La diffusione delle auto elettriche

Che il mondo delle auto elettriche sia in fortissima espansione è un dato di fatto. La stessa Comunità Europea la vede come una soluzione ed ha imposto – almeno per ora – lo stop alla produzione di auto con motore endotermico a partire dal 2035. Automobilisti e Costruttori stanno allora fronteggiando forse il cambio epocale più complesso della storia dell’auto. Cambio di stile di guida, cambio di abitudini, cambio di auto. Ma il mondo delle auto elettriche porta con sè una tecnologia nuova e che si sviluppa in corso d’opera. Le batterie delle auto elettriche sono ormai diventate una chiave decisionale importante, perchè per ovvi motivi decretano autonomia e tempi di ricarica dell’auto elettrica (ne parliamo qui: Velocità di ricarica o autonomia? Il dilemma delle auto elettriche). Ci sono però delle interessanti curiosità in merito.

Batterie delle auto elettriche: una curiosità empirica

Le batterie per le auto elettriche si basano su una tecnologia che sfrutta gli ioni di litio. Questo perchè è un materiale che garantisce buone prestazioni nel passaggio di corrente, accumulo, densità energetica. Quando però le batterie sono sotto carica questi ioni di litio migrano verso l’anodo di grafite. Questa migrazione fa…cambiare colore alla grafite.

si può quindi empiricamente sapere quanto è carica una batteria dal colore della grafite. Quando la cella è scarica la grafite è nera. Pian piano che la cella inizia a caricarsi la grafite inizia a cambiare colore e diventa rossa, segno di una carica parziale. Quando la carica è completa la grafite assume invece un colore simile all’oro. Questo lo ha dichiarato il dott. Bernhard Rieger, responsabile R&D Audi nel centro per le batterie di Gaimersheim.

Il problema dell’uniformità di carica

Quella del colore è una semplice curiosità, semplificata per far comprendere il concetto. Nella realtà il discorso è decisamente più ampio e complesso, poichè le celle non si caricano in modo uniforme. La grafite quindi non è colorata in modo uniforme, perchè l’elettrodo vicino a zone con più ioni di litio si carica più velocemente. La sfida sta proprio nel cercare di far caricare in modo quanto più uniforme possibile – e velocemente – tutte le celle di una batteria, senza sovraccaricare le zone che sono già al livello massimo.

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