Il motorsport: da sempre amato, da sempre regala emozioni

Da quando è stato concepito il primo veicolo a motore, è nato il motorsport. Le gare esistevano già all’epoca dei cavalli, delle bighe romane e di tutta un’altra serie di mezzi che hanno caratterizzato le varie epoche, ma il motorsport è stato la ciliegina sulla torta. L’essere umano ha da sempre cercato uno sfogo nella velocità, così come il pubblico ha sempre amato questo genere di gare. Nel caso degli sport a motore – come ad esempio la Formula 1 – questi sono sempre stati anche teatro di notevoli sperimentazioni per poi riportare nelle auto che guidiamo tutti i giorni tecnologie già sviluppate e testate. Ma le gare automobilistiche come le conosciamo oggi erano ben diverse agli albori. Altre concezioni, altro coraggio. 100 anni fa la sicurezza in gara era ben lontana da quella che siamo abituati a vedere.

100 anni fa ci fu la prima corsa automobilista al Rennbahn

Opel ha diffuso la notizia della prima corsa automobilistica svolta sul circuito di Rennbahn, costruito nel 1919 e ora abbandonato, ben 100 anni fa. Era nei giorni 21 e 22 maggio 1921 che si tenne il “1. Wiesbadener Automobil-Turnier” (primo campionato automobilistico di Wiesbaden) e vide in programma 12 competizioni. Non solo tra auto ma anche tra moto e tra biciclette. D’altronde il circuito Opel Rennbahn, lungo 1.5 km ma molto stretto, aveva anche curve ad alta pendenza che permettevano di non rallentare e di toccare le inimmaginabili velocità medie di…140 km/h. D’altronde si parla del circuito più veloce d’Europa, per quei tempi. Poi arrivarono altri circuiti – tra i quali il Nurburgring e l’Hockenheimring – e l’Opel Rennbahn venne abbandonato nel 1946.

La sicurezza durante le gare automobilistiche: che passi da gigante!

Avete presente le vie di fuga, le recinzioni, gli spalti e chi più ne ha più ne metta? Bene, 100 anni fa non esisteva nulla di tutto questo. Non c’era la concezione di sicurezza per gli spettatori, non esisteva (o quasi) la concezione di sicurezza per il pilota. Le piste non avevano recinzioni, nemmeno l’Opel Rennbahn con le curve inclinate di 32°. Uscire significava prendere il volo. Allo stesso modo non esistevano le vie di fuga in ghiaia come oggi, che aiutano a frenare eventuali auto senza controllo. Vero che le velocità non erano alte come quelle odierne, ma ricordate anche che le auto non erano chiuse, non avevano rollbar o cellule solide come oggi. E non avevano nemmeno le cinture di sicurezza.

Le gare automobilistiche erano incredibilmente pericolose anche per il pubblico. Tutte le recinzioni di separazione non erano nemmeno nei più lontani pensieri, al punto che gli spettatori – e secondo Opel ci sono stati anche 50.000 spettatori all’Opel Rennbahn – erano in piedi a bordo pista a godersi uno spettacolo particolarmente ravvicinato. Pensate che se oggi – purtroppo – continuano ad esserci incidenti con pneumatici che volano fino ad atterrare sul pubblico, a quei tempi a finirti addosso poteva essere l’intera auto. Senza quasi che te ne accorgessi.

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