring non perdona. Bellof, dopo essere atterrato male con le quattro ruote sul tracciato, va a sbattere. Fortunatamente lui è illeso, ma è costretto al ritiro. Il campionato finisce cosi, con Stefan ormai velocissimo, ma che ottiene poche soddisfazioni anche a causa della sua foga ed aggressività.
L’anno successivo domina. Nel 1984, alla guida della Porsche 956 B, conquista il campionato mondiale Endurance con 6 vittorie, vincendo su circuiti come Monza, Spa, Imola e Nurburgring. Contemporaneamente gareggia anche in Formula 1.
La carriera in Formula 1 di Stefan Bellof
Già nel 1983 Bellof ottiene l’opportunità di fare un test su una Formula 1 alla guida della McLaren a Silverstone, insieme ad Ayrton Senna e Martin Brundle. Riesce ad ottenere il 2° miglior tempo, dietro il brasiliano. Ma la Rothmans impedisce al tedesco di guidare con una squadra sponsorizzata da Marlboro. Stefan Bellof viene quindi ingaggiato dalla Tyrrell per le stagioni dell’84 e dell’85. La macchina però non è veloce. La Tyrrell, con i motori aspirati Ford Cosworth DFY, accusa molto il gap con i potenti motori turbo. Bellof riesce comunque ad ottenere un 5° posto ad Imola ed un 6° posto a Zolder.


Durante il famoso GP di Monaco dell’84, sotto una pioggia torrenziale, dove tutti ricordiamo l’impresa di Senna con la Toleman, anche Bellof si mise in mostra. Partito 20°, conquista la 13° posizione dopo solo 1 giro. Spinge al limite la sua Tyrrell ed in alcune fasi di gara gira anche più veloce di Senna sulla Toleman. Con diversi sorpassi, raggiunge la 3° posizione. Al giro 31, Jacky Ickx, commissario di pista in quella gara, espone la bandiera rossa, proprio mentre Senna supera Prost sul rettilineo. Gli ottimi risultati di Stefan non hanno impatto però sulla classifica finale, poiché la Tyrrell, a causa di infrazioni al regolamento, viene squalificata per tutta la stagione e tutti i punti ottenuti vengono revocati.
La morte nella 1000 km di Spa
Nel 1985 Bellof continua a gareggiare in F1 con la Tyrrel ma il team, ormai in crisi, non riesce a fornirgli un’auto competitiva. Ottenne comunque un 6° posto ed un 4° posto a Detroit. Nel campionato Endurance viene scaricato dal team ufficiale Porsche, forse a causa di Ickx o della troppa foga. Partecipa comunque alla 1000 km di Spa, in programma il 1° Settembre 1985, e gareggia con la 956B del Team Brun.
Jacky Ickx, al volante della più recente 962 del team Porsche Rothmans, è in prima posizione. Bellof nonostante guidi un’auto più lenta di quella del belga, è subito dietro. Nel corso del 78° giro di gara prova il sorpasso nella curva forse più iconica di Spa, all’Eau Rouge. Ickx imposta la curva anche in vista della salita del Radillion e Bellof, ormai quasi affiancato, non trova più spazio. Il contatto è inevitabile. La vettura del belga finisce in testacoda ed urta le barriere con il posteriore, il pilota è illeso. La 956B di Bellof urta le barriere frontalmente, ad una velocità superiore ai 200 km/h. L’impatto è devastante. L’auto, ormai con l’anteriore distrutto, va in fiamme.

Nonostante anche Jackie Ickx provi ad aiutare il giovane rivale, è tutto inutile. Stefan Bellof muore durante il trasporto in ospedale a causa delle ferite provocate dall’impatto, a nemmeno 28 anni.
Si conclude così la storia di uno dei piloti più veloci del mondo, che sicuramente sarebbe diventato campione del mondo se solo ne avesse avuto l’opportunità. Basti pensare che il record del Nordschleife è durato più 30 anni, battuto solo dalla Porsche 911 Hybrid Evo.
Sai che possiamo girare sul temibile Inferno Verde? Possiamo andarci o con le nostre auto, o anche affittarle. Vedi: Come correre e girare al Nurburgring: non solo track day con N-Rent
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